Tra stelle del cinema e stelle d’agosto

Tra stelle del cinema e stelle d’agosto

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Pozzi minerari

Pozzi minerari – la Regione Basilicata illumina l’ENI con 20 nuovi pozzi minerari. 29/8/2011 Nel giorno del matrimonio di Sofia Coppola a Bernalda – luogo dove si sono raggruppate stelle di notorietà mondiale – il governatore lucano, Vito de Filippo, oltre ai doverosi auguri istituzionali alla figlia del famoso regista di origini lucane, ha voluto mettere del suo regalando agli sposi e ai lucani la creazione di “nuove stelle” dai nomi suggestivi nel firmamento tutto nostrano dei pozzi minerari. La Regione, infatti, farà nascere i pozzi Pergola 1, S.Elia 1, Monte Enoc 1, Monte Enoc 6, Monte Enoc 7, Monte Enoc 10, Alli 2, Alli 4, Caldarosa 2, Caldarosa 3, Serra del Monte di Montemurro, Costa Molina Ovest 1, che si aggiungono alla costellazione dei pozzi denominati Cerro Falcone: il CF1, CF2, CF3, CF4, CF5, CF7 e il CF8. Tutte nuove stelle (in numero di 20, è bene ricordarlo) che si aggiungono ad una quarantina di pozzi già presenti nella sola Val d’Agri, tutti propedeutici al raddoppio delle attività estrattive sancite dal Memorandum di De Filippo/Viceconte, al quale queste operazioni “agostiane” si rapportano, pur non essendo ancora ufficialmente un accordo siglato (c’è fretta di far trovare atti compiuti?). Tra l’altro, il pozzo CF7 non risultava, ad oggi, esistente alla OLA (Organizzazione lucana ambientalista): è un cavallo di Troia per operare dentro il Parco, dove è vietata ogni attività estrattiva?; l’Alli 2 sarebbe il pozzo davanti all’ospedale di Villa d’Agri, fintamente chiuso da De Filippo e che invece verrà spostato di poche centinaia di metri, ma sempre davanti il suddetto ospedale; e i due pozzi Monte Enoc 6 e 7 saranno realizzati addirittura dentro l’abitato di Viggiano, in un’area franosa, già ritenuta dall’amministrazione municipale inidonea ad edificare abitazioni. Ma evidentemente l’Eni può dove ad altri è vietato!

Nell’ambito della variazione del programma di lavori di ricerca e sviluppo, infatti, la Regione Basilicata agli inizi di agosto, approfittando delle distrazioni tipiche dell’afa estiva, matrimonio del secolo compreso, ha di recente rilasciato all’ENI l’Intesa (l’atto amministrativo più importante per la propedeutica delle coltivazioni minerarie) per la realizzazione di tutti questi nuovi pozzi petroliferi e messa in produzione dei pozzi di petrolio nella concessione Val d’Agri, di cui alcuni, come da stile inqualificabile che oramai distingue gli atti di questa Regione, situati all’interno e altri limitrofi al perimetro del parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, oppure vicino ai centri abitati o in prossimità di sorgenti. Tutto questo avviene nella noncuranza del governatore di fronte alla sempre più insistente richiesta che viene dai cittadini per una moratoria su nuove attività minerarie per cercare di capire dove questo petrolio ci porti, nonchè alla presenza dei molteplici segnali di inquinamento delle falde e dei sedimenti che ormai arrivano da più parti e persino certificate dalla stessa Arpab, l’organo ufficiale delle esigenze di via Anzio. A significare, evidentemente, che l’inquinamento sotto il centro oli di Viggiano di toluene e benzene riscontrato dall’Arpab, è talmente grave da non poter essere edulcorato e sottaciuto in alcuna maniera. Come sa bene chi vive intorno al lago del Pertusillo, che proprio nel giorno del matrimonio della figlia del grande regista di origine bernaldese, ha voluto fare anch’esso il suo regalo alla famiglia Coppola, rilasciando in superficie la terza incomprensibile moria di pesci in pochi mesi.

Aspettando l’ennesima, inutile e fuorviante “cabina di regia” dell’assessore all’ambiente Agatino Mancusi (ne ha istituite già sei, se non abbiamo perso il conto) sulla terza moria di pesci, che dovrebbe insospettirlo che forse nel lago si sversa un po’ di tutto, dai metalli pesanti agli idrocarburi a scarichi di liquami non depurati, e sempre in attesa che l’assessore Mancusi, con il capo dipartimento Donato Viggiano prendano consapevolezza della necessità che si dimettano per manifesta inadeguatezza amministrativa al ruolo, la Ola denuncia l’ipocrisia di fondo contenuta nella lettera di auguri che il governatore ha inviato al grande regista Francis Ford Coppola, dove ha promesso di custodire e valorizzare la Basilicata che il regista promuove nel mondo come “ancora preservata, autentica e pura”.

Sarà forse il caso di far sapere al grande regista italo-americano – e di ricordarlo alle forze politiche lucane – che la Basilicata tanto pura non è e che il governatore e l’Apt nascondono più di qualcosa:

1 – area industriale di Tito, inquinata da fosfogessi, è area Sin, di bonifica nazionale;
2 – area di San Nicola di Melfi, inceneritore Fenice, non ha l’Aia e ha inquinato le falde freatiche sottostanti;
3 – area Valbasento: area Sin di bonifica nazionale;
4 – area diaframmata in Valbasento inquinata da solfati, metalli pesanti e idrocarburi;
5 – fiume Basento: corso d’acqua inquinato da metalli pesanti e scarichi abusivi;
6 – area Val d’Agri: falde sottostanti il centro oli inquinate da benzene e toluene;
7 – area Val d’Agri: trovati idrocarburi e metalli pesanti nei sedimenti e nelle acque di superficie;
8 – area Val d’Agri: sversamento di acque non depurate;
9 – area Trisaia: presenza di contaminanti radioattivi;
10 – foce del Sinni: discarica abusiva del pericolosissimo  cromo esavalente;
11 – area Val d’Agri: intossicazione da acido solforico di 22 operai dell’Elba di Viggiano;
12 – area Valbasento: inquinamento da eternit;
13 – area Metapontino: è, per la Commissione europea di Bruxelles, area nazionale di bonifica per i nitrati, noti cancerogeni;
14 – area Val d’Agri: il 44% della popolazione  soffre di patologie cardiorespiratorie, contro il 19% del resto dei lucani;
15 – i lucani si ammalano di tumore con una media doppia rispetto al nazionale;
16 – la Regione negli ultimi 11 anni non ha mai realizzato indagini epidemiologiche dopo quella del 2000 con la quale ha certificato l’incidenza elevata di patologie cardiorespiratorie in VAl d’Agri.

 

 

 

 

29 agosto 2001

 

OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista)

 

 

 

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