Stigliano (MT), Sindaco Micucci su servizio de “Le Iene”

Stigliano (MT), Sindaco Micucci su servizio de “Le Iene”

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La trasparenza e la comunicazione sono alla base di ogni democrazia, non si può piegare alle personali o partigiane convenienze ciò che accade intorno a noi: vale per il servizio di “Striscia la notizia” sulla Frana del Centro Sociale come per il servizio de “Le Iene” sulla vicenda Valentino.
È pur vero, tuttavia, che per quest’ultima va restituita la verità.
È del tutto evidente che il servizio seppur intitolato “L’acquedotto che si porta via casa e futuro”, destini ben 6 minuti ad interviste di amministratori e dipendenti del Comune di Stigliano e solo 1 minuto ad Acquedotto Lucano.


Altra singolarità che certamente non sarà sfuggita è il diverso approccio che il giornalista delle Iene ha riservato al Sindaco del Vostro Comune e quello riservato all’Amministratore Delegato d AQL: al primo, sebbene esente da responsabilità, un atteggiamento di accusa con frasi al limite della querela, al secondo un atteggiamento molto più dimesso e rispettoso. Forse perché accompagnato dall’avvocato?
Dal servizio de “Le Iene” emerge appena, e per stessa ammissione della signora Valentino, al di là dell’ironia del giornalista, che la sua famiglia aveva ricevuto, nel mese di luglio 2017, a meno di un mese dal suo insediamento, attenzione da parte del Sindaco, e già ieri, come oggi, era stata evidenziata l’impossibilità da parte del Comune di soddisfare le loro “richieste risarcitorie”.
La perizia del CTU nominato dal Tribunale, infatti, individua in maniera inequivocabile “le responsabilità” che NON sono in capo al Comune di Stigliano.
Ad onor del vero, il caso della famiglia Valentino, come quello dei residenti in quell’area, era stato oggetto delle richieste fatte all’Amministratore Delegato di Acquedotto Lucano nell’incontro avuto in data 31 luglio 2017, a conclusione del quale l’Ente aveva provveduto alla riparazione del depuratore di contrada “Patre” e aveva assunto l’impegno di effettuare lavori anche nella parte sottostante la Chiesa Madre.


Il montaggio delle immagini registrate (ben un’ora di riprese) restituisce una verità distorta e fa apparire questa Amministrazione come insensibile al dramma della famiglia Valentino.
Questo offende al pari di altre basse insinuazioni riservate durante l’intervista.
Non è, inoltre, tollerabile far apparire il dipendente comunale come un maleducato, quando era stato ampiamente provocato dal giornalista come un assenteista e forse furbetto del cartellino.
Anche lo stile usato dal giornalista, famoso per indagini di “assalto”, anche il metodo utilizzato abitualmente per far emergere situazioni gravissime, anche l’essere assimilati a gente che comunemente è avvezza a comportamenti illegittimi o amorali, è una provocazione che non si può tollerare, come pure non è stata tollerata.
Ciò non solo nell’interesse delle persone accusate, ma anche nell’interesse della intera comunità.
Non è affatto vero che c’è in atto un rimpallo di responsabilità tra Comune e Acquedotto Lucano, come qualcuno, oltre il giornalista, vuol far credere.
L’attuale Amministrazione non “scarica” le responsabilità ma si è attenuta ad una perizia del Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) nominato dal Tribunale che, chiaramente, come detto, individua “le responsabilità”.
A conclusione dell’intervista, anche su invito del giornalista, questa Amministrazione, in linea con le precedenti sollecitazioni verbali già rappresentate ad Acquedotto Lucano, ha assunto l’impegno di sostenere la richiesta di un bonario componimento della “controversia”, prendendo in considerazione l’eventualità di una nuova mediazione con la famiglia Valentino per soddisfare al meglio le sue richieste.

Il Sindaco Francesco Micucci e tutta l’Amministrazione Comunale

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Mimmo Rizzo

E’ il tipico giornalismo d’assalto, fatto di sensazionalismi e pochi fatti. Non mi stupisce più di tanto che tali “giornalisti” prendano qualche ceffone da gente stanca di essere usata per fare spettacolo.

Angelo Colangelo

Condivido pienamente le considerazioni del Sindaco, che privatamente ho avuto modo di esternare a caldo a mio figlio. E’ un servizio poco convincente, che lascia molto perplessi su certo tipo di giornalismo d’inchiesta(?)

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