Oggi il Sindaco Micucci parlerà di sanità presso la sala anziani

Oggi il Sindaco Micucci parlerà di sanità presso la sala anziani

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118 Basilicata Soccorso, eliporto di Stigliano (MT)

Su invito dell’Associazione pensionati, il Sindaco relazionerà, nella sala anziani sotto Piazza Garibaldi questa sera alle 18:30, sulla situazione relativa all’ospedale di Stigliano.

Per quanti non avessero la possibilità di partecipare si illustrano i contenuti dell’intervento.

Negli ultimi giorni sono avvenute cose allarmanti per il nostro ospedale.

Con una nota del 27 giugno scorso (scaturita dal verbale dei NAS a seguito di un sopralluogo fatto nei giorni scorsi ai locali del Punto di Primo Intervento), la Azienda Sanitaria di Matera, nel chiedere al Sindaco di Stigliano ambienti idonei ad ospitare il PTS 118, annunciava la chiusura del servizio per lavori di manutenzione ai locali.

Un’ipotesi, quest’ultima subito contrastata dai consiglieri comunali (tutti) e che il Sindaco, ove confermata, non avrebbe esitato a sottoporre anche all’attenzione del sig. Prefetto.

ospedale di Stigliano
Ospedale di Stigliano

Nella giornata di ieri una idea, conseguenza di un confronto istituzionale, non ancora tradotta in atti, è stata quella che prevede, in attesa del completamento dei lavori di sistemazione dell’attuale sede del PPI (quello posto all’interno della struttura ospedaliera, per intenderci), l’utilizzo di altri locali posti nelle immediate vicinanze degli attuali ambienti PPI. I medici di tale struttura svolgerebbero le loro attività ospitati dal PTS 118 (ex dispensario). Si scongiura così la chiusura del PPI e si assicura l’assistenza sanitaria che tale servizio può e deve erogare.

Ancora una volta si chiede “pazienza” ai medici del PPI che saranno costretti a lavorare in condizioni non ottimali ma, come dimostrato in passato, con la dignità e la professionalità di sempre. A loro un grazie sincero, perché senza la loro comprensione il servizio non sarebbe erogabile.

L’Amministrazione comunale insiste nel creare il “Polo delle emergenze urgenze” presso i locali ASM posti di fronte al PPI, idonei allo scopo per impiantistica esistente e per spazi, già frutto di mediazione con il dott. Colarusso, all’epoca responsabile DIRES.

Ospedale di Stigliano, il Pronto Soccorso

Relativamente ai lavori di ripristino dell’elisuperficie, sospesa (o forse annullata) la determina di affidamento, n. 2019/D.01777 del 04/06/2019 disposta dalla ASP, si è in attesa di conoscere le determinazioni della ASM, che aveva commissionato i lavori nel 2013.

Il giorno 28 giugno, e veniamo alla terza situazione che crea allarme, c’è stato un incontro con il Dirigente delle Professioni Infermieristiche della ASM e i dirigenti medici del Centro Cure Palliative “Hospice” e della Lungodegenza, al termine del quale sarebbe stato anticipato che dei cinque infermieri annunciati ne sarebbe arrivato uno il 1° luglio e un altro il 16 luglio pp.vv.. In verità, già ieri, hanno preso servizio due unità.

Premesso che la richiesta che proviene da Stigliano era ed è di 5 infermieri (1 all’hospice e 4 alla lungodegenza) e che tale richiesta è stata condivisa dalla ASM che ha bandito un avviso pubblico per assunzione a tempo determinato specificamente riferito all’ospedale di Stigliano, la situazione che si sta creando appare incomprensibile e del tutto inaccettabile.

Se confermato tale impianto si verrebbe meno agli impegni assunti e si tradirebbe la piena fiducia che il sindaco, la comunità della Montagna Materana hanno riposto nelle istituzioni sanitarie tutte, si minerebbe la credibilità delle stesse istituzioni che pure si è sempre cercato di difendere e sostenere.

A seguito della segnalazione del Sindaco, il Dott. Polimeni, Direttore Generale della ASM, ha diffuso, a mezzo stampa notizie all’apparenza rassicuranti:

La direzione aziendale conferma che sono 5 gli infermieri a tempo determinato che opereranno nell’Ospedale di Stigliano, a seguito dell’apposito reclutamento fatto, la cui immissione in servizio è inevitabilmente graduale. Infatti, nr.2 infermieri hanno preso servizio oggi primo luglio, nr.1 unità ha chiesto legittimamente il differimento di qualche giorno e nr.2 unità hanno rinunciato alla chiamata e quindi è stato necessario acquisire la disponibilità di altrettante unità, già pervenuta, per poter fare lo scorrimento della graduatoria. Quindi, a breve saranno 5 le unità infermieristiche che l’UOSD Professioni Sanitarie e Sociali avrà effettivamente a disposizione, come da impegni assunti.

Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, il dr. Petrara, Direttore dell’UOSD Professioni Sanitarie e Sociali, provvederà ad organizzare i turni del personale infermieristico ed OSS secondo le effettive esigenze assistenziali dei pazienti in base al tasso di occupazione dei posti letto.

Le attività infermieristiche saranno opportunamente calibrate in base all’effettivo carico assistenziale in attività diurna e notturna, secondo criteri di efficienza ed efficace di utilizzo di tutto il personale disponibile.

Intanto, fino alla completa immissione di tutto il personale infermieristico, i turni notturni di hospice e lungodegenza saranno temporaneamente accorpati e sarà garantita una reperibilità notturna in caso di sopravvenute esigenze assistenziali.

Di tanto è doverosa una corretta informazione nonché il richiamo al rispetto dei rispettivi ruoli da parte di tutti i soggetti interessati ai servizi sanitari nell’interesse dei pazienti e utenti del servizio sanitario regionale.”

Eppure, sembrava acclarato che sarebbero giunti 5 infermieri dal 1° luglio e, invece, si paventa, addirittura, anche l’accorpamento tra hospice e lungodegenza.

Accorpamento che, al di là di pessimistiche letture, pure giustificate dalla storia recente, che vedrebbero in questa decisione una sorta di anticipazione di altre decisioni che competono ad altre strutture e ad altre sedi (in buona sostanza si assumerebbero decisioni prima ancora che la politica adotti un nuovo Piano Sanitario Regionale), si configura come negazione della specificità dell’hospice che non è una struttura ospedaliera e che non si può accettare.

Né tranquillizza la precisazione fatta dal Direttore Generale secondo la quale “… il dr. Petrara, Direttore dell’UOSD Professioni Sanitarie e Sociali, provvederà ad organizzare i turni del personale infermieristico ed OSS secondo le effettive esigenze assistenziali dei pazienti in base al tasso di occupazione dei posti letto.”

No, pregiato Direttore Generale, non in base al tasso di occupazione dei posti letto, ma in base ai posti letto previsti dal Piano Sanitario Regionale.

Ci metta a disposizione, la ASM, il personale necessario per i 18 posti letto hospice e i 24 posti letto di lungodegenza e poi verifichiamo il tasso di occupazione.

Inadatto a mio giudizio, oggi, in presenza di ricoveri impropri presso altre strutture (cioè DRG non appropriati, e mi assumo la responsabilità di tale affermazione) calibrare il numero di infermieri sui posti letto effettivamente occupati. Torna, così ragionando, la giustificazione che ha sorretto la soppressione del laboratorio analisi, il ridimensionamento di molti, tanti servizi, perché non avremmo i numeri.

Informiamo, inoltre, il dott. Petrara della disponibilità degli infermieri a svolgere prestazioni straordinarie anche non retribuite. Una grande, ennesima testimonianza dell’attaccamento che il personale di Stigliano mostra verso la struttura.

Ora, al fine di evitare ulteriore corrispondenza, repliche e controrepliche, si riassume ciò che nell’immediato si chiede di fare:

  • assegnazione di personale per rendere efficaci e sicuri i reparti di hospice e lungodegenza; giova ricordare al riguardo che il PSR regionale, prevede 18 posti letto all’Hospice (struttura territoriale) e 24 posti letto in lungodegenza;

  • realizzazione di un “Polo delle Emergenze urgenze” capace di accogliere sia il PTS 118 che il PPI nei locali di proprietà ASM posti di fronte all’ingresso dell’attuale PPI (potrebbe essere bastevole anche la proposta avanzata ieri);

  • immediato ripristino dell’elisuperficie, relativamente alla quale si chiede di esplicitare i motivi che hanno impedito l’avvio dei lavori in presenza di una determina di affidamento adottata ben 26 giorni fa;

  • potenziamento degli ambulatori;

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