Al via l’arcaica cerimonia nuziale fra il cerro e l’agrifoglio, raccontata dallo scrittore Andrea Semplici in un libro che sarà presentato venerdì 12 agosto su iniziativa della Pro Loco “Olea”.
OLIVETO LUCANO – “La Lucania è la mia terra. Perché l’ho scelta…perché ho visto i paesaggi solitari lungo la strada…perché ho sentito i vecchi interrogarsi su chi diavolo fossimo con quell’andare in giro per paesi e montagne”. Si sente e parla come se fosse, a tutti gli effetti, un uomo della Basilicata, Andrea Semplici. Certo, il suo spiccato accento fiorentino rivela la sua vera provenienza. Ma la Lucania l’ha presa a cuore. La porta nel cuore. Al punto da percepirla come “sua terra”. Lo scrive, nero su bianco, anche nel libro “Alberi e Uomini – Feste dei boschi fra Basilicata e Calabria”. Nel volume, edito da Universosud, il giornalista e scrittore toscano racconta – con immagini e parole – i culti arborei della dorsale appenninica calabro-lucana. Lo fa con una dovizia di particolari e un’aneddotica narrativa così empatica da passare, agli occhi del lettore, come un essere autoctono. Sia che si tratti della festa della “Pita” di Alessandria del Carretto (CS), sia che si tratti del “Maggio” di Accettura o di quello di Oliveto Lucano. E proprio in questo piccolo centro, ai piedi del monte Croccia, Semplici presenterà il suo libro nel corso di un’intervista col giornalista, Antonio Grasso. L’appuntamento è per venerdì 12 agosto alle ore 19, sul palco di piazza Umberto, a conclusione dei festeggiamenti in onore di San Cipriano, martirizzato durante le persecuzioni di Valeriano (anno 258), Patrono e protettore di Oliveto Lucano. La presentazione è organizzata dalla Pro Loco nell’ambito dei fondi Po-Fesr 2016-2020, assegnati dalla Regione Basilicata al Comune di Oliveto Lucano per la valorizzazione del patrimonio immateriale e demo-etnoantropologico. A fare gli “onori di casa” ci penseranno il sindaco, Antonio Romano, e la presidente della Pro Loco “Olea”, Saveria Catena. A fine presentazione prevista la consegna di riconoscimenti sotto forma di targhette e medaglie a chi, ogni anno, la festa la “realizza”: “maggiaioli”, “cimaioli”, scalatori e trattoristi.

L’addetto stampa

Antonio Grasso

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