Libertà di Stampa, l’ Italia “sale” al 46° posto

Libertà di Stampa, l’ Italia “sale” al 46° posto

Il giornalismo, per sua natura, dovrebbe informare i cittadini sui fatti che accadono ogni giorno nella maniera più obbiettiva e dettagliata possibile, AL DI SOPRA DELLE PARTI, che tali avvenimenti siano positivi o negativi.
Tale caratteristica è ormai quasi del tutto perduta dalla stampa italiana (quella stessa stampa che ha avuto grandi maestri come Indro Montanelli), soprattutto nell’ ambito politico e ciò, ormai, da più di trenti anni, vale a dire parecchio tempo prima della nascita del Governo Lega – 5 Stelle, la responsabilità non è certo la loro, ne hanno colpa alcune dichiarazioni di alcuni esponenti di questo Governo e i tagli all’ editoria decisi dallo stesso (come più di qualcuno vuole farci credere), che fanno parte di un progetto più ampio di riforma del settore editoriale.
Secondo la classifica stilata alcuni mesi fa da “Reporter Sans Frontières” il nostro paese sarebbe leggermente migliorato, “salito” al 46° posto, 1^ in classifica è la Norvegia mentre l’ ultima è la Corea Del Nord.
Personalmente, guardandomi attorno, credo che la situazione sia, in realtà, peggiorata, a recitare la “parte del leone” sono sempre i quotidiani appartenenti ai grandi gruppi editoriali, che sono quasi sempre schierati politicamente, “Repubblica” (con il Centrosinistra) e “Il Giornale” (con il Centrodestra) solo per fare alcuni esempi, uniti dall’ ODIO nei confronti di Grillini e Salviniani e del loro operato (e gli editoriali in prima pagina ne sono la manifestazione più eloquente), votati alla manipolazione delle notizie, a mettere in risalto e a riproporre in maniera ossessiva i soliti fatti palesemente “reinterpretati” ad uso e consumo di questo o quel politico, di questo o quel partito, tutto ciò a danno dei cittadini e della coscienza critica.
E non va meglio con i telegironali e talk televisivi che da anni portano avanti, con modalità simili, la stessa opera di disinformazione e distrazione di massa.
Scenario in cui anche alcune notizie provenienti dall’ estero vengono raccontate in “maniera alternativa”, per usare un eufemismo.
Giornali e Telegiornali non informano più, fanno solo propaganda, pro o contro qualcosa o qualcuno.
Giornali e Telegiornali, sempre più appannaggio di partiti e gruppi di potere d’ ogni sorta.
Uno degli esempi recentissimi è la puntata della rubrica Tg2 Post, andata in onda l’ 11 Marzo 2019, in cui la conduttrice in studio, “dimenticandosi” il suo mestiere (ovvero informare con obbiettività), si è messa quasi a pubblicizzare le strategie con cui il nuovo segretario del PD, Nicola Zingaretti, punta a riaccaparrarsi l’ elettorato, mettendo in risalto il cambio di sede del Partito dal Nazzareno ad una “zona periferica, al piano terra e con vetrate”, cercando di indirizzare l ‘ opinione dei telespettatori.
Tutto questo è ancora più grottesco considerando che, il direttore del Tg2 si rifà politicamente al Centrodestra e il direttore di Rai 2 è persona che ha fama di essere indipendente, da sottolineare che Rai 2 è pagata dai cittadini con il Canone nella bolletta dell’ energia elettrica (omaggio di Renzi), non bastassero Fabio Fazio, l’ intera Rai 3 e Rainews 24, sfacciatamente schierate, in barba alla tassa pagata dai cittadini Italiani (di ogni colore politico), il cosiddetto “servizio pubblico” dovrebbe essere l’ organo super partes per eccellenza ma in Italia, si sa, si vive di paradossi.
Per non parlare poi delle reti mediaset, già abbastanza “chiaccherate” dalla nascita, nei lontani anni 80 / 90 (grazie al suo fondatore Silvio Berlusconi), i cui telegiornali e rubriche di “approfondimento” (oltre ai talk) sono ormai vomitevoli e inguardabili, apripista di tale costume, in quel di “Milano 2”, fù Emilio Fede……..e Michele Santoro era il suo “gemello diverso” in Viale Mazzini a Roma.
La7 poi patteggia per la Sinistra Radicale.
Tale e diffuso malcostume ha origine dalla Prima Repubblica, quando vennero introdotti i contributi di stato per l’ editoria, che hanno dato longevità a celebri testate giornalistiche, abitudine portata avanti nella Seconda Repubblica.
Nel corso degli anni però gran parte di lettori e telespettatori si sono sempre più resi conto della Faziosità di numerosi quotidiani, programmi TV e periodici, ne sono seguite chiusure di testate e ridimensionamenti (casi eccellenti sono “l’ unità” e gruppo “l’ Espresso”), ovviamente esprimiamo rammarico e solidarietà verso i dipendenti di suddette testate, anello debole di questo sistema schifoso.
Quegli stessi gruppi editoriali che, quando invocano “la minaccia alla libertà d’ informazione” in realtà hanno semplicemente terrore di perdere quei soldi pubblici elargiti con tanta generosità dallo stato in tutti questi decenni, poiché, prima di essere organi di informazione, essi sono aziende, dedite a far “quadrare” i bilanci (anche il proprio portafogli) non bastassero i finanziamenti pubblici molti di quei grandi gruppi si sono pure quotati in borsa, quegli stessi gruppi che spesso e volentieri ci raccontano frottole montate ad arte e omettono ciò che “può essere sconveniente” raccontare.
E poi si critica il Vice Ministro Vito Crimi quando afferma che “non esistono più editori puri”.
Tornando ai lettori, sempre più (e più che giustamente) cercano informazione VERA su internet, nei blog e nei canali cosiddetti di “contro-informazione” , puntualmente denigrati dai media ufficiali e dai politici (quasi sempre di Sinistra o Europeisti), la stessa “battaglia contro le Fake News”, portata avanti dai suddetti schieramenti politici fino a qualche anno fa, sembra sia piuttosto un tentativo di soffocare il dissenso.
Anche alcuni quotidiani sportivi e trasmissioni sportive, un tempo fiore all’ occhiello dell’informazione libera, stanno assumendo, in alcuni casi, la stessa tendenze Faziose.
Si mantiene indipendente parte degli organi d’ informazione locale, che pure in passato si è cercato di “addomesticare” interamente.
Da segnalare l’ inquietante aumento di episodi di aggressioni, intimidazioni e minacce a danni di cronisti, in particolare nel Centro-Sud, da parte di gruppi appartenenti alla criminalità organizzata, celebre esempio, avvenuto l’ anno scorso, l’ aggressione all ‘inviato di “Nemo, nessuno escluso”, Daniele Piervincenzi.
Quei cronisti VERI PALADINI dell’ informazione, con le loro inchieste sulla Criminalità e il malaffare.
Non va meglio nella nazione più idealizzata del XX Secolo, gli USA, dove celebri testate giornalistiche hanno perso del tutto la vocazione ad informare, sempre più limitate dagli interesi dei propri finanziatori e proprietari, il bombardamento mediatico quotidiano portato avanti contro Donald Trump (che sicuramente non è un Santo) e il totale servilismo al predecessore Obama sono uno dei segni più emblematici della decadenza Americana.
Avete notato come i principali media europei e americani attribuiscono al Presidente Putin e alla Russia il ruolo di grandi manipolatori? Ma vi pare davvero possibile che, con i mezzi moderni a disposizione dell’ inteligence, la Russia abbia “influito” prima sulle elezioni americane e prossimamente lo farà con quelle Europee? E poi si è fatto un gran parlare che “i Russi, nel 2016, hanno violato le e-mail della Clinton”! Ma ai cittadini è dato sapere COSA C’ ERA in queste benedette e-mail?
Uno scenario desolante e devastante, in cui mi chiedo come e se la civiltà umana uscirà da tutto questo.

Pietroalessio Celiberti

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