LAMPI DI STAMPA: “CILENTO NOTIZIE” INTERVISTA PIERGIULIO MONTANO

LAMPI DI STAMPA: “CILENTO NOTIZIE” INTERVISTA PIERGIULIO MONTANO

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Piergiulio Montano

Riproponiamo a seguire l’interessante intervista di Marisa Russo allo stiglianese Piergiulio Montano, per sviscerare la miriade di incongruenze insite nell’idea di voler realizzare nel Cilento una colossale statua dedicata a Padre Pio. Montano, Premio Cosenza per l’Architettura e autore di importanti opere come “Il serpente” di Gibellina e del progetto di rifacimento della facciata del Teatro di Caserta, non ha dubbi sull’assurdità di tale iniziativa.

Architetto Montano, si parla molto in questo periodo nel Cilento, habitat che si distingue per la bellezza e la conservazione della Natura, dell’idea di costruire un monumento rappresentante Padre Pio immenso, alto complessivamente m. 85 (statua di m.55 e base di m.35) su una collina di m.518. Non si dice, eppure è la cosa principale, chi la realizzerebbe, lei che ne pensa?

_La nostra penisola è invasa da statue raffiguranti Padre Pio. Sono tutte, sia quelle riprodotte in serie (la maggioranza) che gli esemplari unici, di pessimo gusto e privi di ispirazione religiosa. Immaginare tale colosso del Santo sarebbe un orrore per la vista, un insulto alla bellezza del luogo, fosse pure realizzato dal più grande degli artisti. Un vero artista comunque, credo, non si cimenterebbe mai in un’operazione così retorica e grossolana. 

Pensa che tale misura dovrebbe essere anche in proporzione al luogo dove la si posizionerebbe?

_La dimensione colossale della statua è, senza dubbio, sproporzionata alla scala del luogo. Violenterebbe quel delicato equilibrio del paesaggio cilentano fatto di piccoli e ameni colli, di sparse e variegate macchie della caratteristica flora mediterranea. Una tale mole è invasiva dello spazio naturale e visivamente ingombrante. Avrebbe un impatto devastante sul territorio. Sarebbe, oltre modo, una presenza inquietante, mostruosa per gli abitanti e per i molti che la vedrebbero anche da lontanissimo. Alta quanto un edificio di 30 piani, è accostabile alla bruttura di quei eco-mostri, quegli edifici, per lo più abusivi, sorti in luoghi di grande interesse paesaggistico che vorremmo vedere abbattuti.

Si sente nel Cilento oggi, come in passato in altre parti d’Italia e nel mondo, la tendenza a voler realizzare grandi statue di soggetti religiosi. Il Cristo redentore di Rio de Janeiro, anch’essa una statua gigante, è un felice esempio di integrazione al paesaggio. E’ stato, lì, realizzato un perfetto connubio di sentimento religioso, arte e natura. Non sarebbe possibile, in qualche modo, realizzare lo stesso equilibrio nel nostro caso?

_Il Cristo di Rio, pur essendo di notevole altezza (38 m),è, comunque, meno della metà di questo monumento di cui parliamo, ha una grandezza dimessa, misurata rispetto al paesaggio; si perde nella vastità di una natura fortemente accidentata, fatta di ripidi monti e frastagliati promontori, pur dominandola con la forza di un grandioso abbraccio. Mentre il rapporto della statua di Padre Pio con il paesaggio in cui sarebbe collocato è l’esatto contrario. La sua grandezza è immane (parecchio maggiore del Cristo) ed il paesaggio è invece formato di piccoli e dolci rilievi. Finirebbe per sovrastare, schiacciare la natura intorno, con un danno Ambientale.

Effettivamente concepire una scultura così gigantesca è inconciliabile con il nostro paesaggio e, soprattutto, è un atto di grande presunzione che contrasta con la profonda umiltà del Santo che rappresenterebbe.

_Sono perfettamente d’accordo. Più che ad esempi di arte religiosa, questo progetto di scultura mi fa pensare alla statua colossale di Mussolini che fu realizzata solo in parte. Nella glorificazione della personalità del Duce c’è l’esaltazione della potenza di una piccola nazione che sogna di diventare un impero. La statua di Padre Pio è certamente lontana dall’arroganza e brutalità del potere fascista, ma trovo in essa la stessa ambizione smisurata, la stessa vanità e megalomania. Il piccolo comune del Cilento che vorrebbe realizzare il progetto sembra rivelare il desiderio smodato di attirare un turismo vasto, sconfinato e, con esso, una ricchezza.

Si dichiara che lo scopo è, proprio, un richiamo di Turismo religioso, ma non sarebbe invece da definirsi Turismo di curiosità, visto che solo la curiosità potrebbe spingere a visitare tale statua, non certamente nessun impulso di fede che necessita di ben altre motivazioni?

_Essa, infatti, richiamerebbe un turismo superficiale, certamente non religioso, ed incurante della ricchezza culturale e paesaggistica del luogo, mosso solo dalla curiosità di vedere una delle più alte statue della Cristianità nel mondo, la più alta finora pare è quella della Vergine della Pace sita in Venezuela di m 47. Sarebbe, come dicevo, un richiamo alla “vana curiositas”, che, come afferma S Agostino, si distingue dalla curiosità che fa cercare il perché delle cose, che avvicina alla vera conoscenza. La curiosità vana non porta a niente, separa da Dio. E’ l’amore che attira verso le realtà spirituali, mediante l’uomo interiore, non la vanità di ciò che è esterno!

Altro che turismo religioso! Architetto a lei una ultima conclusione. 

_Mi chiedo inoltre che senso avrebbe questo monumento in un sito privo di ogni traccia di trascendente o di vissuto legata al Santo che si vuole rappresentare. E’ evidente a tutti che si vuole, con questo progetto, strumentalizzare la religione, sfruttare il culto di Padre Pio. I veri cristiani però non credo si farebbero ingannare da una vacua effige, da un’ ostentazione così vanagloriosa dell’umile frate. Per quale motivo dovrebbero andare ad Ogliastro, se non per curiosità, e non preferire i luoghi in cui il Santo è nato e vissuto, dove ogni pietra parla di lui e dove ci sono tante reliquie e le testimonianze ancora vive dei frati che vissero con lui?? D’altra parte lo stesso gesto del braccio del frate, raffigurato nel plastico del progetto, invita ad andare lì, nella direzione di Pietralcina e S.Giovanni Rotondo.
Tanto meno ci sarebbe un richiamo di turismo artistico, vista l’assenza di una “forma” e di un’idea di arte. Sarebbe, alla fine, una beffa colossale. Per i Cilentani rimarrebbe solo lo sfregio permanente al loro paesaggio di un eco-mostro visibile da ovunque, perfino dalla Costiera Amalfitana. Il danno ricadrebbe, purtroppo, anche sul “Bel Paese”.

Ringrazio l’architetto Montano per la sua disponibilità e la sintetica chiarezza con la quale ha dichiarato, con valide argomentazioni, che questo progetto sarebbe contro l’Ambiente, contro ogni valore Artistico, ed, a suo parere, anche contro i principi religiosi, in particolare contro la parsimonia a cui richiama anche Papa Francesco. 

Per il turismo religioso mi sono riferita, in particolare, alle autorevoli affermazioni di Sant’Agostino, ma gradiremmo molto che anche il nostro Vescovo, sempre presente e partecipe, palesasse pubblicamente il suo pensiero, prima che, in caso della realizzazione di questa statua, sia chiamato a benedirla. Necessita un richiamo, anche in questo caso, ad una profonda cultura religiosa, contro queste idee inaccettabili e pericolose, infatti si diffonde anche l’assurdità che più grande è l’oggetto di carattere religioso e l’impegno finanziario, maggiore è la sacra protezione! 

 

Da Cilento Notizie

intervista di Marisa Russo

 

 

 

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