Franco Grancia e il Carnevale 2019

Franco Grancia e il Carnevale 2019

- in Carnevale Stiglianese, News
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Tra poco più di un mese avrà luogo la 35ª edizione del carnevale stiglianese.

Anche quest’anno Francesco Grancia, un fedelissimo della manifestazione, (che noi ringraziamo) ha rilasciato, in esclusiva su stigliano.net, alcune dichiarazioni riguardanti la manifestazione.

Salve a tutti, cari amici!

Siamo giunti alla 35ª edizione del Carnevale, evento che nacque ufficialmente nel 1985.

Durante i primi anni della manifestazione la partecipazione era molto alta, basti pensare che, solitamente, i carri in gara erano circa 7 o 8, purtroppo, nel corso degli anni, le piaghe dell’emigrazione e della disoccupazione, che hanno colpito soprattutto i giovani, non hanno risparmiato il nostro comune, di conseguenza anche il Carnevale ne ha risentito e il numero dei carri in gara è andato via via diminuendo, nonostante tutto la tradizione è sopravvissuta, grazie alle scuole e, soprattutto negli ultimi anni, ai gruppi liberi, con cui mi sono trovato molto bene.

Questo è il 16° anno che prendo parte alla manifestazione come carrista (in passato ho avuto modo di far parte anche del corpo di ballo), considero un privilegio aver partecipato sia con le scuole sia assieme ad un gruppo libero.

Iniziai con l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato di Stigliano, grazie al “Progetto per il Piano Formativo”.

L’idea del Carnevale come manifestazione folcloristica nacque dal progetto dei fratelli Sansone, progetto che metteva al centro la lavorazione della cartapesta.

Tengo a precisare che il Carnevale è aperto a tutti, senza limite di età, possono parteciparvi bambini, ragazzi, adulti, giovani e meno giovani, in breve fino a quando uno se la sente e ha voglia, la cosa fondamentale è crederci!

Il Carnevale è importante perché:

– ha luogo una volta all’anno

– favorisce la socializzazione, lo stare insieme e la condivisione, durante i lavori, infatti, si ha modo di fare nuove amicizie, anche davanti un buon bicchiere di vino (ovviamente senza esagerare)

– perché, attraverso il Carnevale, si vuole far sognare e divertire i bambini e i ragazzi che sono rimasti nella nostra terra natia, discorso che vale sia per coloro che stanno fuori e tornano nel periodo della festa, sia per coloro che vivono qui e fanno i lavori più impegnativi (nel campo dell’agricoltura o come muratore solo per fare degli esempi).

La vita nelle grandi città è molto stressante e caotica, spesso un solo stipendio non basta.

I giovani che sono rimasti e qualcuno che è tornato cercano, attraverso i lavori disponibili, con tanti sacrifici, di farsi un avvenire e una famiglia (per quanto possibile).

Tornando ai carri ogni gruppo libero è una vera e propria squadra, composta in maggioranza da giovani con diverse mansioni, è possibile trattare qualsiasi tema, dalla politica allo spettacolo, dalla scienza, all’attualità.

Ogni componente ha la sua mansione, c’è chi è addetto alle saldature, chi alla cartapesta, chi al colore, chi al montaggio e chi all’impianto stereofonico.

Infine non possono mancare i gruppi di ballo che sono fondamentali, vengono scelti i brani più appropriati (in base al tema del carro), i corpi di ballo sono composti generalmente da ragazze (ma capita che ci siano anche ragazzi), le ragazze più esperte insegnano alle altre ragazze e ai bambini i passi di danza da fare durante le tre serate in cui avrà luogo la sfilata.

Ogni gruppo di carristi nomina un responsabile il cui compito è quello di vigilare sui lavori di costruzione del carro e non solo, anche i corpi di ballo nominano un responsabile esterno (nell’ambito scolastico).

Francesco Grancia, carrista componente dei “Ciro Boys”

Tale responsabile ha il compito di osservare e all’occorrenza motivare le ragazze durante le sfilate e di far si che non ci siano disturbatori.

Tre sono i gruppi in gara quest’anno:

– I “Ciro Boys” di cui io, modestamente, faccio parte, con il Carro Allegorico “Welcome to the Jungle”

– il Gruppo di “Stigliano Eventi”

– il gruppo guidato da Francesco Santo (degli ultimi gruppi citati, purtroppo, non ricordo il tema dei carri).

Quando un carrista o una ballerina ha la fortuna di trovare un lavoro è normale che dia priorità al lavoro (il pane bisogna guadagnarselo) e di conseguenza la presenza al cantiere del carro o alle prove dei balletti potrebbe diminuire, ciò non vuol dire necessariamente che questa persona debba per forza chiudere definitivamente con il Carnevale, ciò che conta è avere la giusta motivazione e la giusta comitiva.

Personalmente ho sempre dato il mio contributo alla manifestazione, ho sempre dato spazio ai giovani e lo farò sempre, è bello partecipare alla scelta del tema, alla costruzione del carro, dare il proprio supporto alle ragazze del corpo di ballo, è bello socializzare con ragazzi e ragazze.

Voglio che sia chiara una cosa, FRANCO GRANCIA NON MOLLA! Mettetevi l’anima in pace! Nonostante i miei 31 anni ho ancora tanto da dare e da dire per il Carnevale! Non ho certo intenzione di abbandonare ora, continuerò a partecipare finché andrà tutto bene e finché Dio mi darà la salute!

Vorrei aggiungere un ultima cosa, l’importante non è che vince o chi perde, ciò che conta è stare insieme al proprio gruppo e divertirsi.

Ringrazio il mio amico Pietroalessio Celiberti e stigliano.net.

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