Contestate le linee operative di riorganizzazione dell’ospedale distrettuale di Stigliano

Contestate le linee operative di riorganizzazione dell’ospedale distrettuale di Stigliano

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Contestate dai sindacati le linee operative di riorganizzazione dell’ospedale distrettuale di Stigliano e richiamo al rispetto delle norme contrattuali in materia.

I terminali associativi delle sottoscritte OO.SS. presso l’ospedale distrettuale di Stigliano, in seguito ai recenti e ulteriori processi di riorganizzazione/riconversione della struttura, e dopo ampia consultazione dei dipendenti, ne contestano duramente i contenuti, in quanto tali scelte di fatto stravolgono e ridimensionano l’assetto organizzativo, funzionale ed occupazionale vigente, frutto degli accordi di programmazione sottoscritti nel recente passato tra la ex-Asl n. 5 di Montalbano Jonico, gli organi regionali,  le istituzioni locali e le forze sindacali. Infatti, questa nuova ondata di “tagli”  disattende e annulla, in maniera del tutto informale, gli atti amministrativi e di gestione (tutt’ora vigenti) adottati dalla ex-Asl n. 5  di Montalbano J., attraverso cui l’azienda aveva formalmente riconvertito  l’ospedale per acuti in “ospedale distrettuale”, con l’avvio delle seguenti unità operative: Lungodegenza semplice 18 p.l.; Lungodegenza riabilitativa 12 p.l., Medicina geriatrica 20 p.l., Hospice a valenza provinciale 18 p.l., servizio di Fisiokinesiterapia, servizi diagnostici di Radiologia e di Laboratorio Analisi h 24, con servizio di pronta disponibilità, poliambulatori multidisciplinari, attività chirurgica in Day Surgery, punto di primo soccorso in h 24, con medici convenzionati e interni e con servizio di pronta disponibilità.
In particolare, le scriventi OO.SS., nel respingere la logica dei tagli trasversali e indiscriminati, che colpiscono i territori delle aree interne e i servizi essenziali, senza per altro intaccare le sacche degli sprechi veri, e nel rivendicare e difendere l’ospedale distrettuale di Stigliano quale importante e insostituibile presidio territoriale per le cronicità, funzionalmente complementare ai presidi provinciali per acuti, contestano:
1.L’accorpamento delle tre unità operative di Lungodegenza semplice, Lungodegenza riabilitativa e Medicina geriatrica (dotate ognuna di proprie strutture e di autonomia funzionale)   in un’unica area funzionalmente generica e indistinta, con conseguente riduzione di posti letto, di personale medico e di personale del comparto, tali da pregiudicare l’effettiva sopravvivenza delle tre distinte discipline, implicitamente incanalate, invece,  in un percorso di riconversione in RSA;
2.L’allocazione ingiustificata di tale nuova area (16 p.l.) nei locali appositamente concepiti e ristrutturati per ospitare i 10 p.l. di Hospice non ancora avviati, che di fatto limita e sopprime, da un lato, ogni ulteriore possibilità di sviluppo dell’Hospice stesso, mentre dall’altro costringe la nuova area   in spazi angusti e potenzialmente lesivi sia della sicurezza che dell’agibilità e della salubrità della struttura;
3.La riduzione di personale (sia medico che del comparto) e la conseguente messa in mobilità delle presunte unità in esubero, avviata dal servizio infermieristico in maniera unilaterale e approssimativa;
4.La trasformazione del punto di primo soccorso h 24 in servizio di accettazione h 12;
5.La riorganizzazione dei turni del personale infermieristico e o.s.s. secondo criteri che sottostimano le reali esigenze assistenziali delle unità operative deputate alla cura dei pazienti cronici e oncologici terminali;
6.La trasformazione dei servizi diagnostici (quali radiologia e laboratorio analisi) in ambulatori h 6, con riduzione di personale e di funzioni;
7.La incombente e potenziale dequalificazione delle categorie professionali, conseguente   ad  una inadeguata previsione organica degli specifici profili professionali, necessari per assicurare, sotto ogni aspetto, una qualificata, efficiente ed efficace assistenza sanitaria.

Tutto ciò considerato, le scriventi OO.SS., nella consapevolezza di rappresentare le preoccupazioni e i bisogni dei lavoratori, da un lato, e le problematiche dei cittadini, dall’altro, rivolgono un appello alla Direzione Generale Aziendale affinchè ridia dignità, autorevolezza e qualità alle funzioni dell’ospedale distrettuale di Stigliano, revocando tutti le recenti disposizioni di accorpamento e di messa in mobilità del personale dipendente, riconducendo l’assetto organizzativo e della dotazione organica alla originaria previsione e dislocazione, secondo quanto concordato, programmato e attuato, con regolari atti amministrativi  resi esecutivi dagli organi di controllo e ancora vigenti, dalla ez-Asl n. 5 di Montalbano Jonico.
Al Sindaco, quale autorità sanitaria locale, chiedono di intervenire urgentemente per bloccare un sopruso ai danni non di un singolo Comune, ma di un intero territorio già fortemente defraudato e rapinato nei servizi essenziali e nella dignità umana, ribadendo quanto già discusso, concordato e deciso  nella seduta del consiglio comunale del 29 giugno 2010, giusta deliberazione n. 21 di pari data.
Nelle more di un positivo e immediato riscontro, le scriventi OO.SS. dichiarano lo stato di agitazione del personale, adottando iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, oltre ad ogni altra utile e civile forma di protesta da concordare con la popolazione, le forze politiche e sociali.

 

Stigliano 02 settembre 2010

I Terminali Associativi delle Organizzazioni Sindacali del P.O. di Stigliano

CGIL-FP     –      CISL-FP      –       FIALS      –      FSI

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