Centrale a biomasse di Acinello

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Centrale a biomasse di Acinello

Centrale biomasse Acinello – Sulla realizzazione della centrale a biomasse di Acinello la massima Istituzione non si è costituita in giudizio. Ora ha 30 giorni di tempo per pronunciarsi sul rilascio delle autorizzazioni necessarie all’avvio dei lavori. Centrale a biomasse di Acinello. Il Tar bacchetta la Regione. Con sentenza n. 244 del 2013, la Prima sezione del Tribunale amministrativo regionale di Basilicata richiama la massima Istituzione territoriale (nella persona del presidente della Giunta) alle proprie responsabilità, non essendosi costituita in giudizio contro il ricorso della Green Power S.p.a. (già Carlo Gavazzi Green Power ndr), lasciando così i due enti locali (Aliano e Stigliano ndr) soli nel processo decisionale pur non essendo gli stessi parte attiva del medesimo procedimento. Il ricorso, avanzato nello scorso mese di aprile, dalla società milanese contro la stessa Regione ed i due Comuni (Aliano e Stigliano ndr) “territorialmente interessati” dalla realizzazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica da 22 MW (rispetto ai 35 previsti inizialmente dal progetto, presentato nel 2010 ndr), si era reso necessario per il mancato rilascio – da parte dei competenti organi regionali – sia dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), sia dell’Autorizzazione ex art. 12 del Decreto Legislativo n. 387/2003. Nonostante le ripetute diffide da parte della Green Power del 14.01.2013, del 18.02.2013 e del 31.03.2013. Tutte rimaste lettera morta. A dispetto di un iter già in fase più che avanzata e che attendeva solo il definitivo via libera regionale. A fronte, tuttavia, di una strenua resistenza di larga parte delle popolazioni locali e, nel caso di Aliano, della dichiarata contrarietà perfino dell’intero Consiglio comunale (vedasi verbale di seduta del 21 novembre 2012). Mentre il Comune di Stigliano, per voce del sindaco, chiedeva – nel corso dell’ultima Conferenza di servizi del 23 novembre 2012 – di “non sottovalutare l’impatto dell’impianto sul piano socio – economico – sanitario”. Non solo. Perplessità erano state sollevate anche sull’approvvigionamento delle biomasse vegetali per alimentare la centrale (secondo il capitolo 3 del Piear dovevano essere ottenute “nell’ambito delle attività agricole, industriali e forestali condotte entro un raggio di azione di 70 km dall’impianto”). Ostacoli che sembravano superati con la positiva conclusione della stessa Conferenza di servizi e l’acquisizione di tutti i “necessari pareri delle Amministrazioni e degli Uffici regionali preposti”. Fino alle ultime autorizzazioni non rilasciate ed alla mancata costituzione in giudizio che ha portato alla sentenza del 8 luglio scorso, in base alla quale la Regione ha ora 30 giorni di tempo, a partire dalla data di comunicazione/notificazione della sentenza, per pronunciarsi sull’istanza della ricorrente società finalizzata all’ottenimento dell’AIA (da parte della Giunta) e dell’Autorizzazione ex art. 12 del Decreto Legislativo n. 387/2003 (da parte del dirigente dell’Ufficio Energia della Regione) nei successivi 15 giorni. In caso la Regione non vi provveda, la sentenza del Tar dispone che i poteri sostitutivi vengano assunti da un commissario ad acta designato dal Ministero dell’Ambiente, che dovrà concludere i procedimenti autorizzativi entro 30 giorni successivi.

di ANTONIO GRASSO | www.sassiland.com