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Antenne in The City

Le antenne crescono, le opere pubbliche deperiscono. Un viaggio nel “Parco antenne” del comune di Stigliano, cresciuto, negli ultimi anni, senza nessun controllo, in maniera silenziosa, caotica e invadente, fino a costituire, a nostro avviso, una vera emergenza ambientale e paesaggistica. Ovviamente si dirà che ormai il danno è fatto (ad opera di diverse amministrazioni)  e forse c’è poco da fare. Ma non è così, perché al peggio non c’è mai fine, e lo dimostra la leggerezza con cui l’attuale amministrazione comunale ha deliberato di avviare un progetto di videosorveglianza nel centro abitato (sul quale ci sarebbe da aprire un altro dibattito) scegliendo di collocare l’antenna ricetrasmittente proprio sui ruderi dell’antico castello medievale.
Ciò dimostra lo scarso interesse che si respira a Stigliano, soprattutto da parte degli amministratori,  per i temi “culturali”, siano essi ambientali, paesaggistici  o storico-artistici.
E’ una storia di degrado infinita, la nostra, e ci siamo perfino stancati di ripetere la solita lagnanza, sapendo che i peggiori sordi sono quelli che non vogliono sentire.
Ma nell’epoca della politica morta, della solidarietà collettiva scomparsa e degli individualismi esasperati, una nuova soggettività partecipativa bisogna pure inventarsela, per non finire stritolati sotto il peso della banale, sfuggente, viscida e sempre prepotente “gestione amministrativa” a vocazione clientelare e solo apparentemente solidaristica. Ne va della sopravvivenza del concetto stesso di comunità, di socialità e di “bene pubblico”.
Allora non ci rimane che fare appello a una sorta di “individualismo morale”, ovvero un individualismo che grazie al senso di appartenenza a un ideale di giustizia e libertà, e grazie anche alla rete di connessioni che ci offrono le nuove tecnologie, si sente responsabile per sé e per gli altri, altrimenti percepiti come distanti.
Un nuovo individualismo, cioè, che presuppone un’azione locale in una dimensione globale e cosmopolita.
Questo è ciò che si propone CinicoFilm53, fare opera di informazione e di aggregazione intorno ai  temi cruciali della “cittadinanza”, ovvero intorno ai temi dei diritti, dell’ambientalismo, della cultura locale e del senso di appartenenza,  che sono, forse, alcuni degli elementi che fanno di un’accolita di indistinti individui una vera “collettività”. Dunque, ritrovare il senso dell’appartenenza attraverso la riscoperta e la difesa di valori unificanti. E cosa c’è di più unificante dell’identità, del riconoscersi parte di una storia comune?

Il senso del nostro discorso è perciò chiaro e di una verità disarmante: forse è chi ci amministra che ha invece smarrito il senso dell’agire comune, smarrendo anche la strada della salvaguardia del bene comune. Per cui l’approssimazione gestionale è diventata la norma, il punto di equilibrio dove  irresponsabilità e incompetenza s’incontrano, slegando colpevolmente l’amministrare dal progettare.
Ma per non tediarvi troppo, ritorniamo al problema delle antenne, che forse può sembrare banale, ma che invece è un altro tassello dell’assurda, illogica e lenta dissipazione del nostro bene più importante, il territorio, con la sua storia e la sua cultura.  Perciò vale la pena di ritornarci, insistendo sugli abusi perpetrati, per non ricadervi ancora.
Non è un caso se diversi amministratori pubblici si sono quasi inorgogliti per aver permesso l’allocazione di tante antenne nei punti più impensabili del Paese, quale scontato tributo da dover pagare alla tecnologia. Le antenne sono cresciute, si vede, sono un fatto, invece le opere pubbliche (piscina, scuole, ex-INAM, Palazzo Santo Spirito, Albergo agrituristico sul Monte Serra, acquedotti rurali, asili nido) dopo decenni sono ancora incompiute, come monumenti, o come antichi ruderi di una civiltà morta.
Allora è proprio vero quel motto che abbiamo coniato in occasione dell’abbattimento di una parte del giardino pubblico dell’ospedale, e cioè che a “Stigliano nulla si crea e tutto si distrugge”. E’ vero, insomma, che si può fare di tutto , in spregio non solo al paesaggio e all’urbanistica, ma anche al buon senso e alla logica. Per cui la morale è sempre la stessa: ci sono cittadini e amministratori che vogliono distinguersi nell’opera di demolizione della comunità, ognuno vuol lasciare un segno barbarico del proprio passaggio, e sembra che ci stiano riuscendo egregiamente.
Ma noi cosa facciamo? Stiamo a guardare? Ci trastulliamo con quelle quattro chiacchiere stantie che consumiamo noiosamente nel corso cittadino? Oppure ci dobbiamo far rispettare, facendo rispettare l’identità del nostro ancor dignitoso Paese?
Siamo allo specchio, e quelle antenne che minacciosamente ci scrutano dall’alto, ci offrono la nostra vera faccia: stanca, afflitta e rugosa faccia da annoiati cronici. Con l’aggravante di saperlo e di continuare comunque ad essere demotivati spettatori del nostro triste e tragico declino.
Allora, con questo ulteriore video, abbiamo la pretesa si solleticare la curiosità di chi non sa e non vuole rassegnarsi, e lo proponiamo ai cittadini della Comunità nella speranza di provocare una modesta ma pur seria indignazione, dal momento che vengono calpestati e negati diritti collettivi a favore di  interessi imprenditoriali privati.
“Facciamoci rispettare” è l’appello finale di questo video che vuole stimolare la partecipazione di tutti noi intorno alla necessità di porre fine al degrado urbanistico della città, sollecitando l’Amministrazione comunale a farsi carico seriamente degli interessi pubblici collettivi, a partire proprio dalla difesa della salute, dell’ambiente e del decoro storico-artistico.
Un ultimo appello: tutte le persone sensibili e interessate al problema sono invitate a condividere e a diffondere questo video, inviando e facendo inviare una Email di protesta all’amministrazione comunale, al seguente indirizzo: comunestigliano@rete.basilicata.it
Un grazie a tutti da CinicoFilm53.

Stigliano 16 Set 2013
CinicoFilm53  –  Responsabile Antonio Giannantonio  (antgiannantonio53@alice.it)

 

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