Anche a Stigliano….una leggenda metropolitana.

Anche a Stigliano….una leggenda metropolitana.

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C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA. Si narra, quando il paese era suddiviso in quartieri veri e ben distinti (per capirci c’era differenza netta tra la Serra nuova e quella vecchia, tra il Carvutto e la Villa marina, tra la Chiazza nuova e quella vecchia….), che dopo la seconda guerra mondiale, in un girovagare in cerca di paesaggi caratteristici, storie e idee che in seguito ne hanno caratterizzato la carriera e, di riflesso, la vita di più generazioni.
la leggenda narra che un giovane, allora ragazzo, con barba incolta di nome Sergio Leone, romano di origini e appassionato di cinematografia un giorno, per caso, ma per tanto caso, arrivò seguendo a vista i sentieri dei calanchi (immortalati in tanti suoi films) al mio paese sulla montagna.
Rimasto piacevolmente colpito dalla generosità, spontaneità, delle contrade (diceva lui) o vicinati e dei suoi abitanti e, precisamente da giochi di compagnie all’epoca (e questa non è leggenda) giochi che erano vere e proprie battaglie tra bande in guerra tra quartieri diversi con terribili capi banda, numerose truppe, feriti e prigionieri in lotta perenne senza esclusione di colpi.
S.L osservava attentamente questi giochi di guerra originali e con antiche radici, lui che di guerre ne avrebbe descritte tante come pietra miliare nella storia del cinema.
Tanti capi banda, tanti forzuti e picchiatori tanti brutti e tanti belli coraggiosi e codardi non mancava niente in quelle bande rionali.
il futuro regista rimase colpito, anzi illuminato, da due personaggi.
non erano forti ne coraggiosi ne belli, apparentemente, non erano svegli due personaggi al limite dello sfotto’.
Oggi sarebbero due “SFIGATI”.
Credendo alla leggenda hanno colpito anche me.
Erano parenti, forse, apparentemente mai amici molto diversi tra loro, ma determinati: in futuro (addirittura tra lo stupore generale) arrivarono alla laurea, oggi si direbbe fuori corso molto fuori corso ma pur sempre laureati.
Due personaggi: uno chiamato il basso detto “scorreggia” (che non è una parolaccia) l’altro chiamato il goffo detto il bello oggi il divo.
Erano parenti e amici: non apparivano mai insieme facevano sempre parte di bande diverse e sempre in guerra tra loro ma di notte, lontano da occhi e orecchie indiscrete di vicinati sempre attenti erano una sola persona e cosi per tutta la vita.
Mai considerati sempre ai margini…..sapevano bene che non si comanda con la forza fisica anzi…….. erano furbissimi litigavano per finta e se ne dicevano di male…..per poi sentire i commenti ingenui.
La loro autostima cresceva e anche il controllo discreto sulle bande gran geni.
E’ qui che nacque l’idea di “C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA” gran bel film con due protagonisti abili e arrivisti anche nel male affare.
Non aveva previsto carriere politiche o fenomeni tellurici sappiamo bene che è impossibile, ma, ne aveva previsto la morte, la morte civile nel buio dell anonimato. E’ UN GRAN BEL FILM.
Si fa fatica a credere alle leggende, le parole si perdono tra tante verità e tutti ne conoscono una parte.
Personalmente non ci credo anche se riflettendo sui film i dubbi vengono, e, ascoltando gente che ha avuto la fortuna di crescere negli anni cinquanta facendo parte di quelle bande, i dubbi aumentano.
Chissà se è vero che “C’ERA UNA VOLTA L AMERICA” ha visto i natali a Stigliano??????????
Chissà se è vero che due personaggi come il basso detto scorreggia e il goffo detto il bello in futuro avrebbero raggiunto l’apice della società civile….
Che coincidenze con il film e oggi che direbbe S.L alimenterebbe la leggenda……

OGNI RIFERIMENTO A PERSONE E’ PURAMENTE CASUALE.

ANONIMOGABBIANO

 

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