Accettura, il Maggio di San Giuliano

Accettura, il Maggio di San Giuliano

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Da tempo immemorabile, la sagra del Maggio”dedicata al patrono San Giuliano, è celebrata ad Accettura in occasione della Pentecoste, essendo però inglobata in un arco temporale ben più ampio. La scelta del “Maggio” e della “Cima”, infatti, avviene rispettivamente la prima e la seconda domenica dopo Pasqua, mentre il taglio del “Maggio” avviene il giorno dell’Ascensione.
La festa di Accettura si presenta nulla più complessa dell’unione tra due piante, una di alto fusto, simbolicamente di sesso maschile, e l’altra di agrifoglio, altrettanto simbolicamente di sesso femminile abbattute la prima nel bosco di Montepiano e trasportata in paese con l’ausilio di oltre 50 coppie di buoi di razza podolica, allevati dai contadini accetturesi esclusivamente per la festa, la seconda nella foresta di Gallipoli Cognato trasportata a spalle per 15 chilometri da ragazzi, l’uno e l’altro corteo accompagnati da cortei processionali con la ritmica di suoni e canti.

 Durante la sosta dei rispettivi cortei gli accetturesi tirano fuori da capienti sacche tutto il meglio della tradizione culinaria del posto, da salsicce a sopressate a fumanti ricotte, caciocavalli e tanto ma tanto buon vino. Fino all’arrivo in paese nel tardo pomeriggio, quando i due cortei festosi si incontrano e inizia la vera festa di popolo con il compimento del matrimonio.
Nei giorni successivi seguono le operazioni culminanti dell’innesto, dell’erezione e della scalata del “Maggio”, secondo uno schema classico che contraddistingue la festa dalle altre feste degli altri paesi.
La festa di Accettura rappresenta pertanto un modello complesso e significativo dei culti arborei, che dimostrano di possedere ancora, spesso nel loro rapporto fondamentale con le celebrazioni messe in atto per il santo patrono, una rilevante vitalità e una grande forza di attrazione e coinvolgimento per la loro spettacolarità e per le emozioni che riescono a comunicare.
Il “Maggio” di San Giuliano rappresenta l’esempio più noto di culto arboreo in un’area quella calabro/lucana dove di simili riti se ne svolgono molti.
Rispetto alle altre feste della stessa categoria, il “Maggio” di San Giuliano presenta da una parte una superiore compattezza e organicità, dall’altra maggiori elementi di coralità e un livello di partecipazione più intenso e coinvolgente..
Chi partecipa alla festa assiste a qualcosa di davvero magico. Numerosi studi sulla festa sono stati compiuti, più di tutti dal noto antropologo Giovanni Battista Bronzini, recentemente scomparso il quale dedicò molto lavoro alla festa e anche un libro: “Accettura, il Contadino l’Albero e il Santo”, egli definì la festa nella compattezza dei suoi elementi un ” Unicum a livello Europeo”.

testo tratto da “il Maggio di Accettura”, per altre info ed approfondimenti vai al sito www.ilmaggiodiaccettura.it

 

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