VENDITORI DI FUFFA (Cronistoria per un vivere infelice)

VENDITORI DI FUFFA (Cronistoria per un vivere infelice)

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Cenbtro Sociale di Stigliano

C’era una volta bell e buono.
C’era una volta bell e buono il PAESE dei Balocchi, dove i fannulloni NON diventavano dei bellissimi asinelli ma, lo nascevano già.

Aaaah! Quanto erano belli, e come sculettavano orgogliosi con quelle code che non smettevano di scodinzolare.

Questi signorotti, credenti nel Dio denaro, avevano il potere (così dicono) di far accadere gli avvenimenti più strani e spaventosi solo con lo schiocco delle dita.

Correvano gli anni 70 o forse 80. Boh! Sta di fatto che correvano, cazzarola se correvano.
Il PAESE stava franando (già all’epoca) urgeva una decisione importante per il futuro del comune e della comunità: cosa fare?

“Bonificare o spostare il paese? Questo è il dilemma” disse il sindaco di allora nella sala comunale.

Insieme a lui, seduti intorno alla tavola rotonda “i signorotti”, grandi ILLUMINATI dotati di intelletto superiore.

“Commendatore illustrissimo” disse il sindaco, senza potere decisionale, inginocchiandosi al cospetto del primo uomo seduto alla sua destra
“mi perdoni, Ecco! Non volevo disturbarla, so che oggi era il suo giorno di ozio prolungato ma, vede, io avrei pensato….”

“Ahahah!!!” L’uomo Scoppiò in una grassa risata
“Lei pensa pure adesso? Ma mi faccia il piacere, piuttosto si ricordi chi l’ha messa qui!”

“Ahe! Nnamo bene” pensò il sindacotto che con la coda fra le gambe e voce tremante di paura si fece coraggio e continuò:

“E cosa facciamo? Il paese cade a pezzi, la gente ha paura, il terremoto ci mancava, dobbiamo costruire e subito. c’è chi ha già le valigie in mano.”

“ANDIAMO A VALLE!” urlò uno

“Stocazzo” disse un altro “lì ci sono le mie terre, non si può.”

“Bonifichiamo qui!” disse un genio puntando l’indice della mano destra (AD CAPOCCHIAM) sulla cartina del territorio.

“Ma Cosa dovremmo bonificare?” Tuonò il sindaco, “in quella zona Non lo si può mica fare. È rischioso, e poi lì è pieno di pozzi, l’acqua sorgiva va incanalata, Naaaa! Troppi soldi ci vogliono.”

“Ma che ce ne frega a noi” disse il primo signorotto “noi bonifichiamo lo stesso, che importa se poi crolla, aho! Ci facciamo dare i soldi dalla Regione e se avanza qualcosina mariti pure a tua figlia”

Fu così che l’ipotesi di spostare il comune venne abbandonata (troppe energie da impiegare per il bene comune), e venne adottata la brillante idea di costruire sull’acqua, tanto “che ce ne fotte a noi.” Peccato che hanno dimenticato di montare le palafitte e hanno costruito con pietre e cemento.

Qualche anno dopo….

“Ingeniè posso costruire la casa in questa zona o è a rischio smottamento?”

“Avoja!!! Siamo sicuri, puoi fare anche un castello”

Ahè!!! Stiamo messi male male male.

OGGI IL CITTADINO PER COLPA DI QUESTI ERRORI È COSTRETTO A LASCIARE LA SUA CASA PER PAURA CHE CROLLI ED È CHIAMATO A CERCARE UNA SISTEMAZIONE DI FORTUNA PAGANDO UN ESOSO AFFITTO.

Chiave di lettura:
(Non esiste)
se non avete capito un cazzo tranquilli, non lo hanno fatto neanche LORO quando avrebbero dovuto.

MICHELE UNGOLO

giornalista freelance

3343567322

mikele.ungolo@gmail.com

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