Un cortometraggio del libro di Michele Ungolo

Un cortometraggio del libro di Michele Ungolo

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Quello che non ti ho mai detto, il libro di Michele Ungolo

Esattamente un anno dopo la sua prima pubblicazione, il romanzo di Michele Ungolo, ventisettenne di Stigliano (Matera),  dal titolo:  “Quello che non ti ho mai detto”, diventerà presto un cortometraggio dalla durata di circa 20 minuti. L’idea nasce dall’intuizione di Pietro Micucci, giovane regista stiglianese, che dopo l’esperienza raccolta nell’edizione 2014 di “CinemadaMare”, uno dei più grandi raduni internazionali di giovani filmmakers, culminata con la vittoria di Chiavari, in Liguria, con il cortometraggio “ un sorriso per te”, ha deciso di stringere questa collaborazione con l’autore.

“Sono felice che Michele abbia accettato di realizzare con me un cortometraggio ispirato al suo romanzo, dichiara Micucci, consiglio a tutti di leggere questo suo racconto, perché trasmette valori che dovrebbero ispirare l’esistenza di ognuno; il senso della famiglia, gli affetti, la visione autentica della vita. Il libro non raggiunge tutti, da qui l’idea condivisa con l’autore di raccontare per immagini quanto in esso rappresentato”.

Il film, dunque, sarà basato su una storia vera, il racconto autobiografico di Michele, il quale pone le radici nel rapporto tra padre e figlio.La storia si snoda in diverse fasi, dal contrasto fra i due fino a passare alla malattia dell’uomo, per poi richiamare l’unione e la forza della famiglia capace di reagire alle difficoltà, narrando infine le debolezze e le paure di un adolescente.

Il cortometraggio verrà prodotto da “Stigliano Eventi”, l’associazione che negli ultimi anni si è distinta nella città di Stigliano con diverse iniziative nel pieno coinvolgimento di giovani e meno giovani: “Stigliano Eventi ha sempre creduto e crede in nuove iniziative finalizzate alla crescita del collettivo – ha ammasso Giuseppe Colangelo, vicepresidente dell’associazione –  ma soprattutto nei giovani del nostro paese, per questa ragione siamo orgogliosi di presentare e rappresentare la nascita di un cortometraggio tratto dal romanzo di Michele Ungolo per la regia di Pietro Micucci.”

I primi casting per la realizzazione del filmato si sono tenuti nelle scuole dell’IIS Felice Alderisio di Stigliano, dove hanno partecipato più di cinquanta ragazzi, che figureranno come attori o comparse.

Ma non finisce qui, se gran parte degli attori sono stati scelti in loco, figureranno all’interno del cast, personaggi del panorama lucano, che con la recitazione hanno sempre avuto a che fare, parliamo dell’attore Emanuele Asprella, dell’attrice Emilia Fortunato, che con suo marito Emilio girano l’Italia con la loro compagnia teatrale di Matera, e Dino Filippo, uno dei fondatori della “Compagnia instabile delle staffe ad elle”, la compagnia teatrale della città di Stigliano.

Quello che non ti ho mai detto, il libro di Michele UngoloGrande soddisfazione anche per l’autore del romanzo “il mio è sempre stato un semplice racconto, scritto principalmente per riuscire finalmente a dire tutto ciò che mi portavo dentro  a mio padre, parlandogli con il cuore. Non è difficile macchiare d’inchiostro i fogli bianchi, il difficile sta nel riuscire a trasmettere emozioni.”

Poi ancora una battuta sul  cortometraggio: “ è per me un’emozione grandissima – dichiara l’autore – mai avrei creduto di vedere un giorno la mia opera prendere vita, ringrazio  Pietro per aver permesso a Francesco, il personaggio principale del mio romanzo, prendere forma, colori e dimensioni.

Non è mai facile scrivere un racconto autobiografico, a maggior ragione se scegli di farlo in un contesto angoscioso dove all’età di 16 anni vedi tuo padre disteso su un letto di ospedale perché colpito da ischemia cerebrale, si può perdere facilmente il senno della ragione, proprio come stava per accadere a me.

Non mi stancherò mai di dire, conclude Michele, che il lettore deve sentirsi parte stessa di ciò che legge, ma non deve mai annoiarsi o peggio ancora entrare in conflitto con lo scrittore, ecco perché mi sono permesso di inserire una serie di storie nella storia stessa, alcune, per quanto assurdo possa sembrare vere, e con l’aiuto di Pietro torneranno ancora a vivere.”

 

 

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