Il Tar del Lazio congela persino l’ultimo pieno per emigrare, ossia i 56 litri di benzina di bonus carburante. Ai  giovani  della regione più povera d’Italia, secondo i dati Istat  2011, che è anche quella più sfruttata dalle compagnie petrolifere (le royalties del petrolio sono una miseria, il 7% dei circa 3 miliardi di euro all’anno che invece restano nei bilanci di Eni & C.), il Tar del Lazio congela persino l’ultimo pieno per emigrare, ossia i 56 litri di benzina di bonus carburante. Dunque, ci dobbiamo pagare anche la benzina per lasciare i confini di questa regione, quasi come accade per i nigeriani, che muoiono nel tentativo di “fregare” un po’ del loro petrolio dagli oledotti delle compagnie minerarie, per poter comprare una mezza pagnotta di pane.

La Basilicata come la Nigeria, dunque, non come la Libia: il leghista Giovanni Fava deve ricollocarci geograficamente, perché, al pari dell’Africa Nera, la Basilicata è la terra più piena di risorse primarie e più piena di poveri  sfruttati. I 90 euro a patentato, nella realtà sono 56 litri di benzina (al prezzo corrente alla pompa): l’accontentino concesso per sperare di passarla liscia mentre Regione e Governo si accordano col “Memorandun” voluto da ”Guido De Filipppo” e “Vito Viceconte”, per consentire all’Eni di raddoppiare le estrazioni e i guadagni, da far passare da circa 3 a circa 6 miliardi di euro all’anno. Mentre ai poveri della Basilicata rimane sempre e solo il 7%. Anzi, dato che il Memorandum, col raddoppio delle estrazioni previste dal Memorandum, sarebbe stata più evidente la sproporzione tra ciò che trattengono Eni & C. e ciò che resta al territorio, le royalties non verranno più conteggiate, ma verranno sostituite da generiche realizzazioni di infrastrutture, cosa che non consentirà più alcun controllo sociale su ciò che combineranno petrolieri e politici lucani. Il bonus benzina è una sorta di “miseria” su cui  “Guido De Filipppo” e “Vito Viceconte” pensano di perpetrare il sottosviluppo economico di questa regione e la sua completa colonizzazione agli interessi delle compagnie minerarie. Ora che gli è stata “sospesa” l’ennesima illusione di prendere per i fondelli i lucani, dovranno inventarsi qualcosa d’altro per cercare di rendere “complici” i lucani con le briciole dei fastosi pranzi minerari ai quali i cittadini lucani non sono stati mai invitati. Se non per prendersi gli “effetti collaterali” su salute umana, danni ambientali e svendita dell’economia reale della regione, i cui abitanti continuano ad emigrare…La distruzione della Basilicata, della sua  acqua, delle sue economie e della salute dei suoi abitanti, ora è tornata ad essere totalmente “gratuita”.  Per tutto il resto, ci sono i dati Istat, l’Arpab e il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata

Fonte No Scorie Trisaia