Stigliano a rischio isolamento

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Chiusa al transito la strada comunale che collega il paese ad Acinello e porta alla Val d’Agri e al Metapontino. Molti i tratti dissestati anche lungo la ex Ss 277. Notevoli i disagi. Nella morsa delle frane. Stigliano è sempre più un comune off limits. Non bastava l’imponente sgretolamento, agli inizi dello scorso mese di febbraio, della rupe alla cui sommità insistevano i resti del castello dei Della Marra e che grossi disagi comportò ai residenti delle abitazioni sottostanti e limitrofe, costretti – per evidenti motivi di pubblica incolumità – all’evacuazione dei locali. A complicare ulteriormente la situazione lo stato dei collegamenti. Le vie di accesso al centro abitato sono estremamente danneggiate e, in alcuni casi, perfino compromesse. E’ il caso della strada comunale che collega Stigliano ad Acinello, chiusa al traffico veicolare – in entrambi i sensi di marcia – nel tratto compreso tra il Centro sociale e la stazione di carburante Eni.

La decisione, presa dal sindaco Antonio Barisano con ordinanza n.80, si è resa inevitabile a causa di un vasto movimento franoso già presente da tempo e che le abbondanti precipitazioni di questo inverno hanno vistosamente aggravato. Disposta cautelativamente, con lo stesso provvedimento sindacale, l’interdizione all’utilizzo a qualsiasi titolo dei terreni circostanti e sottostanti l’intero tratto interessato dal dissesto. Per alleviare i non pochi disagi e rendere meno pesante l’isolamento dell’abitato verso la Valle del Sauro, la Valle d’Agri e l’area jonico-metapontina l’Amministrazione comunale si sta adoperando per la realizzazione di una pista provvisoria che bypassi il tratto danneggiato. Oltre ai disagi per i pendolari, costretti a percorsi alternativi e non meno dissestati, ci sono da mettere in conto anche le ripercussioni per alcune attività commerciali situati in località Salice. Non va meglio dall’altra parte di accesso al paese. Molteplici sono, infatti, i punti soggetti a frane e smottamenti lungo tutta la ex Ss 277. Una situazione da bollino rosso, dunque. Nel frattempo, sono iniziati e continueranno fino a quando non ci saranno rischi per la pubblica e privata incolumità i lavori di messa in sicurezza della rupe. Due grossi escavatori sono impegnati nella demolizione del massiccio roccioso. La fenditura, apparsa subito dopo il crollo del costone, e che stando ai successivi monitoraggi andava sempre più allargandosi, non lasciava alternativa ai tecnici. Così alla fine si è optato per una demolizione “controllata”. Migliaia i metri cubi di roccia già estratti e rupe abbassatasi di diversi metri. Mentre gli sfollati restano quasi tutti ancora alloggiati da parenti e amici.

 Antonio Grasso