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Sogni (sinistri) d’una sera di mezzo inverno….

Qualche sera fa’ nella noia che accompagna le nostre “vasche” d’inverno  lungo le gelide vie del corso, con alcuni amici abbiamo intavolato  una delle tante discussioni politiche in salsa nostrana, con l’esito quasi sempre scontato fatto di scommesse, previsioni “more/less diverse, ma sempre uguali”. Il caro vecchio compagno Komarov ed il suo fido Pascha Antipov sull’onda emotiva della schiacciante vittoria del “B” della Bassa Piacentina nelle “primarie” degli orfani del Muro di Berlino, si lanciavano  in previsioni piu’ rosee di quelle che  potrebbero fare Galliani e Conte alla “prima” del lancio commerciale di una pomata tricologica dagli effetti immediati, miracolosi, clinicamente testati e pubblicamente riconosciuti dalla WHO (Organizzazione Mondiale della Sanita’) . Insieme hanno tuonato “…alla prossima elezione per il rinnovo del Parlamento non ce ne sara’ per nessuno…..” Sulle prime pensavo avessero letto un articolo di recente pubblicato sul “Quotidiano” di Basilicata come lettera aperta a firma dell’Oligarca Rosso della politika lucana, tale Filippo Bubbico da Montescaglioso, Senatore (ancora per poco) della Repubblica (o meglio,  di questa repubblica-notare la r minuscola). L’architetto titolava cosi’ “A volte ritornano..” mutuando il titolo da un famoso ed ormai abusato film horror, per commentare la ri-discesa in campo del Cav. ed argomentando a modo suo dei misfatti del “B” di Arcore nel VENTENNIO post Mani Pulite, dimenticando (ovviamente) che egli stesso e’ stato ed e’ dal 1991 il “dominus sinistro” (ahi noi) della sciagurata politica lucana (alcuni lo hanno persino appellato ,per il suo pacioso aplomb ,il Cardinale, ma questo e’ troppo…). Ha sciorinato numeri e date, provvedimenti e promesse elettorali non mantenute e via discorrendo. Tanto per puntualizzare, e’ di oggi (18 dicembre per chi leggera’ in seguito) un articolo sullo stesso Quotidiano che segnala la perdita di 6.000 posti di lavoro nel 2011 nella ns. bene amministrata Regione…Ma sono sempre gli altri che a volte ritornano e fanno disastri, altri invece non se ne sono mai andati a…fare altre cose. Loro  pero’ hanno l’imprimatur delle primarie.  Di sinistra e’ la supposta ed atavica superiorita’ morale e politica:  un esempio per tutti, inimitabile e da tutelare come un vino D.O.C.G. La democrazia non risiede altrove. La trasparenza e’ di colore rosso, il cambiamento…beh su questo si puo’ discutere (vero Renzi):  finche’ c’e’ vita c’e’ Speranza, che alcuni a sinistra enfaticamente gia’  lo definiscono un Big della politica di casa nostra, solo perche’ l’eroe di Bettola ( sempre Bersani, mica Berlusconi, lui ci va’ nelle bettole..) se lo porta a spasso con il “pugnetto” timidamente alzato nelle varie feste dell’Unita’, e magari porta anche il cricetino per il gioco che lo vuole infilato nelle caselline numerate per assegnare ai piu’ fortunati, piadine, cotechini o un abbonamento gratuito per 12 mesi a Repubblica con annessi inserti.
Bene, quando mi sono permesso di far notare che le primarie erano un punto di partenza a dir poco fazioso, per designare il futuro candidato della coalizione di centro(?)sinistra, e’ venuto giu’ il diluvio. Incurante ho chiesto loro a sostegno della mia tesi:  quando mai nelle sezioni a targa PCI o PDS o DS o Partito Democratico il verbo dettato dal Segretario e dai suoi oligarchi viene mai messo in discussione ? Semmai sono famosi (sempre a sinistra) per votare “ a filo dritto” anche un asino che vola,  purche’ designato dal Partito: un nome fra i tanti,  Ayala, senatore, giudice palermitano eletto nella ns. circoscrizione. Allora ho chiesto di spiegarmi come avrebbe potuto il Rottamatore fiorentino sovvertire l’ordine costituito ? I diktat, quelli si sono una loro invenzione. Risultato incontrovertibile: Bersani 2 Renzi 0 ( Illuso). Ed allora di cosa parliamo: Vendola, Renzi, Tabacci…”ma mi faccia il piacere”, avrebbe detto De Curtis. L’unico che ci ha provato veramente a cambiare qualche cosa a( o di ) sinistra e’ stato il povero ( si fa per dire) OCCHETTO che dopo la Bolognina, qualche sincera lacrima e la rimozione della falce e del martello dal vessillo comunista, sostituiti dalla Quercia, ha subito un esilio politico  che a confronto quello di Napoleone a S.Elena, e’ stato una crociera nel Mediterraneo. Almeno lui, il baffuto Achille, ci ha provato.
La loro illusione di vincere a mani basse e’ durata il tempo di qualche battuta: all’ipotesi dell’ennesimo cambiamento di rotta del Cavaliere – un ritiro per favorire la corsa a Palazzo Chigi dell’attuale premier non eletto Monti – gli ha raggelato  il sangue nelle vene. Pallidi, emaciati e balbettanti, i compagni Komarov e Pasha Antipov hanno dovuto loro malgrado,  ipotizzare tale soluzione. E la ho affondato il coltello nella ferita appena aperta:…” in questo modo – ho sostenuto – il Diavolo di Arcore, in primis non consegna l’Italia agli odiati Comunisti, in secundis aggrega tutto l’elettorato di centro e di destra che in lui non vedono piu’ una possibile e valida alternativa al ricompattato popolo delle sinistre, e per finire, questa opzione “disinnesca” Grillo e lo relega fra i comici, magari incazzati, ma fra gli aizzatori/attori di piazza, buoni per le arringhe, molto meno per il governo di una nazione.
Ci abbiamo scommesso sopra, come al solito…….

Ghigno di Tacco

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