Servizio sanitario regionale, interrogazione di Gianni Rosa

Servizio sanitario regionale, interrogazione di Gianni Rosa

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Gianni Rosa

Il capogruppo di Lb-Fdi Gianni Rosa cita una comunicazione dell’Autorità nazionale anticorruzione che chiede chiarimenti alla Regione in merito all’affidamento di contratti per 165 milioni di euro senza gare pubbliche “Le aziende del Servizio sanitario regionale della Basilicata avrebbero affidato il 50 per cento dei contratti pubblici di servizi mediante procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando di gara, per un valore complessivo di quasi 120 milioni di euro”. Lo evidenzia il capogruppo di Lb-Fdi Gianni Rosa che cita la comunicazione giunta dall’Autorità nazionale anticorruzione, ufficio vigilanza servizi e forniture, nella quale si precisa “che anche l’entità dei cottimi fiduciari e gli affidamenti diretti – afferma Rosa – non appare trascurabile, superano i 45 milioni di euro. Risultano, infine, frazionamenti dell’importo degli appalti, al fine di poter ricorrere all’affidamento diretto, per oltre un milione e mezzo di euro e Cig non perfezionati per quasi 98 milioni di euro. Convocazione in audizione per il 10 dicembre 2015”.

“Su questi dati allarmanti” Gianni Rosa ha presentato un’interrogazione a risposta immediata “per conoscere se quanto evidenziato dell’Autorità nazionale anticorruzione, corrisponde al vero e, nel caso affermativo, la specificità delle singole questioni eccepite dall’Autorità di vigilanza”.

“La comunicazione dell’Autorità nazionale anticorruzione – aggiunge Gianni Rosa – è del 16 novembre 2015. È stata inviata all’attenzione dell’assessore Franconi, agli uffici regionali preposti e a tutte le aziende del nostro Servizio sanitario regionale e riguarda gli affidamenti dei servizi di gestione e manutenzione degli impianti elettrici, termici e di condizionamento della azienda sanitaria locale di Matera e affidamento dei contratti pubblici di servizi effettuati nel Sistema sanitario regionale della Basilicata”.

“Le cifre – continua – sono importanti e riguardano contratti pubblici di servizi, stipulati senza bandi pubblici. La cosa gravissima? Il mittente è l’Autorità preposta alla prevenzione della corruzione. Parliamo, quindi, di un’ipotesi di reato doloso? Al di là di questo, se c’è o no reato, saranno le autorità competenti a stabilirlo, non si può non sottolineare l’enormità delle cifre e delle proporzioni in questione: 120 milioni di euro, il 50 per cento dei contratti pubblici per affidamenti di servizi, sarebbero stati affidati tramite procedura negoziata, 45 milioni tra cottimi fiduciari e affidamenti diretti. Gli appalti sarebbero stati frazionati per evitare di dover ricorrere ai bandi pubblici, in barba alle norme del codice degli appalti pubblici”.

“Quindi – dice Rosa – oltre 165 milioni di euro di denaro pubblico sarebbero stati gestiti da pochi uomini, attraverso affidamenti diretti e proroghe. Uomini che sono sempre gli stessi, visto l’uso, in Basilicata, di far trasmigrare da un’azienda ad un’altra, da un ente ad un altro sempre gli stessi amici del sistema. Noi siamo rimasti senza parole”.

“Attendiamo –conclude – chiarimenti dal presidente della Giunta che non potrà in quest’occasione fare lo struzzo come al solito. Quantomeno non potrà farlo senza compromettere la credibilità di tutto l’establishment del Pd lucano”.

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