SALVIAMO L’UNIVERSITA’ E LA SCUOLA PUBBLICA

SALVIAMO L’UNIVERSITA’ E LA SCUOLA PUBBLICA

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LA GELMINI DISTRUGGE LA SCUOLA PUBBLICA SALVIAMO L’UNIVERSITA’ E LA SCUOLA PUBBLICA. Il dibattito nella scuola cresce e i toni divengono sempre più aspri: sicuramente perchè quando si parla di scuola si parla del futuuro di generazioni intere; ed è proprio il futuro, sia individuale che collettivo, ad essere messo in discussione perché ormai è chiaro che la destra sta perseguendo l’obiettivo di smantellare la scuola pubblica, di abrogare la scuola della Costituzione a favore di quella privatizzata e classista della discriminazione. Per ricostruire progresso, lavoro e futuro serve più scuola ed invece il decreto 137 della Ministro Gelmini sferra uno dei colpi più gravi della storia repubblicana alla scuola italiana trattandola come semplice gestione economica in quanto essa non viene percepita come terreno fondamentale per il presente e per il futuro della nostra società. La verità è che non si può intervenire sull’istruzione con la logica di puro bilancio, di tagli indiscriminati, ma bisogna investire e meglio utilizzare le risorse nella scuola pubblica. La società cresce se si investe nel sapere, nella cultura, se si eleva il livello di istruzione della popolazione, se si eleva l’obbligo scolastico. In Italia tutto questo è in controtendenza e ci stanno portando ad essere il Paese culturalmente più arretrato. Questa scelta di inviltà delle destre, dunque, è contro l’intera società, è contro la stessa ragion d’essere della scuola italiana: la scuola della Costituzione, la scuola dell’inclusione, quella scuola cioè che ha come sua funzione costitutiva quella di assicurare a tutti un livello di istruzione adeguato colmando ritardi superando differenze imputabili a fattori economici, culturali, sociali, etnici o religiosi. La riforma della Ministro Gelmini sovverte tale funzione e tale principio, opera una svolta di inciviltà. Gli esclusi saranno quelli provenienti da situazioni culturali non elevate, da situazioni economiche non di benessere, da paesi stranieri. L’intendimento di questo Governo appare chiaro: è quello di ridurre il livello di istruzione dell’intera società, di darne meno, di riservarla a ristrette elite privilegiate. Si riproporrà una scuola classista che ritenevamo superata da diversi anni. L’obiettivo è reso palese dalla riduzione dell’età dell’obbligo, con l’attuazione di una politica devastante contro la scuola pubblica, perseguendo la sua dequalificazione con tagli senza precedenti al personale, all’edilizia scolastica, ai fondi per le scuole, favorendo in ogni modo la scuola privata. Con questo disegno viene meno l’idea di società solidale e acquistano nuova centralità gli interessi dei singoli. E’ un disegno di arretratezza che non ha precedenti ed è per questo che sono iniziate le lotte per impedirlo. Nelle scuole e nelle università italiane dilaga la protesta e noi del PDCI siamo pienamente solidali e partecipi di questa protesta. Siamo con i genitori che chiedono non tagli ma più risorse, con i docenti che chiedono un lavoro non precario, con gli studenti che hanno diritto ad un sapere più qualificato, siamo con quelli che contro il razzismo delle classi ghetto per stranieri pretendono una scuola della socialità che arricchisce culture, saperi, cittadinanza. Noi comunisti lotteremo ad oltranza, non ci faremo initmidire, per sconfiggere il disegno funesto della Gelmini e di Tremonti. E’ per questo che il giorno 30 saremo a Roma al fianco degli studenti, docenti e tutto il personale della scuola per fermare un decreto che getta ombre pesanti sul futuro e sulla democrazia del nostro Paese.

F.to Francesco Mandile – Segretario Pdci Federazione Matera. 10 10 2008

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