Stato di salute dei lucani, l’inchiesta di Giorgio Santoriello

Stato di salute dei lucani, l’inchiesta di Giorgio Santoriello

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Stato di salute dei lucani, l'inchiesta di Giorgio Santoriello

In Basilicata oltre 17mila esenzioni ticket per patologie tumorali (048) ed oltre il 6% soffre di diabete cosa significa

Qualche mese fa abbiamo chiesto al Dipartimento Salute della Regione Basilicata il numero di esenzioni ticket per una ventina di patologie, riconducibili anche a fattori ambientali oltre che ovviamente a cause altre ( genetica e stili di vita ). I dati ci sono stati inviati velocemente e li alleghiamo sotto nel formato di ricevimento: un file excel privo di firme, o intestazioni d’uffici, o data/e di aggiornamento reale dei dati o raccomandazioni / precisazioni relative, nudi e crudi insomma, anzi asettici. Abbiamo chiesto i codici di potenziale maggiore prossimità verso le criticità ambientali riscontrabili in Basilicata da letteratura. Il foglio excel del Dipartimento Salute è aggiornato al 2016. Ovvio che questo articolo è solo una dissertazione su singoli dati, per riflettere sulla loro vacuità ma allo stesso tempo sulla loro importanza, non solo numerica, ma economica.

Codice esenzione ticket, artrite – 06: in un rapporto dell’AMRER – Emilia Romagna, aggiornato al 2013, la Basilicata appare sotto la media nazionale per l’incidenza dei soli malati di artrite reumatoide ( 0,19 % della popolazione lucana ) ma il trend di esenzioni è in aumento perchè al 2013 gli esenti-06 erano 775, al 2016 sono 1089. La popolazione invecchia, si impoverisce e si cura meno o mangia peggio, però ci spopoliamo e a rimanere sono gli anziani, ed il tutto incide sul trend … oppure i fosfati così abbondanti in alcune acque lucane, ma poco ricercati, forse impattano sulla salute delle articolazioni, come già studiato all’estero? Ma con dati così generali e scarni come capirlo? Vedremo che questa vacuità ci accompagnerà per tutte le categorie e per i restanti codici: manca un resoconto ordinato per tutte quelle patologie sentinella, e non solo; il sistema sanitario nazionale e regionale è privo di georeferenziazione ( indicazione del comune di residenza e magari del posto di lavoro del malato ), di distinzione per sesso o fasce d’età, se rientranti in più categorie di esenzione, eventuali recrudescenze, tassi di incidenza e prevalenza oltre che mortalità, costi medi di cura per categoria, o eventuale fattore genetico, praticamente fermi a decenni fa nell’osservazione stretta dello stato di salute della popolazione. Come fare prevenzione se non conosci nel dettaglio i problemi da prevenire?

Asma – 007: gli esenti lucani sarebbero circa lo 0,63% della popolazione, 3544 persone. La media nazionale è più alta ma non tutti gli oltre 3 milioni di italiani asmatici rientrano nelle esenzioni, qui dovremmo infatti ritrovare i soli 250mila gravi, praticamente l’1,4% degli asmatici gravi sarebbe lucano. Ma quanti asmatici ci sono in Val d’Agri o in Val Basento? In quanti casi l’asma è giovanile, diagnosticato in tempo, e quanti i casi di ospedalizzazione per problemi respiratori e dove? Chi vive a ridosso delle superstrade ha un’incidenza maggiore di questa patologia? Per esempio l’Osservatorio Epidemiologico di Bolzano ha rilevato che nel territorio dell’Alto Adige il 52,4% dei pazienti broncopneumopatici soffre almeno di un’altra patologia cronica ( studio sotto allegato ). Mancano reti specifiche di sorveglianza sanitaria, come per le popolazioni residenti in prossimità degli impianti industriali che “bruciano” anche petcoke o immondizia, o per chi vive vicino il COVA o il futuro centro oli di Tempa Rossa, per loro usiamo gli stessi monitoraggi sanitari per chi vive in città o sul mare? All’estero anche per l’asma di parla di innesco ambientale, e da noi?

Morbo di Chron e colite ulcerosa – 09: sono circa 100mila in Italia i malati cronici intestinali ( quindi non solo Chron ) circa l’1,6 % su scala nazionale; sono 2138 gli esenti lucani, quindi lo 0,38%. In Italia si parla di ereditarietà e stress, all’estero anche di fattori ambientali.

Diabete – 013: qui la Basilicata ha da anni posizioni conclamate di vertice in Italia , giustamente ci dicono i medici ed i politici locali: “… per colpa degli stili di vita e della cattiva alimentazione…” ( anche se poi andiamo ad EXPO a promuovere la nostra dieta mediterranea e la filiera bio,igp di altà qualità – ndr ), “…o per predisposizione genetica…” come per tutte le altre patologie in esame, eppure all’estero ci dicono che l’ambiente è una forte concausa o causa scatenante. In Basilicata il 6,48% della popolazione, ossia 35990 persone, sono esenti per tale patologia, praticamente due volte la popolazione di Policoro (MT).

Ipotiroidismo congenito o acquisito – 027: è uno dei codici mobili, in quanto molti ricadono in quadri clinici modificabili anche nel giro di pochi mesi/anni, fatto sta che i disturbi alla tiroide secondo un comunicato del San Carlo del 2015, colpirebbero 60 mila lucani ( quindi più dell’ipertensione se partissimo dai codici di esenzione di quest’ultima ) e mentre storicamente la colpa è la carenza di iodio, scientificamente da anni proprio la tiroide e le centinaia di sostanze interferenti o distruttori endocrini sono al centro di centinaia di studi che riconducono numerose anomalie a fattori di inquinamento ambientale. Mentre il San Carlo nel 2015 parlava di 60mila lucani interessati dalle problematiche endocrinologiche, i codici 027 lucani, che riprendono solo una parte delle affezioni tiroidee, sono “appena” 12.151( il 2,19% circa ). Non siamo riusciti a trovare raffronti chiari col resto della nazione/regioni e l’unico registro nazionale è quello dell’ipotiroidismo congenito. Proprio lo stato di salute della tiroide è un marker epidemiologico di prima fascia su cui governo e regioni dovrebbero accelerare.

Ipertensione arteriosa – 031: un mare magnum senza limiti questa categoria. 46.136 lucani esenti, ossia l’8,3% circa della popolazione lucana, un quadro clinico molto generale che abbraccia tante cause e forme di ipertensione, ma pare in media con il resto della nazione al netto dei casi noti, diagnosticati e meritevoli di esenzione, altrimenti parrebbe che secondo alcuni studi sanitari quasi la metà della popolazione ipertesa non sappia di esserlo. Una concausa ufficiale anche qui può essere l’inquinamento secondo studi europei.

Ipertiroidismo e morbo di Basedow – 035: torniamo alla tiroide per “l’opposto” del codice 027. In Basilicata gli esenti qui sono 2132, lo 0,38%, e nonostante non ci sia un monitoraggio nazionale preciso ed aggiornato anche per queste patologie, all’estero da tempo collegano anche l’inquinamento a questa categoria di esenzione. Per inquinamento, in senso lato, si intende non solo la qualità dell’aria o dell’acqua, ma anche le sostanze cedute da imballaggi, accessori, prodotti per la persona o per la casa, o contenute negli alimenti stessi, a partire dai fitofarmaci fino agli antibiotici/farmaci veterinari presenti nella carne/uova/latte, oppure ai contaminanti trattenuti nei pesci.

Morbo di Parkinson ed altre malattie – 038: tasso lucano allo 0,06%, contro, pare, una media nazionale di 3-4% incentrata oltre i 60 anni; Alzheimer ed altri disturbi neurodegenerativi esclusi. Come per le patologie tiroidee, ognuno qui dice la sua su numeri e prevalenza/incidenza, manca un osservatorio nazionale con dati e regole precise ed omogenee. Mancano dati sull’eventuale abbassamento della fascia d’età colpita, ma una cosa certa sono i costi esorbitanti per il SSN. All’estero l’inquinamento è studiato anche in questo ambito clinico, per non parlare di alcuni metalli presenti in aria ed alimenti con spiccate caratteristiche neurotossiche come alluminio e manganese, tanto abbondanti anche in alcune matrici ambientali lucane.

Neonati prematuri – 040: 385 esenti nel 2016, come altri ticket non rappresenta una condizione cronica. Nonostante i dati nazionali, manca anche qui un vero monitoraggio dei casi su base regionale e locale, nonchè un’analisi di raffronto rispetto al numero dei nati ( 4mila circa in Basilicata nel 2015 ) o alle zone più interessate, oltre che al tasso di mortalità fra loro. Anche qui la scienza si sposta sempre più verso i fattori ambientali.

Psicosi e dintorni – 044: in Basilicata 2111 esenti, anche qui vuoto su numeri e raccolta dati su scala nazionale e locale. Tematica assai complessa, anche questa negli ultimi anni collegata a problematiche ambientali. Nel calderone indefinito ricade anche l‘autismo infantile.

Stato di salute dei lucani, l'inchiesta di Giorgio Santoriello

Psoriasi – 045: interesserebbe circa il 3% degli italiani, in Basilicata abbiamo al 2016, 1883 esenti, circa lo 0,33% dei lucani residenti. Anche in questo caso, all’estero sono leggermente più avanti di noi nello studiare i meccanismi di difesa immunitaria interrotti o modificati dall’inquinamento.

Sclerosi multipla – 046: esenti lucani 929, e mentre in Italia l‘incidenza sembra maggiore rispetto alla Basilicata, andando a vedere i dati dell’ISS in Italia ci sarebbero: “…113 casi ogni 100 mila abitanti. I malati di Sm in Italia sono circa 68 mila, per un totale di circa 1800 nuovi casi ogni anno. Particolarmente colpita dalla Sm è la Sardegna, con un tasso d’incidenza di gran lunga superiore alla media nazionale.” Tuttavia qualcuno dovrebbe spiegare prima quali sono i numeri veri, e dopo perchè in Basilicata abbiamo molto più di 113 casi ogni 100mila abitanti rispetto al nazionale. Anche qui, come per altre patologie, manca una definizione di prevalenza ed incidenza. Manca sempre una rete scientifica di monitoraggio della patologia, la quale anch’essa all’estero viene studiata per i suoi collegamenti a fattori ambientali.

Tumori e dintorni – 048: 17mila e 357 esenti in Basilicata ma dentro c’è di tutto, dalle multineoplasie ai tumori dal comportamento incerto, ed ovviamente le recrudescenze non sono conteggiate. Praticamente una popolazione di 048 grande quanto tutto il Comune di Policoro, circa il 3,12% della popolazione residente. Anche qui entrare nella lettura dei numeri è un campo minato, e sull’argomento abbiamo già in passato trattato le gravi carenze del registro tumori lucani, lacune sulle quali torneremo a breve. Anche qui come per tutto il resto mancano i soliti parametri: referenziazione geografica, divisione per età e sesso, lavoro, tabagismo, ereditarietà, biobanca istologica e connessione alle criticità ambientali etc…premesso che la conta delle esenzioni non è uno strumento epidemiologico puro.

Non abbiamo calcolato i trapiantati, tutti i disturbi metabolici, l’Alzheimer, la sindrome chimica multipla, l’endometriosi, la celiachia ed altro. Qualcuno dovrebbe almeno riflettere in termini economici sul costo sociale di oltre 127mila esenti ( stando solo alle categoria allegate e citate ), praticamente quasi 1/4 dei lucani residenti. Questi ovviamente non sono dati nè assoluti, nè epidemiologici, nè scientifici s’intende, sono un dato marginale più utile dal punto di vista economico-amministrativo che altro. Nonostante ad oggi vi siano mezzi per poter fare indagini epidemiologiche dal basso, ed aggiornate in tempi stretti, grazie ai medici di famiglia ed al software Kappamed, come per esempio vedasi il progetto campano EPICA, i fondi per una vera sorveglianza sanitaria non escono mai fuori.

In Basilicata invece rimaniamo all’anno zero, e ci rimaniamo per la chiara volontà del legislatore regionale di non voler appurare la realtà, con la complice connivenza dell’ordine dei medici. Non sappiamo l’incidenza della genetica sul tutto, non georeferenziamo i dati, non sappiamo gli impatti ambientali sulla genetica stessa e quindi cosa pregiudica il dna delle future generazioni, e se a questo uniamo il fatto che il registro tumori lucano è lacunoso e distorsivo, oltre al dato che non esistono registri per nient’altro a partire dall’endometriosi fino alle malattie del sangue, allora come si può immaginare una sanità moderna ed un’efficace prevenzione primaria se non sappiamo esattamente come stanno i lucani e dove stanno le criticità e le relative cause? A noi risulta che i rapporti regionali dell’ OER ( osservatorio epidemiologico regionale ) a cura della Dott.sa Cauzillo siano fermi al 2010, ed indicavano una prevalenza in Basilicata per le malattie neurologiche più alta della media italiana. E mentre lo studio Sentieri ha già sentenziato sui SIN lucani, come l’ISS in merito a Val d’Agri ed ITREC, ed i bambini lucani sono rimasti esclusi dal SENTIERI KIDS, da noi il legislatore regionale si occupa di fotografare il carro della Bruna, piuttosto che lo stato di salute della popolazione.

 

AMRER
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Norme-uso-volume-2-2013-tiroide
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Codice Esenti
006 1.089
007 3.544
009 2.138
013 35.990
027 12.151
028 228
031 46.136
035 2.132
038 507
040 385
044 2.111
045 1.883
046 929
048 17.357
049 18
051 493
071 0
RF0100 35
RCG070 11

 

Articolo di Giorgio Santoriell

analizebasilicata.altervista.org

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