Salto nel passato in una notte stiglianese

Salto nel passato in una notte stiglianese

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E’ cominciato tutto dal racconto di alcuni colleghi di lavoro. Essi mi parlavano di una rappresentazione che si ripete ogni anno nelle calde notti di Agosto. Alcuni si occupavano della parte fonica, altri della costruzione di un ” terribile mostro” altri ancora di rubare le immagini con degli scatti di fotografia.
La passione ed il coinvolgimento con cui mi descrivevano alcuni particolari hanno stimolato la mia curiosità che mi spingeva a domandare con insistenza i luoghi, i tempi e i contenuti dello spettacolo.
Notavo che tutti,al di fuori delle ore di lavoro, avevano da fare qualcosa.
‘Chissa cosa si nasconde dietro questa macchina organizzativa’, mi chiedevo.
Qualcuno mi accennava sulla trama della storia, un altro mi portava a far vedere i pezzi di quel misterioso “mostro”, nessuno però mi chiariva del tutto le idee. Mi dicevano di venire a vedere di persona cosa sarebbe successo nei 3 giorni che anticipano di poco il Ferragosto.

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A questo punto la curiosità mi invadeva e il terzo di quei giorni decisi di partire alla volta di Stigliano, con alcuni miei amici. Giunti nel paese, l’atmosfera era già magica: Chiedo informazioni a dei ragazzi vestiti con bellissimi abiti medievali. Parcheggio l’auto e mi allontano da essa, come se mi distaccassi dalla modernità, dalla vita motorizzata e mi immergessi in un ambiente semplice. Man mano che ci avvicinavamo verso il luogo dell’evento il numero dei figuranti in costume aumentava: c’erano cortigiani,  soldati di tutti i gradi, giocolieri,sbandieratori e tanta tantissima gente di tutte le età con i loro variegati e fantasiosi costumi, con le loro molteplici attività lavorative, nelle loro case semplici, sulle strade piene di paglia e di profumi intensi.
Ormai mi sentivo parte di loro, parte di un mondo che non mi apparteneva ma mi faceva stare bene.
Alle 22:00 una voce dagli altoparlanti diceva di avvicinarsi al luogo dello spettacolo. Noi prontamente ci recammo lì. Era una collinetta illuminata dalle fioche luci delle torce poste nelle vie del paese che era un po’ più in alto.
Gli spettatori aumentavano sempre più. Una voce calda spezzava il vocio e alcune luci rompevano il quasi-buio.
Alle parole del racconto si associavano balli e coreografie di giovani danzanti al ritmo di musiche di altri tempi. Poi c’erano scontri tra soldati. Finalmente appariva il “mostro”. Un drago dalle notevoli dimensioni, simbolo del male. Un valoroso cavaliere, principe di Stigliano trovava il coraggio di affrontare la bestia. Dopo un’aspra battaglia la uccideva con una lancia nel petto, liberando il suo popolo dalle disgrazie. Un applauso scrosciante irrompeva nel silenzio,come un effetto liberatorio.
Anch’io mi sono sentito liberato, un’emozione mi pervadeva.  Dopo, tra un mangiafuoco e l’altro ritornammo a passeggiare trai vicoli, a degustare i cibi, a parlare con i figuranti che mi facevano sentire parte di un’epoca assai lontana da noi.

 

Gravina in Puglia (BA) 14 agosto 2010

Dr Giovanni Conticchio

 

 

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