E’ uscito il n° 10 della rivista letteraria “Qui libri” che su questo numero pubblica l’interessante saggio “Amleto o della coscienza cristiana” del nostro illustre concittadino Rocco Montano. Proponiamo un estratto del testo che potrete leggere integralmente sull’interessante bimestrale da questa settimana in tutte le librerie.

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Editoriali

 

R. Montano: Amleto o della coscienza cristiana
28 marzo 2012

Estratto da QuiLibri n.ro 10 – Saggi



Proponiamo un saggio di Rocco Montano, studioso di Dante e Shakespeare, morto nel 1999, che insegnò nelle Università di Napoli, Salerno e all’Harvard University negli Stati Uniti. Un contributo per conoscere un intellettuale che in Italia non sempre ebbe fortuna.

di Rocco Montano

Mano a mano che nel tempo del romanticismo si fece più sentita la rivolta contro i valori tradizionali della coscienza morale e religiosa, gli spiriti romantici vennero a specchiarsi in Amleto, nella sua malinconia, nel suo incessante interrogarsi, nell’incapacità, o rifiuto, di decidersi, nella sua angoscia di fronte a un oscuro destino. Goethe lo vide come una fragile creatura, un eroe «che è schiacciato da un peso che non può sopportare e non può deporre». E l’immagine è restata. La critica posteriore ha soltanto cercato di trovare la ragione di una fisionomia che appariva sempre più malata e ambigua. Si è parlato di complessi freudiani, di nausea del sesso, che l’autore stesso avrebbe trasmesso a un personaggio fra tutti autobiografico, o di una crisi di valori, pure sentita dal poeta nell’ultimo anno del secolo, quando il dramma fu compiuto. Ma l’immagine dell’eroe perplesso e solitario, oppresso dal dubbio, incapace di distinguere tra male e bene, dovere e rifiuto, non è sostanzialmente mutata.
Ed è, occorrerebbe rendersi conto, un’immagine totalmente deformata. Il tempo della composizione del dramma fu, tanto per cominciare, ben diverso da un tempo di crisi, di vuoto morale. Fu un tempo di intensi, tragici conflitti religiosi, di grandi eroismi, di feroci persecuzioni. Nell’ultimo decennio del secolo ci furono diverse centinaia di martiri della Chiesa cattolica, fatti uccidere, squartare nelle piazze, dalla regina Elisabetta. Ci furono sofferenze, forme di fanatismo calvinista, non già perplessità o assenza. E se leggiamo con un minimo di attenzione vediamo che già al principio dell’Amleto c’è un deciso, scoperto intervento del poeta nella tragica disputa religiosa. Troviamo la presentazione di Claudio, il nuovo re, che ha sposato la moglie del fratello ucciso, che è assorto nella preghiera. Ma l’appello a Dio, egli stesso sente, non giunge in alto.
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