Quell’insopportabile candidatura olimpica del 2024

Quell’insopportabile candidatura olimpica del 2024

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olimpiade 2024

Occorre fare una doverosa premessa: colui che ha scritto l’articolo e uno che segue e apprezza lo sport (in particolare il calcio), ma è anche un cittadino italiano sdegnato e offeso e che non ne può più di tutto ciò che è scaturito dalla vicenda Roma 2024.
Era il Febbraio 2012 quando l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti negò a Roma la possibilità di candidarsi per ospitare le olimpiadi del 2020 (assegnate poi a Tokio, Capitale del Giappone).
Fu senza dubbio la scelta migliore da fare in quel momento, per un’Italia in piena crisi economica, a distanza di quattro anni, in un paese ancora alle prese con la crisi, Virginia Raggi, Sindaco di Roma, ha detto no ad un’altra Candidatura olimpica della Capitale, quella del 2024, ritiro della candidatura formalizzato con il voto dell’Assemblea Capitolina (il Consiglio Comunale Romano) qualche settimana fa.

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Virginia Raggi, Sindaco di Roma

Assalti mediatici e critiche da ogni compagine politica hanno accompagnato la scelta del Primo Cittadino di Roma (cosa che con Monti non era accaduta, o almeno non con la stessa portata), accompagnato da critiche anche il Movimento 5 Stelle, con cui la Raggi ha partecipato alle elezioni amministrative di giugno e che è stato tra i più contrari alla candidatura olimpica, ad aggiungere l’ennesimo odioso capitolo alla vicenda, la decisione del CONI , il Comitato Olimpico Italiano, Presieduto da Giovanni Malagò, di presentare, nonostante il parere espresso dal sindaco e dall’Assemblea Capitolina, il dossier per la candidatura al CIO (Comitato Olimpico Internazionale), candidatura sostenuta anche dal Governo Renzi e dalla Regione Lazio.

Giovanni Malagò, Presidente del CONI
Giovanni Malagò, Presidente del CONI

Capitolo che si tinge anche di ridicolo, poiché, lo stesso Malagò dichiarò, alcuni giorni fa, in occasione dei Mondiali di Pattinaggio artistico su rotelle, in corso a Novara: “una candidatura si regge su tre gambe: lo Stato, il CONI e l’amministrazione della Città ospitante, se una delle tre gambe viene meno, allora non cè alcuna possibilità che il progetto stia in piedi”, giudicate voi.
La voglia di partecipare all’evento, di organizzarlo e l’ammirazione che può suscitare sono comprensibili fino ad un certo punto, non me ne voglia il CONI, il Governo e tutti coloro che sono favorevoli ma, candidare Roma alle olimpiadi è una scelta sbagliata, anzi sbagliatissima!
Innanzitutto, la Capitale d’Italia, viene da una situazione finanziaria abbastanza critica, per non parlare poi del caos rifiuti, delle strade piene di buche e delle periferie abbandonate a se stesse, le vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcuni assessori della giunta Raggi, lo scandalo di “Mafia Capitale” e gli ultimi giorni della precedente Amministrazione, guidata da Ignazio Marino (a cui ha fatto seguito il commissariamento del Comune), hanno dato il Colpo di Grazia all’immagine della Città.

Altro elemento tutt’altro che edificante, che coinvolge tutta l’Italia, sono gli innumerevoli scandali che puntualmente accompagnano i Grandi Eventi, tra i più recenti l’ Expo di Milano 2015, il quale ha sicuramente rilanciato, da un lato, l’immagine del nostro paese ma, dall’altro ha rivelato l’ennesimo ammasso di corruzione, che ha riempito numerose pagine di quotidiani, indagini che hanno portato all’arresto di numerose persone.
Tutt’altro che confortante, inoltre, è il constante aumento dei costi in occasione della realizzazione dei giochi olimpici, come confermato anche da uno studio della Oxford University condotto sui giochi, sia invernali che estivi, che vanno da Grenoble 1968 (olimpiadi invernali) a Rio de Janeiro 2016 (olimpiadi estive), dai dati si evince che, i costi preventivati, lievitano, in media, del 156% se si tratta di giochi invernali, e del 176% se si tratta di giochi estivi, emblematico è il caso di Atene 2004, dove l’organizzazione dei giochi olimpici, accompagnata da altri fattori, divenne l’anticamera del fallimento di tutta la Grecia, altro esempio è quello di Montreal 1976, che, secondo lo studio, detiene il record di sforamento del budget (+ 796%) tanto chè, la città Canadese, ha impiegato 30 anni a ripianare i debiti olimpici, ultimo esempio, Torino 2006 (olimpiadi invernali), la maggioranza degli impianti abbandonata (alcuni dei quali cadono a pezzi) e villaggio olimpico lasciato al degrado.

Sommando questi dati alla situazione italiana, dove abbonda la corruzione e la crisi economica è ancora presente, non è difficile immaginare un esito disastroso che, l’organizzazione di tale evento, avrebbe sui cittadini italiani che, inevitabilmente, si ritroverebbero a pagare i costi super lievitati, magari il progetto del CONI è un buon progetto ma, sapendo ormai come vanno le cose in Italia (tra appalti truccati, mazzette e via dicendo) ci ritroveremmo in un disastro finanziario da quale sarebbe difficile uscirne interi.

No olimpiadi-boston

Roma non è l’unica Città ad aver detto no all’ evento, la stessa scelta venne fatta, tempo fa, dal Sindaco di Boston (USA) Martin Walsh che disse: “Non firmerò un accordo per ospitare i giochi se non avrò garanzie che i miei cittadini non dovranno firmare il conto finale, mi rifiuto di ipotecare il futuro della Città”, decretando, così, il ritiro della candidatura olimpica.
Altro esempio importante è quello di Amburgo (Germania), dove, grazie ad un referendum,  la maggioranza dei cittadini ha bocciato la candidatura.
Oltre a Roma, le altre città candidate ad ospitare le olimpiadi del 2024 sono: Los Angeles (USA) Budapest (Ungheria) e Parigi (Francia), una di queste tre verrà scelta a Lima (Perù) il 13 Settembre 2017.
Concludo dicendo che è troppo facile accusare ed apostrofare, con l’aggettivo “populisti”, chi dice no o esprime perplessità in merito a certi eventi, le Olimpiadi sono senza dubbio un evento sportivo meraviglioso ma, ormai, divenuto troppo costoso, se si vuole candidare l’Italia ad ospitare certe manifestazioni, sportive e non, occorre che lo stato e la politica facciano una accurata pulizia.

Pietroalessio Celiberti

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