Chiediamo scusa ai cittadini di Stigliano per questo estemporaneo messaggio di fine estate, ma le circostanze ce lo impongono. Non dobbiamo rivolgervi nessun appello, state tranquilli. Piuttosto il nostro vuole essere un saluto da parte di una categoria di lavoratori in via di estinzione. Pertanto questo messaggio è proprio l’ultimo. Ma non perché c’è il bavaglio o la censura. No. Più semplicemente, perché di qui a poco non si parlerà più dei cosiddetti dipendenti ospedalieri, in quanto saranno praticamente spariti.
Infatti, a partire dal primo ottobre scorso, è stata disposta la chiusura definitiva anche di quell’ultimo “baluardo” costituito dalla Medicina Geriatrica, per cui non si faranno più i ricoveri, mentre il personale ritenuto in esubero è stato messo in mobilità.
Ormai il ciclo si è chiuso. L’opera di demolizione dell’Ospedale è completata. E’ finita un’epoca, insomma, e un’altra se ne apre, che ci riporta indietro al 1961. Ma c’è di peggio: per quanto riguarda le funzioni dell’Ospedale Distrettuale, di cui tanto si parlava e si diceva, ci rendiamo conto che è solo un bluff, perché in realtà l’Azienda dice una cosa e ne fa un’altra.

In pratica ogni servizio viene periodicamente ridimensionato e scommettiamo che nel giro di poco tempo sarà tutto dismesso. Il quadro ormai è chiaro e ben delineato. Poco importa se qualche faccia di bronzo (politico o direttore che sia) continua ancora a parlare di “rilancio” della sanità, di “potenziamento” dei servizi sul territorio…e bla…bla…bla…Sono solo chiacchiere al vento. E noi siamo stufi di ascoltare questi burocrati assetati di potere.
Le nostre giuste rivendicazioni avevano un senso ma sono state derise. Altro che “rilancio” e “potenziamento”, accordi di qua e accordi di là, ospedale di montagna e ospedale distrettuale, sala operatoria così o sala operatoria colà, Hospice che va e Hospice che viene, Riabilitazione sì e Riabilitazione no. Siamo al raggiro puro e all’inganno, conditi con qualche buona intenzione e qualche altra baggianata.
Le montagne di carte, di impegni disattesi, di promesse fasulle, di menzogne e di propaganda squallida accumulati negli ultimi dieci anni, sono l’unico “patrimonio” che ci consegnano, a testimonianza di un fallimento degradante che resterà impresso nella nostra memoria a imperituro ricordo di una classe politica sciagurata e miope.

Si diceva che per il nostro bene era indispensabile chiudere i piccoli ospedali. Bravissimi. Ma il deficit della sanità è per caso sparito? E le clientele, i lobbismi, l’incentivazione dei privati, gli sprechi, sono stati intaccati? Per quanto ci riguarda sappiamo solo che per noi cittadini delle aree interne è diventato un calvario accedere ai servizi sanitari: tempi di attesa biblici, viaggi continui tra ospedali e ambulatori, spese inaudite, qualità della risposta scadente. Chi vuole curarsi deve pagare. Questa è la nuova filosofia imperante.
Dire che siamo amareggiati è poco, ma non per il nostro futuro di dipendenti pubblici (perché in qualche modo, noi ultimi moicani, da qualche parte finiremo la nostra carriera) quanto per il “raggiro premeditato” che non solo ha calpestato la dignità di un’intera popolazione, ma che ha distrutto definitivamente ogni residua parvenza di decoro dei nostri amministratori comunali.
A loro, pertanto, che pure abbiamo votato e sostenuto, va il nostro ultimo pensiero: è una vergogna indegna aver consentito di far morire questa Comunità con la connivenza e con l’inganno, e oggi che ancora fate finta di niente, dimostrate tutta la vostra inettitudine politica.

Ma anche la vergogna, come tutti i peccati, può essere riscattata col pentimento. E per noi cittadini onesti e truffati, l’unico atto utile e credibile di pentimento, come già un anno fa vi hanno chiesto più di 1700 cittadini, sarebbe quello delle dimissioni. Ma il pentimento, si sa, è un atto nobile di grande coraggio che forse non vi si addice, abituati come siete a sottomettervi acriticamente (e interessatamente) ad un potere sempre più viscido e seducente.
Un saluto e un grazie, invece, va a tutti quei cittadini che sempre hanno sostenuto con onestà e dignità le nostre battaglie. E anche se abbiamo perso, ci rimane l’orgoglio e l’onore di aver combattuto per il futuro della Comunità, non certo per il mantenimento di una misera poltrona.

Stigliano 9 Ottobre 2011

I dipendenti dell’ex  Ospedale Civile