“Tolto il sacramento dell’Ordine, noi non avremmo il Signore. Chi lo ha riposto là in quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la vostra anima al primo entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest’anima viene a morire [per il peccato], chi la risusciterà, chi le renderà la calma e la pace? Ancora il sacerdote… Dopo Dio, il sacerdote è tutto!… Lui stesso non si capirà bene che in cielo”.
Carissimi,
questo pensiero di San Giovanni Maria Vianney (1786-1859), curato d’Ars in Francia e proposto nel recente anno sacerdotale (2009-2010) indetto da papa Benedetto XVI quale esempio di vita consacrata per ogni sacerdote.
Nella mia formazione, iniziata prima nel Seminario Minore frequentando il Liceo Classico e poi nel Seminario Maggiore proseguendo con gli studi filosofici-teologici, questo santo è stato sempre per me il punto di riferimento per un sacerdozio esemplare, secondo il cuore di Dio per la crescita degli uomini. In modo particolare grazie all’ anno sacerdotale, vissuto negli anni culminanti del mio cammino di formazione, è accresciuto in me la volontà di affidarmi alla sua protezione per seguire i suoi esempi di vita sacerdotale. Per questi motivi ho scelto che la celebrazione di ordinazione presbiterale avvenisse il 4 agosto, giorno della sua memoria liturgica.

Il rito che vivrò con tutti voi, previsto alle 18.30 in Chiesa Madre, presieduto dal nostro vescovo Mons. Vincenzo Orofino e dai sacerdoti della diocesi e quelli miei amici sarà scandito in questo modo: i riti iniziali e la liturgia della Parola; dopo la proclamazione del Vangelo, sarò presentato al vescovo e verrà attestato che sono degno a ricevere tale ordine Sacro. Dopo il vescovo terrà l’omelia, al termine il rito prosegue con sei domande che il vescovo mi farà e a cui io risponderò “si lo voglio”. Domande in cui mi viene richiesto di: essere sacerdote per tutta la vita mettendomi a servizio dei fedeli; predicare il vangelo;  celebrare i misteri di Cristo; pregare; donare tutto se stesso a Dio per la salvezza degli uomini e infine la promessa di obbedienza. Dopo ha luogo la litania dei santi durante il quale mi prostrerò a terra, poi mettendomi in ginocchio avverrà l’imposizione delle mani del Vescovo e dei sacerdoti e la preghiera di ordinazione. Al termine hanno inizio i riti esplicativi con: la vestizione degli abiti sacerdotali, la stola e la casula; l’unzione con il sacro olio del crisma sul palmo delle mani, la consegna del pane e del vino e infine l’abbraccio di pace con il Vescovo e glia altri sacerdoti. La celebrazione prosegue normalmente con l’offertorio, la preghiera eucaristica, la comunione e i riti conclusivi.
Al termine della Celebrazione avrò la gioia di ricevere gli auguri e di vivere con l’intera comunità stiglianese un momento di condivisione.
Il giorno dopo, 5 agosto, alle ore 11.00 in Chiesa presiederò per la prima volta la Celebrazione Eucaristica.
E comincia per me un cammino nuovo, grande, un cammino di ministero sacerdotale che mi pone in modo incondizionato a servizio di Dio per portare il suo messaggio di amore e di salvezza agli uomini e le preoccupazioni e le gioie degli uomini a Dio.
Pregate perché sappia sempre donare tutto me stesso a Dio, superando le difficoltà, per compiere rettamente la volontà di Dio e da ciò diventare guida dei fedeli attraverso la via dell’annuncio della Parola di Dio e l’amministrazione dei suoi sacramenti per tutta la mia vita.

Don Vincenzo Cantore