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No al federalismo petrolifero e alla rapina delle risorse

La senatrice Adriana Poli Bortone è stato l’unico politico che, senza mezzi termini o linguaggi in politichese, ha definito “irrisorie le percentuali riconosciute dall’Eni alla Basilicata”, andando anche oltre, in tema di federalismo fiscale, affermando il principio di “territorialità dell’imposta” (le imprese devono lasciare le imposte dei loro profitti non dove hanno residenze fiscali, ma nei luoghi dove traggono i loro benefici).
In tema di petrolio l’Eni ha già attuato questa pratica della territorialità d’imposta (Fonte: “L’era del petrolio”, di Leonardo Maugeri, Feltrinelli Editore) in Iran nel 1957, quando decise di lasciare al Paese orientale il 50 per cento degli utili lordi sottoforma di imposte, da aggiungere al 50 per cento degli utili netti, per un totale complessivo del 75 per cento del valore commerciale dei barili estratti. Riservando per sé il 25 per cento dei barili estratti, oltre a tutto il ricavato della raffinazione e della vendita di benzina e derivati. Un protocollo di intesa che dà la misura di quanto è misero e neo-colonialista quel 7 per cento di elemosina che i petrolieri lasciano alla Basilicata e di quanto è provocatorio e umiliante il bonus benzina di 30 euro a patentato all’anno, pensato dall’opposizione lucana (ne esiste una?). Inoltre, stando a quanto affermato proprio al Copam 2011 dalla stessa Eni – ovvero che la “ricchezza” del sottosuolo lucano è stimabile in circa 50 miliardi di euro, da estrarre in circa 8 o 9 anni a 170 mila barili al giorno – abbiamo anche la dimensione della presa in giro subita dai cittadini lucani, dalla loro terra e dalle loro amministrazioni “beote”, visto che, stando alle ripartizioni attuali, ai petrolieri andrebbero 46,5 miliardi di euro e al territorio solo 3,5, dai quali bisogna anche far uscire i costi ambientali di un’attività fortemente impattante ed inquinante (i costi di salute se li piangono i cittadini visto che è accertato – Relazione Sanitaria Basilicata 2000 – che le patologie cardio-respiratorie intorno al centro oli di Viggiano sono triplicate rispetto al resto della regione).
L’intervento della senatrice pugliese di “Io Sud” è stata l’unica voce che abbiamo ascoltato a difesa di un’identità territoriale contro evidenti soprusi economici ed ambientali, mentre nulla è trapelato né da altri leader meridionali (pensiamo a Niki Vendola di SEL), né dall’opposizione lucana, né dal resto della maggioranza lucana (pensiamo a Felice Belisario di Idv) che non ha partecipato all’enfasi mediatica del Copam 2011 di Vito De Filippo&Co. (mentre c’era tutto il Pdl lucano in pompa magna, è il caso di dire).
Dal governatore lucano, la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – oltre alle verità economica e ambientali sulla filiera degli idrocarburi – sta ancora aspettando che comunichi agli agricoltori le reali cifre su quanta acqua le imprese minerarie “ruberanno” ai lucani per il futuro hub energetico. Perché, secondo la OLA, ai petrolieri e al loro affare del millennio, la nostra classe politica ha regalato non solo l’oro nero, ma anche l’oro blu, l’acqua: quasi l’intera diga del Pertusillo – che ricordiamo essere una ZPS, inserita in zona 1 del Parco Nazionale della Val d’Agri-Lagonegrese, ancora commissariato – sarà, infatti, sacrificata alle necessità delle future attività petrolifere, in una regione da tempo contraddistinta da “grandi manovre energetiche”, confermate ulteriormente dagli impegni di questi giorni del presidente della Regione. Il governatore De Filippo, infatti, “avrà un nuovo incontro con i sottosegretari Viceconte e Saglia per mettere a punto la bozza di intesa tra Regione e Governo sui temi dell’energia e delle estrazioni petrolifere in Basilicata da sottoporre, prima della definitiva sottoscrizione, alla valutazione del Consiglio regionale”, nonchè “sarà infine ricevuto dal ministro dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, per affrontare il tema legato allo sviluppo delle energie rinnovabili”. Verrebbe da sottolineare, come affermava Persio, che “la fame fa imparare presto tutti i mestieri”.

23 marzo 2011

da OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista)

 

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