L’Ospedale di Stigliano nell’oblio

L’Ospedale di Stigliano nell’oblio

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Ospedale di Stigliano, il Pronto Soccorso

Sono passati undici anni dalla imponente manifestazione del 30 settembre del 2006, indetta dai sindacati ospedalieri a difesa dell’Ospedale di Stigliano, che in base ad alcune leggi regionali e statali era destinato allo smantellamento totale.
In questi ultimi undici anni, grazie all’accondiscendenza della politica locale, al completo disinteresse delle forze sindacali, all’impegno maniacale di alcuni dirigenti della A.S.L, ad oggi la struttura ospedaliera situata nell'”Alta Collina Materana” di fatto è stata spogliata di quasi tutti i reparti e servizi,  comunque è considerata una inutile zavorra nel sistema sanitario regionale della quale bisogna disfarsene quanto prima.
Ai cittadini residenti nell’Alta Collina Materana non resta che rivolgersi ad altre strutture sanitarie, anche fuori regione, per risolvere problematiche più o meno serie, non trovando a volte in quelle “più vicine” adeguate risposte di SALUTE.

Riceviamo e pubblichiamo un esposto pubblico di ciò che accade nel punto di “Primo Soccorso” dell’Ospedale di Stigliano.

 

Salve a tutti!
Vorrei fare un esposto pubblico e rivolgermi soprattutto ai pazienti, possibili “fruitori” del nostro PUNTO DI PRIMO SOCCORSO (presso l’Ospedale di Stigliano).

[Ció che segue è una informazione, come è il mio solito fare. Lascio a Voi “giudicare” i contenuti che, credo, siano lontanissimi da diversa altrui interpretazione…].

Da tempo, nonostante le nostre continue richieste mosse all’azienda ospedaliera di competenza, riguardanti la necessità della presenza infermieristica in sede, noi Medici NON ABBIAMO OTTENUTO RISCONTRO per cui, spesso, ci troviamo ad affrontare condizioni di ESTREMA CRITICITA’…DA SOLI !
Perchè dico questo?
Ebbene….: benchè non si preveda, e non sia consentito, l’arrivo di un paziente critico nel nostro presidio con le ambulanze (perchè il nostro NON E’ INQUADRATO COME CENTRO PER IL TRATTAMENTO DEI CASI ACUTI, PER I QUALI SI DOVREBBE INTERPELLARE IL 118), puntualmente il paziente decide, di sua sponte, di recarsi in tal sede per il trattamento del suo malore…, sottovalutando il rischio al quale si potrebbe sottoporre… nel caso in cui, noi Medici, fossimo costretti a lavorare DA SOLI per gestire una sopraggiunta criticità estrema che richieda la presenza di un AIUTO per procedere (infatti la mia lamentela verte proprio su questo aspetto, OSSIA LAVORARE SENZA L’AIUTO DI UN INFERMIERE…sia chiaro!).
Questo non sarebbe un problema in caso la gravità fosse gestibile dal solo Medico (e per alcune patologie, potrebbe essere possibile).
Il problema si pone per il Medico, e ancor più per il RIANIMATORE, quando la gestione diventa complicata e necessita della presenza di una seconda unità (l’infermiere) che funga da supporto alle richieste del medico, e del Rianimatore ancor più (per i farmaci ed i presidi rianimatori che richiede in tempi brevi).
E’ ovvio che si allerti il 118 in tali casi…, ma potrebbe NON ESSERE DISPONIBILE, oppure sopraggiungere in ritardo sull’evento presso la nostra sede, evento già nel frattempo iniziato ad essere trattato dal Medico !!!
Capite bene che, L’ASSENZA DI UNA UNITA’ INFERMIERISTICA NEL NOSTRO PRESIDIO, RENDE INEFFICACE e FALLIMENTARE QUALSIASI INTERVENTO MEDICO (anche di un RIANIMATORE, come il sottoscritto), qualora fosse necessario praticare diverse procedure in itinere e INTERVENIRE CONTEMPORANEAMENTE SU PIU’ FRONTI per risolvere un problema di grande gravità presentatosi improvvisamente !
Vi faccio un esempio non legato a fatti accaduti e/o a persone:
Se, di sua spontanea volontà, si presentasse un paziente nel nostro presidio con EDEMA POLMONARE INGRAVESCENTE, il medico (o Rianimatore), in men che non si voglia (dopo aver allertato il 118, come da indicazioni aziendali…., e se disponibile):
1) allestisce e posiziona la Cpap (….)
2) assicura, nel contempo, un accesso venoso
3) inizia la terapia per il trattamento precoce dall’EDEMA POLMONARE….;
……ma se il paziente, in quel mentre, va in ARRESTO CARDIACO (per le gravi complicazioni che l’edema polmonare aveva iniziato a creare e che si stava cercando di risolvere), il Medico (o il Rianimatore), SE DA SOLO, NON PUO’ ASSOLUTAMENTE GESTIRE LA SITUAZIONE, in quanto dovrebbe preoccuparsi IMMEDIATAMENTE di:
1) eseguire la Rianimazione cardio-polmonare (procedura che non può assolutamente evitare di fare)
2) ventilare il paziente in arresto cardio-respiratorio (procedura che non può assolutamente evitare di fare)
3) infondere farmaci, contemporaneamente a tali procedure, atti al recupero della criticità cardiaca (arresto) in questione
4) infondere farmaci, per correggere le cause dell’arresto sopraggiunto (quale complicazione dell’edema polmonare).

CAPITE BENE CHE NESSUNO, DICO NESSUNO, POTREBBE FARE LA PIOVRA…E LA PRESENZA DI UNA SECONDA FIGURA (INFERMIERE O ALTRO MEDICO) E’ DI FONDAMENTALE IMPORTANZA PER LA GESTIONE DEL CASO CRITICO….ALTRESI’ INGESTIBILE !!!

NESSUN RIANIMATORE (o figura medica non specializzata nel trattamento delle estreme criticita’) POTREBBE RISOLVERE UN PROBLEMA DEL GENERE….DA SOLO, o qualsiasi altro che necessiti di manovre e/o di trattamenti paralleli e contemporanei !!!

A questo mio appello, si uniscono gli altri miei colleghi che lavorano presso il PUNTO DI PRIMO SOCCORSO dell’ospedale di Stigliano.

p.s. resta inteso che il paziente deve allertare il 118, SOLO per contare sulla presenza, oltre che del Medico, anche dell’infermiere che in casi come quello descritto….puo’ AGEVOLARE, PERMETTERE E FACILITARE il lavoro del Medico…, nel nostro caso IMPOSSIBILE, ESSENDO DA SOLI !
Giungendo presso il nostro presidio, infatti, l’assenza dell’infermiere (o di altro Medico, ancor meglio…) può rendere IMPRATICABILE L’ESECUZIONE CONTEMPORANEA DI PROCEDURE COMPLICATESI NEL CORSO DI TRATTAMENTO…, PROCEDURE CHE ESSENDO DA SOLI NON SI POSSONO ESEGUIRE……, pena L’INSUCCESSO PER CHIUNQUE MEDICO FOSSE PRESENTE (RIANIMATORE COMPRESO) !!!

In questo presidio, NON POSSIAMO LAVORARE DA SOLI …(E NESSUN RIANIMATORE, ANCOR DI PIU’ NELLO SVOLGIMENTO DELLE SUE MANSIONI, PUO’ LAVORARE DA SOLO IN CASI COME QUELLO SOPRA ESPOSTO, PER APPRODARE AL SUCCESSO TERAPEUTICO)!

Dott. Nicola Tancredi – Anestesista-Rianimatore

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