Lettera di Mons. Intini ai fratelli e sorelle della Chiesa di Tricarico

Lettera di Mons. Intini ai fratelli e sorelle della Chiesa di Tricarico

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CITTADINI DEGNI DEL VANGELO (Fil. 1,27)

LETTERA AI FRATELLI E SORELLE DELLA CHIESA DI TRICARICO

Di Sua Ecc. Rev.Ma Mons. Giovanni Intini

La premura verso la città dell’uomo e il bene comune sta a cuore anche alla comunità cristiana.

Infatti, secondo l’insegnamento del Concilio Vaticano II, non c’è niente di genuinamente umano che non trovi posto nel cuore dei discepoli di Cristo.

Dunque l’attenzione alla cosa pubblica coinvolge anche i credenti in Gesù, che consapevoli della necessità di dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, desiderano offrire il loro contributo di cittadini alla costruzione della città dell’uomo.

Nasce così la decisione di alcuni membri delle nostre comunità parrocchiali di impegnarsi direttamente in politica, candidandosi per il servizio in questa forma esigente di carità.

Ben venga l’impegno dei nostri laici cristiani adulti nel servizio amministrativo della cosa pubblica come segno di una crescita umana e cristiana che diventa testimonianza e responsabilità per il bene comune.

Tuttavia conviene fare attenzione a un fenomeno che spesso si verifica nei nostri paesi in occasione delle elezioni amministrative, quando le candidature di membri delle comunità parrocchiali in opposti schieramenti politici finiscono per dividere le comunità parrocchiali e trascinarle nella contesa con grave danno per la vita stessa delle comunità cristiane e il servizio formativo, caritativo e di testimonianza.

Una campagna elettorale è per sua natura competizione tra diverse opzioni e schieramenti politici contrapposti, ma la comunità cristiana non è schierata da una parte contro l’altra, poiché per sua natura essa è al di sopra delle parti, come grembo materno pronto ad accogliere tutti, dialogare con tutti e tutti soccorrere nel momento del bisogno.

La comunità cristiana svolge sempre, ogni giorno, “una attività politica alta” perché con il vangelo nel cuore si prende cura della città dell’uomo, ma non fa mai campagna elettorale in favore di nessuno; educa i fedeli laici adulti per una maturità umana e cristiana, lasciando al loro discernimento la decisione di impegnarsi nell’opzione politica che ritengono più a servizio del bene comune, secondo gli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa.

Perciò è opportuno che i laici delle nostre comunità parrocchiali che desiderano offrire la loro testimonianza nell’ambito politico e decidono di candidarsi, lascino gli incarichi o i ruoli che ricoprono nella comunità parrocchiale o diocesana, per poter partecipare liberamente alla competizione elettorale, senza pregiudicare il cammino ordinario delle stesse; in caso di mancata elezione potranno ritornare al loro servizio parrocchiale o diocesano, arricchiti dall’ esperienza fatta.

Nel caso di elezione potranno svolgere il nuovo compito come forma di testimonianza cristiana extra parrocchiale o diocesana, poiché anche questo compito, se svolto con competenza, onestà e spirito di servizio è una bella testimonianza di fede.

A questo proposito intendo rivolgere a quei fratelli e sorelle che desiderano impegnarsi nella politica l’invito a un serio e responsabile discernimento.

A volte si ha l’impressione che le nostre comunità cristiane siano considerate quasi come oasi protette, dove poter pescare persone che sono portatrici di valori sani, da poter candidare solo con l’ intento di portare voti, ma che dopo saranno semplicemente “signori o sognore si” che dovranno avallare decisioni prese altrove, senza poter esprimere il proprio parere ma soprattutto costretti a scendere a compromessi con la propria coscienza e la propria fede.

Questa diventerebbe una contro testimonianza e non vi renderebbe cittadini degni del vangelo.

Le nostre comunità cristiane devono formare laici adulti e maturi, capaci anche di decidere l’opzione dell’impegno politico amministrativo, ma laici, uomini e donne, liberi, responsabili e fedeli a Gesù Cristo, capaci di fare della loro coscienza un vero e proprio laboratorio di santità.

A questo proposito a tutti desidero offrire la lungimirante riflessione di don Primo Mazzolari, datata 1949 ma attualissima ancora oggi.

Scrive don Mazzolari:

don Primo Mazzolari

”Direte che non c’è un alto in politica e che, se mai, vale quanto la destra, la sinistra, il centro. Nominalismo mistico in luogo di un nominalismo politico: elemento di confusione e non di soluzione.

È vero che una nuova strada non cambia nulla se l’uomo non si muove con qualche cosa di nuovo, e che un paese può andare verso qualsiasi punto cardinale e rimanere qual è.

Ma se gli italiani fossero d’accordo su questo fatto, la fiducia della toponomastica parlamentare sarebbe felicemente superata.

Fa comodo ai neghittosi credersi arrivati per il solo fatto di muoversi da destra invece che da sinistra.

Sapere la strada o aver imbroccato la strada giusta non vuol dire camminarla bene o aver raggiunto la meta.

Il fariseismo rivive in tanti modi e temo che questo sia uno dei più attuali.

La giustizia è a sinistra, la libertà al centro, la ragione a destra.

E nessuno chiede più niente a se stesso e incolpa gli altri di tutto ciò che manca, atribuendosi la paternità di ogni cosa buona.

Non dico che siano sbagliate le strade che partono da destra o da sinistra o dal centro: dico solo che non conducono, perché sono state cancellate come strade e scambiate per punti di arrivo e di possesso.

La sinistra è la giustizia, la destra è la ragione, il centro la libertà. E siamo così sicuri delle nostre equazioni, che nessuno s’accorge che c’e gente che scrive con la sinistra e mangia con la destra; che in piazza fa il sinistro e in affari si comporta come destro; che l’egoismo di sinistra è altrettanto lurido come quello di centro, per cui destra, sinistra e centro possono divenire tre maniere di “fregare” allo stesso modo il Paese, la Giustizia, la Libertà e la Pace.

L’Alto cosa direbbe allora? Una destra pulita, una sinistra pulita e un centro pulito, in virtù di uno sforzo di elevazione e di purificazione personale che non ha nulla a che vedere con la tessera.

Come ieri per la salvezza non contava il circonciso né l’incirconciso, così oggi non conta l’uomo di destra né l’uomo di sinistra, ma solo la nuova creatura: la quale lentamente e faticosamente sale una strada segnata dalle impronte di Colui, che arrivato in alto si lascia inchiodare sulla Croce a braccia spalancate per dare la sua mano forata a tutti gli uomini e costruire il vero arco della Pace.”

Con questa riflessione accorata e saggia di don Primo Mazzolari, voglio auspicare e augurare a coloro che decideranno di dedicarsi all’impegno politico di farlo come “creature nuove” sull’esempio di Colui che regnò dalla Croce, servendo e non servendosi dei fratelli, fino al dono totale di se stesso.

Saluto tutti con affetto fraterno.

Tricarico, 30 Novembre 2017

Il vostro vescovo Giovanni

www.diocesiditricarico.it

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