Lampi di stampa: Luigi Mazzei alla scoperta di un’Italia minore

Lampi di stampa: Luigi Mazzei alla scoperta di un’Italia minore

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Luigi Mazzei

Riproponiamo a seguire l’avventuroso racconto di Luigi Mazzei pubblicato dalla rivista “LowRide Lifestyle Magazine” relativo al viaggio in solitaria da lui compiuto in sella alla propria Harley Davidson. 2600 km di pura emozione che lo hanno visto sfrecciare da Milano fino alla Basilicata e ritorno.

Settembre, 2014

My Italy Riding Alone: il ritorno alle origini

Poco più di 2600 km a/r dalla Lombardia, terra di adozione, verso la Lucania, mia terra di origine, percorsi “in solitaria” su statali e strade d’altri tempi in sella alla mia H-D Heritage Springer. Un viaggio dove, più che il tempo, contano i luoghi visitati, le persone incontrate.

Di Luigi Mazzei

Luigi Mazzei

Un viaggio in “solitaria” è un’esperienza che va oltre il “vivere la moto in sella alla propria moto”: comincia ancora prima del giorno di partenza. Bisogna studiare il percorso sulle carte stradali, pianificare le soste notturne, ma soprattutto prepararsi mentalmente a un viaggio dentro sé stessi, un mettere alla prova le proprie capacità di affrontare da soli eventuali imprevisti. È con questo spirito che intraprendo il ride da me denominato “My Italy Riding Alone”. Una transappenninica “in solitaria” verso la Basilicata in sella alla mia H-D Heritage Springer, privilegiando strade a “scorrimento lento” lungo una dorsale nord-sud-nord di un’Italia “minore”, dove quella “maggiore” è fatta di città solo più popolate.

Parto da Milano, verso Bologna, scendo a Firenze attraverso il Passo della Raticosa e quello della Futa e poi Siena. Proseguo lungo la “Cassia” in Val d’Orcia, con le colline senesi e i cipressi a far da cornice a una delle strade più panoramiche d’Italia, passando per antichi borghi come Bagnovignoni con la sua vasca d’acqua calda termale e pernotto a Genazzano nei pressi di Roma. Il giorno seguente, mentre affronto i tornanti che portano all’Abbazia di Montecassino, imponente sebbene ricostruita dopo essere stata completamente distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il pensiero va ai soldati morti per la libertà e per la democrazia.

Proseguendo sempre su strade interne, arrivo sotto una pioggia battente a salutare la Basilicata in prossimità del Vulture, per poi fare rotta verso i vicini Laghi di Monticchio: due specchi d’acqua incastonati nel verde della zona vulcanica circostante, mentre dall’alto domina la Badia di San Michele. “Questa terra è la mia terra”, cantava Woody Guthrie raccontando un’altra America. La mia è quella delle ginestre in fiore lungo la strada che si inerpica all’interno della foresta Gallipoli-Cognato, dei paesaggi e di paesi come Pietrapertosa sovrastato dalle Dolomiti Lucane, di Craco, ridotto a rovine per le frane degli anni ’70, di Matera, la Città dei Sassi proiettata a un rilancio dove turismo fa il paio con cultura, essendo una delle sei città candidate a Capitale Europea della Cultura nel 2019.
Anche la mia “solitaria” vuole rappresentare una testimonianza a favore di tale candidatura, coinvolgendo le persone incontrate e facendo apporre la loro firma sulla mia “Supporting Tee” per Matera 2019. L’incontro con i nuovi amici del Mother Chapter Indian Bikers Mc di Matera crea le premesse per future strade da percorrere insieme.

Ma è già tempo di ripartire. Ancora una volta riprendo strada lungo la dorsale appenninica tra il Matese e il Gran Sasso, arrivando in serata alle Gole di Antrodoco, teatro della prima guerra del Risorgimento. Il giorno seguente percorro la “Salaria” e giungo al Lago di Piediluco, mentre pochi km dopo si apre lo scenario delle Cascate delle Marmore e poi quello di Castiglione del Lago, borgo storico sul Trasimeno.
Ormai è giorno inoltrato e devo fare ancora molta strada, è quindi inevitabile dover imboccare l’autostrada per arrivare a casa prima della notte.
Bruce Chatwin, infaticabile viaggiatore d’un tempo, era solito dire che il viaggio non allarga i propri orizzonti, li costruisce. Quando penso ai miei, costruiti in questi tre anni di “My Italy Riding Alone”, li vedo negli occhi di Ciro Esposito, amalfitano, innamorato pazzo dell’Easy Rider-Peter Fonda, icona biker, nell’ospitalità di Annarita e Felice con i quali, benché sconosciuto ospite del loro b&b, ho condiviso in amicizia la loro tavola, oppure ancora nei ragazzi che con entusiasmo si adoperano per Matera 2019, affinché questa città non sia più ricordata come “vergogna nazionale”, ma come segno evidente di un ritrovato orgoglio e di un retaggio culturale che affonda le sue radici nella storia dell’umanità.

 

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