La lampadina che accende la speranza

La lampadina che accende la speranza

- in Spettacolo
191
0
Stigliano Eventi

Stigliano Eventi rigetta al mittente le insinuazioni sul finanziamento de “La leggenda del drago”. Se dietro ad una fonte luminosa può celarsi una d’inquinamento…Ci sono persone che si preoccupano di vedere la luce che emette la lampadina dello sponsor dell’evento. Persone alle quali piace vedere chiaro. È un esercizio legittimo, che nessuno può proibire o vietare. Ci sono anche persone che, ritenendosi unici custodi dell’ambiente, si preoccupano di vedere se l’energia che serve per accenderla sia una energia pulita oppure no. Quelle persone che – navigati uomini di mondo, sapienti conoscitori dell’animo umano e delle sue debolezze – percepiscono (anzi, vedono!) il torbido dove gli altri vedono il chiarore. Loro sanno, certamente più di quanti – ingenui e sprovveduti – credono di sapere. Si insinua, fino a far incuneare nelle menti del lettore, che la Gavazzi Green Power vorrebbe comprare il silenzio (prima) e la simpatia (poi) delle popolazioni residenti nell’area di Stigliano. Qualcuno supera, addirittura, la misura sostenendo che gli organizzatori avrebbero venduto il paese per poche migliaia di euro (quelle che sono servite per organizzare l’evento ndr). Dimenticano – tuttavia – che un intero Consiglio comunale (maggioranza ed opposizione) circa quindici anni fa, dopo aver invitato la citata Società, ha approvato con apposita delibera il piano industriale della Gavazzi Green Power. Non solo. Si dimentica che la Cassazione ha dato valore alle ragioni rivendicate della citata Società. Sicchè, il favore o la contrarietà vengono, di fatto, annullati dalla citata sentenza. C’è di più. Stupisce non poco come l’attento osservatore delle gigantografie (cinque in tutto, tre a Matera, una  a Stigliano e l’altra a Sant’Arcangelo, nessuna sulla costiera jonica!) non abbia visto il logo del POV (Piano Operativo Val d’Agri), principale sponsor della manifestazione. Forse perché quest’ultima è la struttura deputata ad assegnare le risorse derivanti dalle royalties ai paesi interessati da attività estrattiva di petrolio? Quella struttura che ha consentito (e meno male!) al comune di Gorgoglione e quello di Aliano (gli stessi comuni che più di altri capeggiano la contrarietà alla Gavazzi) a ridare lustro ai propri territori, ai propri centri storici. A finanziare eventi. Per loro, “pecunia non olet”! Per altri, invece, vale il contrario. E’ stato così che, noi organizzatori dell’evento “La leggenda del drago”, “ingenui e sprovveduti”, abbiamo chiesto alla Gavazzi e al POV di sostenerci. Non sono stati loro a chiederlo. Per amore della verità. In questa richiesta abbiamo incontrato – da parte della Gavazzi – legittime perplessità, dubbi sull’opportunità di sponsorizzare l’evento. Dubbi sciolti e chiariti dalla valenza della manifestazione. L’inquinamento non è quello che la Gavazzi o che l’attività estrattiva del petrolio (da cui derivano le royalties che fino ad oggi  – e per i prossimi 20 anni – hanno consentito ai comuni di Gorgoglione ed Aliano di svolgere attività altrimenti impensabili o irrealizzabili) potrebbero portare sul nostro territorio. L’inquinamento vero è quello che gli “Illuminati” portano nelle menti e nella coscienza delle persone, come nella migliore tradizione degli imbonitori di fiera. Ma tant’è. 200 comparse, decine di volontari che hanno sacrificato le loro vacanze, le loro famiglie, i loro interessi, per mettere in piedi uno spettacolo che merita ben altri riconoscimenti che quelli legati allo sponsor. Persone che non sono più disposte a tollerare attacchi alle loro moralità. Persone con tanto di nome e cognome. Persone serie e cristalline, chiare ed oneste (così come seri e cristallini sono i dirigenti dei due sponsor maggiori!). Dirigenti che, vorrei ricordare a colui che ignora, molto più vicini e conoscitori delle nostre tradizioni di quanto qualche “Illuminato” possa credere e lasciar credere. Avremmo avuto piacere se gli “Illuminati” avessero messo in risalto il progetto di comunità che questa collettività, anche per il tramite della leggenda del drago, sta portando avanti. Avremmo avuto piacere se gli “Illuminati” avessero evidenziato come grazie alla leggenda del drago siano stati spesi a Stigliano, nelle due edizioni, qualcosa come 40.000,00 euro. O come – grazie all’organizzazione – sia nato il Coro Polifonico “Di Lucia”, sia accresciuta l’offerta turistica (chiedere agli operatori per credere), siano stati avviati ad esperienze di artisti di strada 15 ragazzi stiglianesi. Avremmo avuto il piacere a vedere il comitato sui Calanchi, il noto fisico di origini stiglianesi, a fianco della protesta per la difesa dell’ospedale di Stigliano, considerata la loro sensibilità verso le tematiche legate alla salute pubblica. Ci chiediamo, infine, quanto abbiano liberamente offerto per sostenere l’iniziativa (l’offerta andava messa in una damigiana di vetro, trasparente, damigiana che messa al contrario assomiglia molto ad una grande lampadina…certamente vista dagli attenti osservatori “Illuminati” ndr). Noi speriamo di aver acceso la lampadina della speranza, non quella del dubbio. Noi, cari stimati “Illuminati”, viviamo a Stigliano tutto l’anno. Non osserviamo da lontano e siamo fortemente impegnati per rilanciare il nostro territorio ed evitare o mitigare l’esodo dei nostri ragazzi. Dove sono diretti solo Dio lo sa! Forse  in territori non scevri da inquinamento. Territori, con tutta  probabilità, abbondantemente inquinati e a rischio per la “loro” salute pubblica. Noi vogliamo impedire o limitare la malinconia dell’abbandono dei “nostri” figli! Altri, evidentemente, no.

 

Stigliano Eventi

www.stiglianoeventi.org

Stigliano 16 agosto 2010

 

 

Home » La lampadina che accende la speranza » Eventi 2010 » La Leggenda del Drago 2ª edizione

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

Eventi del fine settimana e Festività della Beata 2017

A Stigliano, Domenica 24 Settembre, avranno luogo i festeggiamenti, civili e religiosi, dedicati a Santa Maria la Beata.