L’ospedale serve solo agli stiglianesi?

L’ospedale serve solo agli stiglianesi?

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Ospedale di StiglianoOspedale di Stigliano

Ospedale Stigliano – Pur riconoscendo nell’intervento dell’amico Nicola l’opera di un professionista preparato per simili emergenze, non posso non nascondere il compiacimento, la gioia che un evento smile ha generato in me e che dovrebbe generare in ciascuno di noi. Una vita è stata salvata grazie alla professionalità di un equipe degnamente coordinata dal dott. Tancredi.
Un intervento che, se si fosse realizzato a Bari, piuttosto che a Potenza, sarebbe ricaduto nell’ordinario.
La straordinarietà non risiede, quindi, nell’opera del professionista, sulle cui degne capacità esiste una convergenza unanime, ma, piuttosto, nel sistema sanitario proposto e nella struttura in cui quest’impresa si è compiuta. È questo che il primo articolo evidenziava. Si è sottolineato come la tempestività del trattamento sia stata decisiva e come drammaticamente tardiva sarebbe stata senza un punto di soccorso di riferimento o seguendo quanto previsto e voluto dal Piano Sanitario: i tempi del 118, sempreché non impegnato in altre emergenze,  non erano compatibili (né lo sono) con il grave rischio che il bambino stava sopportando.
Ora, qualcuno ha sottolineato come l’ospedale di Stigliano, il PTS di Stigliano, in questo o in casi simili, ha una valenza solo per gli stiglianesi, mentre non la avrebbe per i cittadini dei paesi viciniori, intravedendo, forse, in simile circostanza, un egoismo che si tradurrebbe in un colpevole mancato riconoscimento per i diritti altrui o in un voler ignorare tale negazione.
Ok. In disparte la grande considerazione e attenzione che dobbiamo ai nostri amici dei paesi vicini, possiamo, dobbiamo evitare di richiedere un presidio che salvi la vita solo perché altrove non esiste? O possiamo credere che il padre, la madre del bambino di fronte alla prematura scomparsa del loro figlioletto avrebbero sofferto meno sapendo che analoga sorte sarebbe capitata ad un bambino di Cirigliano o di Accettura, peraltro, gli unici due paesi della Montagna materana privi della Guardia medica feriale?!
Non mi pare che si possa condividere una simile ipotesi, perché a Stigliano un ospedale esisteva. Peraltro, prevalendo un simile ragionamento dovremmo sostenere o tollerare la chiusura della scuola media che a Cirigliano non c’è. Né mi pare che si possa sostenere con quel concetto che, condiviso e propagandato da coloro che hanno la visione “globale”, compreso qualche autorevole rappresentante della nostra comunità, a furia di sentircelo dire e ripetere, ha convinto alcuni: i costi della sanità non consentono di avere un ospedale “sicuro” a Stigliano.
È come dire che una strada costellata di buche deve essere chiusa al traffico, non riparata o che i pochi cittadini residenti non hanno diritto a collegamenti adeguati e sufficienti perché i costi da sostenere, in proporzione ai fruitori,  non giustificano il loro peso finanziario. È come dire che il diritto/dovere allo studio deve essere riconosciuto solo a quei bambini che vivono in realtà più popolose.
Se si condividono tali ultime osservazioni allora non rimane altro da fare che abbandonare il territorio, abbandonare il Paese e trasferirci in massa altrove, là dove i nostri ideali di giustizia ed equità sociale possano trovare diritto di cittadinanza. Là dove le tasse pagate abilitano servizi mentre da noi li deprimono.
Un ultima considerazione sull’osservazione che la professionalità sia frutto di “esperienze” e non di “preparazione”.
È innegabile che la ricorrenza nell’affrontare situazioni di emergenza-urgenza conduce ad un arricchimento del proprio bagaglio, ma non mi pare che la mancanza di “occasioni” si possa ritenere svilente di una professionalità né che per valorizzarla si debba necessariamente ricercarla altrove o in altre persone.

Franco Micucci

 

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