Jimmy Savo: il lucano di Stigliano che conquistò Broadway e il cinema americano

Jimmy Savo: il lucano di Stigliano che conquistò Broadway e il cinema americano

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Jimmy Savo

Dal vaudeville al burluesque: una storia avvincente, che si snoda tra Stigliano e New York, tra Broadway e Guardea, in Umbria, dove morì e dove è sepolto. Sacrifici, successi, amori e vicissitudini del figlio di un calzolaio che emigrò in America e dopo soli 5 giorni tornò al suo paese in provincia di Matera

di Angelomauro Calza

Quella di Vincenzo Rocco “Jimmy” Savo, attore poliedrico e artista vero, che spaziava dal teatro al cinema, è una storia avvincente, che si snoda tra Stigliano e New York, tra Broadway e Guardea, in Umbria, dove morì e dove è sepolto.

Jimmy Savo
Jimmy Savo

Ma iniziamo da suo padre, Giuseppe Savo da Stigliano, che è probabilmente il detentore di un record particolarissimo, l’emigrante che ha vissuto meno di tutti nel Paese che lo ha accolto: appena 5 giorni. Praticamente il tempo che la nave che lo aveva portato a New York scaricasse le mercanzie, facesse il pieno di carbone e ripartisse. Di mestiere faceva il calzolaio, e probabilmente il nuovo mondo non gli fece una buona impressione, se non resistette manco una settimana. Però fascino del sogno americano e bisogno evidentemente combattevano con il suo sentimento di non lasciare Stigliano e la Basilicata, tanto da affrontare altre due volte la traversata. Infatti, ritornato dall’America la prima volta, sposò la compaesana Carmela Baione, dalla quale ebbe due figli, Lucia e Jimmy. Alla morte della moglie, avvenuta quando i bambini hanno solo 5 e 3 anni, Giuseppe ritorna a Stigliano dove provvede a registrare il battesimo di Vincenzo Rocco “Jimmy”, avvenuto materialmente negli Usa. (Questo fatto causò non pochi problemi a Vincenzo Rocco “Jimmy”, che fu chiamato al servizio di leva, ma non si presentò mai essendo in America.

Per vent’anni fu dichiarato disertore, poi, come per legge, l’accusa cadde ndr). Dopo qualche mese si risposa con Maria Rosa Rago, e la famiglia ritorna a New York. Jimmy cresce nel Bronx, insieme alle bande di ragazzi che infestavano le strade del quartiere, e non aveva buoni rapporti con tedeschi e irlandesi, e spesso, per sfuggirgli, correva in mezzo al traino delle carrozze che passavano, tra i cavalli, riuscendo ogni volta a non finire sotto gli zoccoli.

Jimmy SavoE aveva anche un modo molto particolare di mettersi in mostra ad una ragazza che voleva conquistare, Anita: faceva roteare dei sassi sulla sua testa. Tutto andò bene finchè uno di questi non gli procurò una ferita sulla fronte che lasciò un segno indelebile. Durante una processione dedicata a Santa Maria, cui partecipavano tutti gli stiglianesi provenienti da tutti i quartieri di New York “adotta” una cagnolino, Nelly, un meticcio per metà pastore scozzese e per metà cane di San Bernardo con il quale trionfa nella sua prima esibizione in pubblico, una “serata del dilettante”, che fu per lui il trampolino di lancio nel mondo dello spettacolo. Lo spettacolo era la sua passione, tanto che elesse le strade di Broadway a sua dimora e palcoscenico: è lì che fece lo strillone e cantava e ballava e si esibiva come mimo, equilibrista, giocoliere, e campava con quel che la gente gli lasciava nel cappello. La sua vita, gli aneddoti, le storie, gli amori e le delusioni sono stati raccolti e narrati nel libro “I bow to the stones”, “Mi inchino alle pietre”: lui raccontava e la seconda moglie Nina, al secolo Lina Farina, scriveva. Lei era giornalista e raccontava la vita e le vite degli immigrati di New York. Il titolo riprende un monito che il padre di Jimmy era solito ripetergli, “inchinati alle pietre” insegnandogli ad affrontare gli imprevisti della vita con tutta la dignità e il coraggio possibili, “lucanamente”.

Jimmy Savo
Jimmy Savo

La sua carriera artistica inizia con il vaudeville, poi evolutasi nel burluesque, una evoluzione non tanto dettata da necessità di sperimentare nuove espressioni artistiche, quanto, come lo stesso Savo ebbe modo di spiegare, perchè “… costava molto viaggiare con un cavallo e uno struzzo. Dovevo far fare delle gabbie per loro e pagare per l’eccesso di bagaglio sul treno. Decisi che il vaudeville era troppo costoso. Qualcuno mi suggerì di entrare in una compagnia dì burlesque perchè sarei stato parte dello spettacolo e loro avrebbero pagato tutte le mie spese di viaggio. Perciò feci un contratto con un direttore di burlesque…”. Il suo debutto a Broadway avvenne nel 1924, insieme ad un nome famoso dell’epoca, quel Fred Allen che lo volle con sé in “Vogue”. Da allora Broadway non lo lasciò più: in vent’anni la sua faccia e il suo nome sono sui cartelloni per oltre 900 serate, in diversi spettacoli, si parla di almeno 10 diverse messe in scena. Contemporaneamente anche il cinema inizia ad interessarsi a lui, e gira 11 film da protagonista e alcune comparse in spettacoli televisivi.

Il lavoro teatrale che lo rese davvero famoso e che per lui rappresentò il grande successo fu una commedia musicale ispirata ad un’opera giovanile di Shakespeare, un libero adattamento della Commedia degli errori che sul palco divenne “The boys from Syracuse”, andata in scena ininterrottamente dal 23 novembre 1939 al 10 giugno dell’anno successivo: ben 235 repliche! Le musiche erano di Richard Rodgers e i testi delle canzoni di Lorenz Hart, affiatatissimo in coppia con l’amico Jimmy Savo, insieme sin dagli esordi.

La regia era di George Abbott e, soprattutto, le coreografie di colui che ancora oggi è considerato uno dei più grandi ballerini del secolo scorso, George Balanchine.

Jimmy Savo – l’annuncio di una prima il 20 maggio
Jimmy Savo – l’annuncio di una prima il 20 maggio

Altro grande successo fu “Mum’s the world”, del 1940, scritto interpretato e prodotto dallo stesso Jimmy Savo, in pratica si trattava di un “one man pantomime show” che ebbe il gradiento del pubblico anche più esigente proprio perché metteva in mostra le grandi doti performanti di Jimmy. Il suo più grande successo cinematografico fu invece “Once in a Blue Moon” dove recita da protagonista assoluto nei panni di un artista circense nella Russia pre-rivoluzione bolscevica del 1917(https://www.youtube.com/watch?v=g2nBh9xrPCM), costruito più che altro sulle sue esperienze di vaudeville.

Un famoso e severo critico dell’epoca, Brooke Atkinson S., così recensì: “In “Once in a Blue Mon ” eccezionale performance dello “squisito e adorabile clown Jimmy Savo “, amabile, ‘fragile, infinitamente toccante. “Gli occhi brillanti, le lucide, paffute guance, la bocca allegra, il colletto clericale, rappresentano l’apoteosi di Jimmy.

Ad interessarsi alla vita di Vincenzo Rocco “Jimmy” Savo, è Franco Della Rosa che dopo anni di ricerche mette online i frutti delle sue ricerche, e dal 2016 a lui si affiancano Felice Lacetera, con un suo sito dedicato, www.jimmysavo.altervista.org, Rocco De Rosa ed un gruppo di Stigliano. Dai loro studi si legge che “…Come ci ricorda Lina Farina, il Café Society , il più prestigioso night club di NewYork, fu chiuso nel 1947 in seguito al rifiuto dei Josephson, i proprieri del locale, di comparire davanti al Comitato per le Attività Antiamericane, comitato che mise sotto accusa e tacciò di comunismo Charlie Chaplin, Walt Disney, Robert Taylor e Gary Cooper. Sotto inchiesta anche scienziati come Albert Einstein e Julius Robert Oppenheimer, il padre della bomba atomica.

Non è difficile immaginare che abbia ottenuto attenzioni particolari anche Jimmy Savo che, nell’ottobre del 1943, pubblica un articolo denuncia sulla rivista “The New Masses“ un giornale marxista statunitense, uscito regolarmente tra il 1926 e il 1948, e che, verso la fine degli anni trenta, sostenne il Fronte popolare del Partito Comunista degli Stati Uniti d’America come risposta all’avanzata del fascismo in europa e, successivamente, alla Guerra civile spagnola.

Jimmy Savo
Jimmy Savo

L’anno della chiusura del Cafè Society, il 1948, è anche l’anno della chiusura della rivista marxista. L’articolo denuncia di Jimmy parla della povertà di gran parte del popolo italiano, prendendo in esame quello che aveva visto di persona ih Italia e che accadeva nella bonifica delle paludi pontine o nel suo soggiorno a Guardea:

“So che dove viveva Costantino c’era un ragazzo di 12 anni, Alfreduzzo, che in tutta la sua vita, aveva mangiato solo un uovo. E Alfreduzzo non aveva scarpe. Perciò non poteva andare a scuola. Per andare a scuola e imparare l’ABC, in Italia, un bambino deve avere le scarpe”

La posizione avversa alla guerra e alle decisioni del fascismo non penso gli sia servito per sfuggire ai sospetti della Commissione governativa americana e, forse, anche per questo Jimmy comincia a tornare in Italia con una certa frequenza. Nell’estate del 1938, infatti, Jimmy è in Italia, in Umbria, a Guardea, in provincia di Terni, deve recarsi su un poggio su cui, sin dal medioevo, sorge un piccolo borgo, con 19 abitanti, stretti attorno ad un maestoso castello, regalo del papà della Farina alla figlia, in occasione del suo matrimonio con Jimmy. Così Jimmy intraprende, con la moglie, un viaggio in Italia, allo scopo di “curare le sue proprietà”

L’ultimo tratto del viaggio, a dorso di mulo, lo catapulta in una realtà difficilmente immaginabile, che lo coinvolgerà come non mai, descritta nel romanzo breve “Little world,Hello!”.

al centro Jimmy Savo
al centro Jimmy Savo

L’intenzione era di ripartire immediatamente ma ciò che trova lo trasforma da piccolo signorotto feudale come viene trattato con referenza e rispetto, in un agente di promozione sociale e civile, che valorizza, integra, apprezza l’umanità, dovunque la si trovi, cercando di realizzare una utopia comunistica e comunitaria.

Si fermeranno e cominceranno a risanare il luogo, dal tetto del castello che fragorosamente perde pezzi che si abbattono su stanze e cortili; ma non solo del castello, anche di tutte le case dei suoi abitanti. Comprerà altra terra, riorganizzerà la produzione agricola ed offrirà a tutti il suo vino e il suo aiuto. Riparte per l’America, a malincuore, ma lo attende la rivista musicale più importante della sua carriera, “The Boys from Syracuse”, che abbiamo già ricordato. Tornerà a Guardea tutti gli anni, per tre mesi estivi”.

“… D’allora in poi la carriera di Jimmy si dispiegò in tutta la sua grandezza. Oggi i critici lo considerano uno dei più grandi mimi di questo paese. Brooks Atkinson scrisse: “Jimmy appartiene all’aristocrazia della professione insieme e Charlie Chaplin, a Joe Jackson, ai Fratelli Fratellini.” Ritratti di Jimmy, eseguiti da parecchi artisti americani, sono presenti nei musei; E.E. Cummings ha celebrato il suo genio in una poesia; i suoi fan sono legioni e appartengono ad ogni condizione sociale. Savo vive a New York con sua moglie Nina. E’una figura familiare a Central Park, i cui uccelli e scoiattoli possono sempre contare su di lui per un pasto gratis. È anche amico dei cani randagi e un appassionato pescatore. Glibert Seldes scrisse una volta di Savo: “Lui é sempre dolce, com’é dolce l’acqua fresca,” È questo il sapore di ‘Salve, piccolo mondo!”

Il 6 Aprile del1954 il New York Times titola

JIMMY SAVO PROGETTA IL SUO RITORNO ALLE SCENE;

un Musical basato sul suo romanzo, ‘Little World, Hello,’

Jimmy Savo, esponente dell’Arte della pantomima, tornerà a Broadway, la prossima stagione. in un musical basato sul suo romanzo breve, “Little World, Hello”.

Questo progetto non sarà realizzato: Jimmy morirà a Guardea il 3 Settembre del 1960 e li sarà seppellito.

DOCUMENTAZIONE

Dal sito http://www.grupporicercafotografica.it/jimmysavo.htm, che vi invitiamo a visitare, riportiamo i link per visionare il materiale video che riguarda Jimmy Savo ad oggi recuperato

I FILM

“Merry-Go-Round of 1938″ è stato il primo (e ultimo) film del progetto

di una serie di film che mettono in luce i migliori talenti di Broadway.

Tre star della Great White Way: il comico Bert Lahr, l’artista pantomime Jimmy Savo

e il monologhista Billy House-team con il veterano di Hollywood, il ruba scene Mischa Auer.

La trama vede i nostri quattro eroi prendersi cura di una graziosa ragazzina.

Secondo film recuperato in dvd (F.D.R. – marzo 2015) “Carosello del 1938”

Film ► https://www.youtube.com/watch?v=303DU6XD5P8

“Carry on Sergeant” è un film realizzato in Canada nel 1927-28.

Tratta di un gruppo di lavoratori che decidono di arruolarsi nella Grande Guerra

e di sbizzarrirsi nei risvolti d’essere soldati, tantoché uno di loro si sposa una cameriera francese.

Terzo film recuperato, segnalato da Sig. Rocco Derosa (novembre 2015) “Proseguire, sergente!”

Film ► https://www.youtube.com/watch?v=_AlsPDkK_FA

“All-Star Summer Revue“ è una trasmissione televisiva andata in onda negli Stati Uniti all’inizio

degli anni ’50. L’attuale registrazione, di circa 60′, contiene tre pezzi di Jimmy ed è del 1952.

Jimmy Savo

Jan Murray * Les Dassies

Tommy Wonders & Margaret Banks

Dorothy Claire

Quarto film recuperato, inviato dal Nuovo Messico dallo studioso del Vaudeville Sig. Frank Cullen (marzo 2016)

Film ► https://www.youtube.com/watch?v=O1ZlqRJ7Q44

LA VOCE

La voce di Jimmy Savo in: “One Meat Ball” www.youtube.com/watch?v=aDoG769vo_w

L’ABITAZIONE DI NEW YORK

Il filmato della residenza newyorchese di Jimmy al Central Parck South, 210 – int. 19

https://www.youtube.com/watch?v=frfBXTGJ2Xo

 

Articolo  di Angelomauro Calza

 

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