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Intervista ai neo Sindaci della Diocesi di Tricarico

Intervista di Anna Giammetta al nuovo Sindaco di Stigliano Antonio Barisano sul periodico Fermenti della Diocesi di Tricarico

1. Quali sono le ragioni di un impegno così forte, quale quello di un Sindaco, in questo momento di estrema crisi economica e culturale?

A.B. La passione politica, l’impegno civile e sociale sono le motivazioni di fondo che spingono all’assunzione di responsabilità amministrative, nella consapevolezza che le difficoltà sono tante ma al tempo stesso sono lo stimolo a profondere impegno e a mettere al servizio della comunità la propria persona e le proprie idee.

2. Il comune di Stigliano per diversi anni è stato punto di riferimento sanitario per tanti paesi limitrofi . Oggi che la realtà ospedaliera è molto esigua e non riesce più a dare risposte adeguate al territorio in cosa si identifica la vocazione di questo posto?

A.B. Stigliano non ha rappresentato solo il riferimento sanitario del comprensorio con il presidio ospedaliero, ma un riferimento politico e socio economico dell’area. La vocazione di questo territorio deve essere rappresentata dal ritrovare quel dinamismo siocio-politico economico che le consenta di ritrovare una propria identità e quell’impulso che nel tempo si è disperso. Oggi dovremmo stimolare una vocazione ambientalista che consenta di valorizzare le principali risorse naturali di cui disponiamo, agricoltura, ambiente e energia alternativa. Puntando sulla green economy potremmo creare le condizione di una fi liera produttiva che
valorizzi le risorse naturali disponibili.

3. “Non ci si improvvisa amministratori”. Molti cittadini ormai, la pensano così. Anche il vescovo di Tricarico, Orofino, ritiene che occorre prepararsi e per fare ciò ha organizzato qualche mese fa, per tutti coloro che lo desideravano ma soprattutto per gli operatori socioculturali e politici, un corso di Dottrina sociale della Chiesa curato dall’Ufficio Diocesano di Pastorale per il Lavoro e la Cultura. Cosa pensa di questa “ingerenza”.

A.B. Non credo che si possa parlare di ingerenze quando si mettono in campo proposte costruttive e culturalmente rilevanti. Non ho mai pensato che ci sia nell’essere umano l’onnipotenza, per cui ripiegarsi umilmente sulle proposte serie e propositive e’ sicuramente un modo per migliorarsi senza timore di invadenza perché, ciascuno di noi nel rispetto del proprio ruolo, delle proprie capacità e competenze, deve essere parte della società apportando valori e idee che non sono patrimonio esclusivo di qualcuno.

Anna Giammetta

dal periodico Fermenti n° 119 maggio-giugno 2012

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