Intervista a Giuseppe Palladino, autore del libro “Il colore delle emozioni”.

Intervista a Giuseppe Palladino, autore del libro “Il colore delle emozioni”.

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Palladino Giuseppe

Giuseppe Pio Palladino è nato a San Giovanni Rotondo il 5 ottobre 1961. Infermiere di professione, si definisce un sognatore. È sposato con Leopoldina e ha due figli: Alessandra, pianista, e Antonio, novizio nei frati cappuccini. Il colore delle emozioni è la sua prima opera letteraria.

Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?

Ho sempre avuto la passione di scrivere.
Infatti nella presentazione del libro Il colore delle emozioni, confesso che all’età di tredici-quattordici anni circa, avevo iniziato a scrivere un racconto d’avventure, tutto restò però un sogno chiuso in un cassetto, perchè interruppi di scriverlo dopo due capitoli.
La passione se veramente poi è sentita e hai nell’animo la voglia di farla uscire fuori, prima o poi, questa si manifesta.
Quindi alla base ci deve essere innanzitutto la sensibilità di comunicare qualcosa, senza di essa non potrà mai scattare nessuna scintilla

Giuseppe Pio Palladino, Il colore delle emozioni

Ci vuole dire perché questo titolo?

Al giorno d’oggi, abituati alla routine, al via vai della quotidianità, al dare tutto per scontato, alla superficialità, provare un’emozione è diventata una cosa rara, come se non fossimo più abituati a saperci emozionare; ma basta fermarsi, ogni tanto, un attimo a guardare la vita sotto un altro aspetto e ci accorgiamo che siamo circondati da situazioni che possono regalarci un’emozione.
Fortunatamente resistono dentro di noi quelle emozioni, chiamiamole personali, come ad esempio: essere innamorati e voler bene ad una persona cara, oppure la nascita di un figlio e poi vederlo crescere; ma se usciamo un pò fuori dalla sfera privata, ci rendiamo conto che emozionarci per qualcosa, diventa più difficile, come se avessimo i paraocchi davanti l’anima, che non ci lasciano scorgere se non soltanto le cose legate alla quotidianità.
Emozionarsi e poi riuscire a dare anche un colore alle varie emozioni, significa dare più senso alla nostra vita, significa vivere positivo.
Da qui il titolo Il colore delle emozioni.

Quanto tempo ha impiegato per concluderlo?

Scrivo poesie da poco più di due anni, e con una certa regolarità, avendone scritte nell’arco di questo tempo, circa 250.
Inizialmente non era prevista nessuna pubblicazione, ma circa un anno fa presi la decisione di mettere su un libro le mie emozioni.
Il colore delle emozioni contiene poco più di cento poesie, scelte a caso e senza nessun ordine cronologico; per portarlo a termine, nel senso di vederlo pubblicato, ci son voluti 7-8 mesi.

Tra i suoi progetti c’è anche quello di proseguire la sua carriera di autore?

Sì, credo di proseguire nella carriera di autore.
Sicuramente è un argomento che mi stimola, avendo una certa sensibilità artistica. Naturalmente ci potranno essere alti e bassi, ma non è questo che mi preoccupa, sapendo benissimo che l’ispirazione e la vena poetica non sono in vendita al supermercato, ma, come dicevo prima, basta avere la passione e la voglia di manifestarla.

Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?

Svolgo un’attività abbastanza impegnativa. Lavoro come infermiere in un grande Pronto Soccorso. Grande per importanza e per la notevole affluenza di utenza; impegnativo perchè si deve dare il massimo in questo tipo di lavoro e non importa se a fine turno si ritorna a casa stanchi, però certamente gratificati nell’aver aiutato qualcuno.
Come scrivo nelle note biografiche contenute nel libro, mi considero un estroso e amante delle cose belle, mi piace l’Arte in qualsiasi forma essa sia espressa.
Mi ritengo, inoltre, una persone mite, equilibrata ma soprattutto sensibile.
Sono felicemente sposato da ventiquattro anni con Leopoldina, grande amore della mia vita a cui è dedicato il libro. Ho due figli: Alessandra, laureata in Didattica della musica e pianista e Antonio, che avendo deciso di seguire le orme di San Francesco, è attualmente Postulante nei Frati Minori Cappuccini.

Come esprime la sua creatività? Concentra la sua creatività nella scrittura o usa altre forme espressive?

La mia creatività attualmente la concentro tutta ed esclusivamente nel comporre poesie.
Ho scelto la forma espressiva poetica perchè la considero più estrosa, più diretta e quindi più adatta alla mia personalità; anche se non disdegno, in un futuro, di cimentarmi nella scrittura di un romanzo.

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

Gabriele D’Annunzio scriveva: «Tutto fu tentato. Quel che non fu fatto, io lo sognai».
Questa frase, oltre a caratterizzarmi, mi piace molto. Significa che noi dobbiamo cercare sempre di fare o dare il massimo, e quando non ci riusciamo, per non averlo fatto o magari per non esserci riusciti, cerchiamo di sognarlo e di pensare come se lo avessimo fatto. Essendo io un sognatore, mi piace ricordare, a tal proposito, una frase presente in una mia poesia: cerco stimoli e orizzonti e sempre ali per volare. Per librarmi su nel cielo e raggiunger l’infinito. Infinito che io cerco e che sa molto di te.

Cosa le piace?

Quando non lavoro, dedico il mio tempo ad alcune cose che mi gratificano, come il Volontariato. Sono socio volontario della “Misericordia”.
I miei hobby sono tanti: Filatelia, Numismatica, Astronomia, Mineralogia. Sono un grande lettore di libri ed inoltre amo viaggiare e visitare le città d’arte.

Cosa non le piace?

Essendo un tipo equilibrato e preciso, le cose che non mi piacciono sono l’improvvisazione, la disorganizzazione, la disarmonia e il disordine.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?

Leggendo tantissimo, ho un po‘ di difficoltà a rispondere a questa domanda, anche perchè mettendomi dalla parte di un autore so quello che si prova dal punto di vista emotivo pubblicando la propria opera. Rispondendo con sincerità a questa domanda ritengo che ogni libro ha una sua bellezza, e ognuno di essi mi ha lasciato dentro qualcosa.

Nella sua vita cosa reputa fondamentale?

Ciò che ritengo fondamentale nella vita è il rispetto.
Rispetto che deve esserci nella famiglia, tra amici e colleghi e tra persone estranee.
Rispetto per l’ambiente, gli animali, la natura.

 Giuseppe Pio Palladino, Il colore delle emozioni

 

 

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