10/06/1967……Ad ANTONIO FERRUZZI un amico che troppo presto è sceso dal treno.

Oggi sarebbero stati 45 anni, nel mezzo del nostro cammino….
Tu ci hai pensato un po’ prima a scendere dal treno e lasciarci tutti col biglietto ancora in mano.
E’ una vera sofferenza aver perso una persona sinceramente onesta e vera, in continua riflessione interiore, progressista, realista e, al bando il buonismo, testardo e buono.
Quanti anni, mesi e notti fino al mattino a parlare con quel vigore intenso di tutto senza cadere mai nel basso e vile pettegolezzo.
Di tutto parlavamo, uso il plurale perchè raramente si era da soli, anche se forse noi due riuscivamo a tirare in più degli altri un giro di corso che un giro non era mai.
Tanti aneddoti mai banali e, mi viene voglia di ringraziarti visto le difficoltà del mondo dei grandi di essere stati amici.
Manchi a me ma, ne sono sicuro, manchi a noi tutti lo sento e si sente quando insieme ci ritroviamo pochi giorni o notti all’anno…non fa differenza.
Manchi anche a mio figlio che poco ti ha conosciuto ma evidentemente bene.
E’ molto triste la realtà: siamo cresciuti convinti ed educati ad emigrare, vivere nel sogno di ritornare al paese e di passare quei giorni sempre uguali come sempre……. quasi a voler fermare il tempo, non è difficile da capire ma capirlo è difficile.
Associare i posti alle persone….Anto a me manchi.
Penserai (spirito di contraddizione) tu hai già perso tanto?
Si è vero ho perso tanto e presto e sarà per questo caro Antonio manchi come le persone care…..
Anni di scuola, di giochi improvvisati, di tanta noia gite scolastiche, partite a calcio o a carte e, abbasso l’orgoglio mi manchi veramente.
Il rammarico per le occasioni di festa mancate, le mie assenze forse perchè non era mai abbastanza lo strare in compagnia aleggiano e vivono in me.
Ma ora tu sai benissimo (sei nel mondo della verità) i problemi reali che ognuno di noi ha.
Non porto il conto degli anni che sono passati un pò per pigrizia un pò per anticonformismo…..le occasioni imposte mi sanno di ipocrisia.
Bho 2, 3, 5, anni non sono niente in confronto all eternità e scusa la banalità.
Sono fermamente convinto che il mondo appartiene ai vivi ed è da vivi che bisogna rispettarsi al meglio.
Sarà per questo che ricordo solo il giorno del tuo compleanno.
Il rammarico per l’assenza a festeggiare il tuo quarantesimo ma, scusa, non mi ci vedevo sui navigli a tirare l’alba…..aspettavo l’estate per festeggiare tutti insieme e cosi è stato: l’ultima alba, l’ultimo giro senza replica davvero l’ultimo.
Conservo ancora il tuo numero di telefono, la tua mail ma ho preferito quest anno farti gli auguri cosi: spero che ti hanno conosciuto possano sinceramente ricordarsi di te.
Un abbraccio, un sorriso ed un pensiero ad Antonio (chichi).

m1967.