Idrocarburi nel Pertusillo presenti in tre campioni su tre, oltre a fosfati e manganese

Idrocarburi nel Pertusillo presenti in tre campioni su tre, oltre a fosfati e manganese

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Ieri ci sono arrivate tre delle quattro analisi chimiche commissionate ( ad oggi abbiamo commissionato più analisi di quelle pubblicate ad oggi da Arpab grazie alle vostre donazioni ) e mentre l’Arpab con oltre 13 milioni di euro di bilancio ad oggi nelle sue “analisi” non ha mai rilevato idrocarburi, noi ne abbiamo ritrovati tra i 38 e 213 mcg/l ( soglia di legge 200 in questo caso ). Confermati non solo i problemi ma anche alcune zone calde, come Masseria Crisci – Montemurro, già studiata dalle Proff.sse Colella e D’Orsogna, il cui studio è allegato sotto. Nel video allegato alcuni filmati dei campionamenti.
Nel primo campione (A-B omogeneizzato; 40.289778, 15.951807), prelevato a Masseria Crisci – Torrente Rifreddo – Montemurro, tra la sera del 22 ed il 25 febbraio, il laboratorio ha rilevato 1,27 mg/l di fosfati ( soglia di legge acque A2 – 0,7 mg/l ), 192 mcg/l di idrocarburi (soglia di legge a 200 per le acque superficiali ) e 47 mcg/l di manganese ( soglia a 100 per le acque di classe A2 come il Pertusillo ) e 65 mg/l di solfati ( soglia a 250 ).

Nei campioni C e D ( non omogeneizzati coordinate: 40.296659, 15.930563 – 40.296877, 15.930750 ) prelevati in due zone attigue in contrada Spartiva – Grumento, ad 1,3 km dal pozzo Monte Alpi 6, ove abbiamo anche segnalato settimane fa ai Carabinieri Forestali la carcassa di carpa in seguito da loro prelevata, il laboratorio ha refertato: in “C”  38 mcg/l di idrocarburi totali, in “D” 213 mcg/l di idrocarburi totali, quindi oltre soglia.

Quindi contaminazione da fosfati ed idrocarburi in due zone dell’invaso, entrambe sull’argine petrolizzato, ad oltre 3 km di distanza tra loro. Se queste analisi le aggiungiamo a quelle già pubblicate dal Tenente Di Bello allora il quadro è chiaro: l’Arpab è cieca e le associazioni vedono troppo bene. In questo quadro viene anche meno la funzione preventiva di Arpab che in queste due settimane ha pubblicato analisi indegne, fatte di pochissimi parametri e incapace di analizzare in autonomia anche le fioriture algali ( ad oggi nulla di pubblicato ). Adesso alla magistratura l’obbligo di riaprire le indagini sul Pertusillo, vergognosamente archiviate nel 2013, nella speranza che ricorrano a consulenti competenti e terzi almeno questa volta, consulenti che capiscano la probabile intermittenza delle fonti inquinanti, differenziando l’origine di queste, se naturali o antropiche, e soprattutto se chi doveva controllare l’integrità dell’invaso e la sua potabilità abbia svolto il suo dovere perchè qui è ormai chiara una lunga catena di silenzi ed omissioni. Ci prendiamo la responsabilità di dire ai lucani ed ai pugliesi che qualora la potabilità di queste acque sia ufficialmente garantita noi abbiamo il ragionevole e supportato dubbio che la certezza non coincida sempre e comunque con la sicurezza sanitaria delle medesima, quindi anche autonomamente analizzatela ricercando i nostri medesimi parametri oltre a quelli non normati, ed osservando torbidità, odore ed eventuali sedimentazioni perchè numerosi inquinanti, anche sotto soglia di legge o stabilmente presenti nel tempo, possono prefigurare alla lunga un danno sanitario soprattutto per le fasce deboli.

Non funziona la catena di allarme ambientale. Gli idrocarburi da noi rinvenuti sono episodi separati e puntiformi, o viste le modalità di campionamento, a pelo d’acqua, testimoniano un’esteso spandimento degli stessi? Cosa avremmo trovato se avessimo prelevato l’acqua in profondità o analizzato i sedimenti verso il centro dell’invaso? L’Arpab troverà gli idrocarburi oltre soglia quando il lago sarà irrimediabilmente contaminato? Come reagirebbe la Regione se vi fosse un incidente con un massiccio sversamento di idrocarburi nell’invaso? Se ne accorgerebbero a disastro avvenuto? L’Arpab deve immediatamente analizzare l’invaso del Pertusillo ( acque e sedimenti) seguendo alla lettera il dlgs 152/2006 ed il DM 260/2010 ( come ha fatto l’Arpa Emilia R. sotto allegato ) e impiegare tempo nel fare le analisi piuttosto che le interviste o le apparizioni televisive, del resto anche il Pertusillo è privo di un punto-zero o di un piano di tutela specifico degno di tal nome, basti pensare che oltre all’industria petrolifera, nonostante le decine di aziende zootecniche e depuratori che scaricano nell’invaso, nessuno ha mai neanche mai ricercato i residui dei farmaci veterinari (xenobiotici) o ad uso umano, figuriamoci i contaminanti tipici dell’industria ( polimeri ).

I vertici di Regione Basilicata ed Arpab dovrebbero dimettersi perchè hanno dichiarato il falso: non ci sono idrocarburi ha detto Pittella, non ci sono idrocarburi ha scritto Pietrantuono ( e meno male che la disinformazione la fa “Striscia la Notizia” – ndr ), idem l’Arpab che gli idrocarburi probabilmente non li saprebbe ritrovare neanche in un distributore di benzina.

Fonte notizia e dettagli Punto eBasta

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