Giovanni Caserta disegna la letteratura lucana

L'elemento, che caratterizza e qualifica gli autori e le opere della letteratura lucana, è, invece, la cosiddetta “lucanità”.........................

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Giovanni Caserta disegna la letteratura lucana
copertina del libro di Giovanni Caserta "Disegno storico della letteratura lucana"

L’inizio del nuovo anno in Lucania-Basilicata, che succede a quello terribile che ci siamo da qualche ora lasciati alle spalle, ci appare senz’altro positivo e incoraggiante, se limitiamo lo sguardo ai ristretti confini del mondo letterario. La Befana, infatti, porterà in libreria l’ultima pregevole opera del noto critico e storico della letteratura Giovanni Caserta, “Disegno storico della letteratura lucana” (Villani, Potenza, pp. 282, E. 15), pubblicata con la compartecipazione dell Regione Basilicata.

Giovanni Caserta

L’evento editoriale può sembrare, e per certi versi lo è, un fatto marginale e irrilevante in considerazione delle drammatiche vicissitudini che ci stanno assillando da circa un anno a causa della pandemia. Ma chissà che non sia il caso di intenderlo come un atto di resilienza di forte valore simbolico, che può assumere un senso benaugurante per un futuro più sereno.
Corre subito l’obbligo di precisare, in via preliminare, che il lavoro di Caserta non vuole essere un manuale storico della letteratura lucana e non a caso risulta privo di apparati critici e bibliografici. L’autore si propone, piuttosto, di raccontare la letteratura lucana e i suoi protagonisti attraverso una narrazione piana, partecipata e coinvolgente, che faccia emergere le peculiarità degli autori, e conseguentemente delle loro opere, relazionandoli alla particolare situazione storica del tempo in cui essi vissero e operarono.
Pur essendo concepita e impostata diversamente rispetto alla “Storia della letteratura lucana”, che fu edita da Osanna di Venosa nel 1993 e che per molti aspetti rimane ancora insuperata, la nuova opera del critico letterario materano ad essa si ricollega idealmente e riesce a proporre alla fine una significativa, seppure non esaustiva, visione d’insieme del nostro vasto panorama letterario regionale, quale si è andato configurando dall’antichità fino al nostro tempo.
Il “Disegno storico della letteratura lucana” di Caserta è strutturato in due parti. La prima delinea un rapido ma non superficiale profilo storico dal periodo classico della latinità fino al Novecento. Nella seconda parte, attraverso trentatré schede monografiche sono proposti altrettanti autori, alcuni dei quali per il loro spessore travalicano i ristretti limiti regionali. Basti citare, fra gli altri, l’inarrivabile Orazio e, via via, Isabella Morra, Emanuele Duni, Mario Pagano, Luigi La Vista, Francesco Lomonaco, Nicola Sole, Giustino Fortunato, Francesco Saverio Nitti, Leonardo Sinisgalli, Carlo Alianello, Carlo Levi, Rocco Scotellaro, Pasquale Festa Campanile, Albino Pierro.
A questo punto vale la pena, però, di mettere a fuoco il motivo ispiratore dell’opera e i criteri metodologici adottati dall’autore per dare vita ad una rilettura e ad una riproposizione della storia della letteratura regionale attraverso i secoli.
A tale proposito occorre precisare, come tiene a fare lo stesso Caserta nella sua nota introduttiva, che l’uso dell’espressione “letteratura lucana” non dipende dalla lingua utilizzata nelle diverse opere, come invece normalmente accade. Né essa fa riferimento al luogo di origine degli scrittori, che nel nostro caso sono o, perlopiù, lucani vissuti e formatisi lontano dal luogo di origine o, in qualche caso, esterni e perciò lucani di adozione.
L’elemento, che caratterizza e qualifica gli autori e le opere della letteratura lucana, è, invece, la cosiddetta “lucanità”, vale a dire l’essenza antropologica, culturale e spirituale, che costituisce l’unica chiave di lettura corretta e utile ad «abbracciare e tenere insieme secoli di vita e di uomini pur nati e vissuti in tempi e condizioni diverse”.
Non può sorprendere, allora, il fatto che l’opera sia sorretta, oltre che dalla indiscutibile e riconosciuta competenza di Caserta nell’ambito della critica storica e letteraria, dal sincero e profondo sentimento di amore che egli nutre per la sua terra. È un sentimento forte e assiduo, che talvolta si è manifestato magari anche con prese di posizione provocatorie, ma che fondamentalmente si è sempre alimentato di un felice impasto di grande passione e di lucida razionalità.

Angelo Colangelo

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