De profundis della salute pubblica

De profundis della salute pubblica

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A Sua Eccellenza il Vescovo di Tricarico, a Sua eccellenza il Prefetto di Matera

Al Questore
Al Comandante dei Carabinieri
Ai Sigg. Sindaci e cittadini dei comuni di: Accettura, Aliano, Cirigliano, Corleto Perticara, Craco, Gorgoglione, Guardia Perticara, Pietratpertosa, San Mauro Forte, Stigliano
Al Commissario della Comunità Montana “Collina Materana”
Al Presidente della Commissione Comunale Sanità
Alla Commissione Parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause disavanzi sanitari regionali
Ai Sigg. Candidati alla Presidenza della Giunta e al  Consiglio Regionale

DE PROFUNDIS DELLA SALUTE PUBBLICA …E NON SOLO…

“Noi che siamo in carcere, e nelle cui esistenze non c’è nessun avvenimento, eccetto il dolore, dobbiamo misurare il tempo con i palpiti della sofferenza e la ricapitolazione dei momenti amari” (Oscar Wilde).
Noi che viviamo in questo eremo, che non ha sbarre né porte, ma ciò non dimeno, in regime di isolamento, dove il dolore è anch’esso il costante avvenimento, dobbiamo misurare la nostra vita con i palpiti della indifferenza e della pochezza morale e aggiorniamo, costantemente, i momenti amari…

Dobbiamo confrontarci, quotidianamente, con i nostri carcerieri, con i “ragionieri” attenti e rigorosi, alchimisti delle risorse, razionatori dei profitti, giudici monocratici dei bisogni e delle relative risposte, rigorosi ossequianti delle leggi e delle norme.
Provati dal territorio spesso ostile, ingannati dai venditori di promesse, espulsi dalla cittadinanza civile da quelli che si ergono a difensori del bene pubblico, scopriamo di essere soli, ogni giorno sempre più soli.

Così, nell’ultima missiva del Direttore Generale della ASM (17/03/2010), spedita a tutti tranne che al Sindaco di Stigliano, scopriamo dell’esistenza di un Atto Aziendale che i nostri Sindaci avevano promesso (su piazza pubblica) di contestare, anche a costo delle dimissioni.
Scopriamo che il nostro ospedale è un ospedale Distrettuale, un ospedale diurno, con attività 8,00 – 20,00, non idoneo ad espletare attività di urgenza perché non è un ospedale per “ACUTI”.

Scopriamo che il nostro è un territorio per “OTTUSI”.
Quegli ottusi che per anni, divisi da beghe più o meno personali, si sono fatti ingannare da coloro che promettevano attenzione e rispetto.
Quegli ottusi che, caparbiamente, stupidamente hanno piegato il capo e hanno sempre creduto che non esiste il “campanilismo”.

Quel “sano” campanilismo che ha consentito al comune di Sant’Arcangelo di beneficiare delle Royalties derivanti dall’attività estrattiva del petrolio fin dal primo giorno (aprile 1995, legge regionale n. 40), seguito, poi (1997), dai comuni di Aliano e Gorgoglione, mentre l’ingiustizia sociale nei nostri confronti è stata sanata solo 16 anni dopo (2008).
Scopriamo che il nostro ospedale, il nostro territorio è equiparato a quello di Tinchi e Tricarico, perché anche loro, come noi, sono isolati dal resto del mondo.

Sono privi come noi di collegamenti e viabilità e gli abitanti di quei Distretti sanitari impiegano lo stesso tempo che impieghiamo noi per raggiungere gli ospedali per acuti!!! Anche i cittadini di quei territori si confrontano, d’inverno, con il gelo, il ghiaccio e la neve o nella migliore delle ipotesi la nebbia che impediscono agli elicotteri di atterrare.
Eppure, eravamo convinti di ben altre cose. Eravamo convinti, ad esempio, che si impiegasse molto meno tempo a raggiungere con un AMBULANZA Policoro da Tinchi piuttosto che raggiungere in ELICOTTERO Stigliano da Policoro… quando si dice “L’IGNORANZA”.
EGREGIO DOTT. GAUDIANO, SE TUTTO CIÒ È VERO…
NOI NON SIAMO DEGNI DELLE SUE ATTENZIONI.

Non vogliamo che l’Azienda ospedaliera da Lei così oculatamente diretta, debba sobbarcarsi costi così elevati! Anche perché di questo passo, vista la sua attenzione per la nostra salute, potrebbe arrivare a chiedere per ognuno di noi il “ricovero coatto” e questo, non lo vogliamo, perché significherebbe aumentare i costi per la Sua Azienda!
CI LASCI MORIRE QUI.

Mostri la stessa attenzione che ha avuto per i cittadini di Matera ai quali, pur in presenza a Stigliano di un “reparto” di Hospice, struttura dichiarata e voluta come struttura a valenza provinciale, è stato consentito di morire nella propria città, lontana da questo paese montano e dai disagi che bisogna affrontare per raggiungerlo, anche se ciò sembra distante dalle “efficienze” che sono il Suo cavallo di battaglia.

Noi in cambio NON Le ricorderemo le promesse e gli impegni che ha assunto qualche mese dopo il Suo insediamento, dalla rivoluzione del pronto soccorso (oggi capiamo in che cosa consisteva quella promessa) alla lungodegenza riabilitativa (che ha già destinato all’ospedale di Tricarico). Così come gradiremmo che anche gli ulteriori dieci posti letto realizzati a Stigliano per l’Hospice, che si aggiungono agli 8 già esistenti, li destini fin d’ora all’ospedale di Matera, tanto non verrà chiamato a rispondere del danno (come per la sala operatoria), eviterà, così, anche possibili ricoveri impropri presso quella struttura ospedaliera, aumenterà l’efficienza e sottrarrà i suoi concittadini da massacranti viaggi e disagi vari e lasci a noi, solo a noi ogni possibile disagio.
Noi siamo montanari, gente abituata al sacrifico.

IN CAMBIO, DA TUTTI COLORO CHE LEGGERANNO QUESTA LETTERA, VOGLIAMO CHIAREZZA!!! PERCHÉ TUTTI, A VARIO TITOLO E LIVELLO, SONO RESPONSABILI DI QUESTO STATO DI COSE.

Il comitato civico pro montagna materana
Stigliano 19 03 2010

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