Crisi idrica nel settore agricolo, come gestire l’emergenza?

Crisi idrica nel settore agricolo, come gestire l’emergenza?

Il Segretario provinciale della CONFSAL di Matera Marco Bigherati, affronta il problema della siccità. Sulla carenza idrica che investe anche la nostra regione, Bigherati illustra come affrontare la crisi e come risolverla, utilizzando anche nuove tecnologie.

L’Italia sta affrontando una crisi idrica in costante crescita. Per assicurare l’approvvigionamento dell’acqua, è fondamentale capire dove va a finire e come gestire questa risorsa in modo più efficiente dal momento che siccità e ondate di calore sono sempre più frequenti. La rete idrica italiana è un colabrodo e il 36% dell’acqua viene persa lungo il tragitto e non raggiunge la destinazione prevista e questo dipende da noi dalle istituzioni, dalla politica, dalle società di gestione. Se questa percentuale di acqua dispersa vi sembra alta considerate che in alcune province d’Italia questo valore raggiunge supera il 70%.

Per quel che concerne la provincia di Matera il 46% della rete idrica non raggiunge l’utente finale e in una realtà come la nostra fortemente agricola diventa impensabile una situazione del genere. Nel 2020 (ultimi dati ISTAT disponibili) ne sono stati immessi in rete 2,4 miliardi di metri cubi e, di questi, 0,9 sono andati dispersi, il che equivale ad una perdita giornaliera per km di rete pari a 41 metri cubi.

La rete di acquedotti italiani si estende per 425 mila chilometri, che passano a 500 mila se si considerano anche i vari allacciamenti, e la sua costruzione è piuttosto antiquata. Come riportato anche dal FAI, il 60% della rete è stato posizionato oltre trent’anni fa, e il 25% supera i 50 anni.
Il governo centrale, tramite i fondi del PNRR, ha finanziato 1,9 miliardi di euro per la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti.

foto di Acquedotto Lucano, riparazione condotta idrica nei pressi di Senise (Pz)

Questo è un grande intervento per migliorare 45.000 km a fronte dei 425.000 presenti su tutto il territorio nazionale. Una grande novità è data dal fatto che 25.000 km rete idrica intelligente, digitalizzata, moderna ed efficiente porterà un monitoraggio della qualità dell’acqua potabile, perdite individuate in maniera più agevole e rapida e ad distribuzione ottimale dell’acqua, con minori sprechi.

Soluzioni? Probabilmente, la prima soluzione è quella di intervenire sulle infrastrutture idriche
malandate del Paese cosi come il finanziamento del PNRR, ma anche la desalinizzazione è un’opzione considerabile in quanto è diventata meno onerosa sopratutto se consideriamo che nel mondo ci sono circa 17.000 impianti di desalinizzazione che riforniscono 300 milioni di persone, gli impianti di desalinizzazione australiani ad esempio sono cresciuti in maniera costante nei periodi di siccità, mentre Israele utilizza questa tecnologia per esportare acqua dolce. In Sardegna, un impianto di desalinizzazione fornisce 12.000 metri cubi di acqua al giorno all’industria locale e impianti simili potrebbero aiutare l’isola a superare le carenze stagionali interne. Un altro modo per migliorare l’efficienza è attraverso programmi di riutilizzo su larga scala delle acque reflue, che catturano l’acqua usata per l’utilizzo a scopi non potabili. Allo stesso modo, le acque reflue trattate potrebbero anche essere impiegate per ricaricare le falde acquifere italiane ormai impoverite, come avviene in alcune città australiane.

dighe. Stigliano: la diga di Gannano, sullo sfondo i calanchi di Montalbano Jonico
Stigliano (Mt), diga di Gannano

Molte di queste soluzioni richiedono investimenti considerevoli: una soluzione più economica è ridurre il consumo d’acqua. L’Italia ha una delle impronte idriche più alte d’Europa, superiore del 66% alla media mondiale. Di questa, una quantità sproporzionata viene utilizzata per l’agricoltura e una provincia come la nostra fortemente agricola deve avere tutti i presupposti per rendere le nostre aziende sempre più performanti e produttive, evitando abbandoni e chiusure e incentivando l’imprenditoria e le assunzioni, sopratutto grazie all’incentivo Generazione Terra 2024, un programma che mira a sostenere i giovani agricoltori nell’acquisto di terreni per consolidare o avviare la propria attività imprenditoriale, così da evitare che i nostri ragazzi abbandonino la nostra provincia. Questo incentivo offre finanziamenti significativi, che vanno da 500.000 a 1,5 milioni di euro, con la possibilità di ricevere premi fino a 70.000 euro per il primo insediamento. Generazione Terra 2024 è un’iniziativa gestita dall’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) che copre il 100% del prezzo di acquisto di terreni per giovani agricoltori di età non superiore a 35 o 41 anni, a seconda dei casi.

Questo programma si rivolge a chi desidera ampliare la superficie della propria azienda
agricola o avviare una nuova iniziativa imprenditoriale nel settore agricolo.

Pertanto chiediamo alla nuova giunta Regionale di prestare attenzione massima al mondo agricolo specie nella provincia di Matera e di utilizzare tutte le levi necessarie per sostenere gli
imprenditori agricoli ed incentivare i nostri figli ad intraprendere nuove imprese nella nostra amata regione.

Segretario Provinciale Confsal Matera
Marco Bigherati

 

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