Effetto boomerang, carburanti arrivati alle stelle, ma forse siamo solo all'inizio

Costo carburanti – Amara sorpesa al fai da te di una nota compagnia petrolifera. Costo dei carburanti arrivati alle stelle, ma forse siamo solo all’inizio di una speculazione tutta italiana che non trova eguali in altre nazioni della zona Euro. Stamattina il prezzo dei carburanti alle pompe del fai da te dell’Agip erano: gasolio 1.527; gasolio blu diesel 1.627; benzina verde 1.646; benzina blu super 1.796.

Federconsumatori e Adusbef hanno commentato: “Anche oggi brutte sorprese attendono gli automobilisti nei distributori di carburante. La benzina, infatti, si attesta stabilmente al di sopra di 1,60 euro al litro, con picchi inauditi anche di 1,67 euro al Sud”. Secondo le due associazioni si tratta di “prezzi incredibili, che non si erano mai registrati neanche quando il petrolio aveva raggiunto quota 147 dollari al barile. A determinare questi costi elevatissimi non vi è solo l’ormai incontrollato meccanismo della doppia velocità, ma c’è anche lo zampino del governo. Quest’ultimo, non contento degli aumenti impressionanti raggiunti da un anno a questa parte, infatti, ha voluto infierire ulteriormente aggiungendo l’aumento delle accise sui carburanti non una, ma ben due volte (solo per la benzina, la prima volta di 2 centesimi, la seconda di altri 4 centesimi)”.

Per i consumatori a questi danni si aggiunge “il mancato intervento per favorire un processo di modernizzazione della rete e per mettere in campo i provvedimenti concordati con l’intera filiera petrolifera (ad esempio la Commissione Istituzionale sulla doppia velocità e l’eliminazione dei millesimi per favorire la comparazione tra i prezzi della benzina). Un modo di agire irresponsabile e dannoso, che ha comportato gravissime ripercussioni per i cittadini: i rincari subiti dagli automobilisti rispetto allo scorso anno ammontano complessivamente a +488 euro tra costi diretti ed indiretti (per la precisione +288 euro annui per i soli costi diretti e +200 euro annui per i costi indiretti)”.

Federconsumatori e Adusbef, a causa della strategia “completamente sbagliata intrapresa su questo versante dal governo” ha deciso di organizzare “una manifestazione protesta davanti a Montecitorio”.

Ma come si è arrivati al più recente rialzo (col diesel a 1.527/litro)? Stavolta, i Petrolieri (che pure sono stati nel mirino per mesi) non c’entrano. È lo Stato che cerca soldi con le accise. Stando ai conteggi della Figisc (gestori), le accise su benzina e gasolio aumentano di 4 eurocent/litro (78 delle vecchie lire), che, addizionate dell’Iva del 20% diventano 4,8 eurocent/litro (93 delle vecchie lire). Lo stabilisce una Determinazione del direttore dell’Agenzia delle dogane, per fronteggiare situazioni di emergenza di rilevanza nazionale: si tratta dell’emergenza profughi, cioè dell’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti a paesi del Nord Africa.

La stangata va ad aggiungersi a quella già determinata dal 6 aprile scorso (pari a 0,73 eurocent/litro + Iva) per il sostegno al Fondo Unico per lo Spettacolo, e dal 1° luglio vi si aggiungono 0,2 eurocent/litro (più Iva al 20%). Come dire – secondo la Figisc – che, dal 6 aprile, l’aumento al 1° luglio è di 0,059 euro /litro, che diventano 0,071 con l’Iva (ossia 138 lire al litro).

Il fatto è che dal 1995 gli aumenti di accisa sono stati introdotti per finanziare la missione nei Balcani, per pagare il contratto dei lavoratori del Trasporto pubblico locale, per sostenere il Fondo unico spettacolo, e ora c’è l’emergenza profughi. Quest’ultimo provvedimento di aumento dovrebbe essere limitato al 2011.