La classe non e’ acqua: ovvero come ottenere piu’ voti e perdere le elezioni ! Non e’ una catastrofe. Era un risultato quasi annunciato, tranne che per il PD, anzi per il buon Bersani che e’ riuscito nell’ennesima impresa impossibile: non vincere le elezioni in cui il suo principale antagonista, il B. di Arcore, si presentava quasi sotto scorta , ammanettato e prossimo ad essere scaraventato in cella con gran parte del suo seguito politico e non. Ed invece aver conseguito solo uno scarto minimo rispetto alla coalizione del centrodestra che da alcuni mesi a questa parte patisce scissioni, scandali a go-go, in evidente stato di incapacita’ di rinnovarsi, artefice del fallimento della funzione di governo affidatagli dagli elettori, da’ la misura esatta dell’inettitudine del PD e del suo segretario nel centrare l’obiettivo che si erano ancora una volta prefissati: vincere e vincere da soli, in puro stile comunista, egemone rispetto agli stessi compagnetti di merenda. Vendola puo’ anche esultare per il re-ingresso in Transatlatico: vittoria di Pirro.  Non sprechiamo nessun rigo per Ingroia e Fini, Di Pietro e Marini. Casini l’ha scampata ancora una volta. Di Grillo ? Sarebbe fin troppo facile e scontato esaltarne il successo sancito dalle urne e nelle urne. Forse anche oltre ogni sua personale aspettativa.  Tant’è’, si prenda coscienza e si ragioni di conseguenza, a questo sono chiamati i 2 maggiori partiti della nazione: PD e PDL.
Monti ? Sara’ ancora il ns. Presidente del Consiglio fino alla prossima investitura: la diciassettesima legislatura.
Dice niente il numero 17 ?  Non e’ solo scaramanzia, ma certi numeri portano seco tutte le paure, le dicerie e le certezze che il tempo gli ha appioppato nei secoli. Non e’ scaduto solo il tempo di Benedetto XVI ( per sua personale volonta’) a maggio archiviamo il settennato di Napolitano, l’ultimo dei grandi sauri marxleninisti, presidente talvolta decisionista e spericolato, come mai gli era accaduto prima, nemmeno da  parlamentare “rosso sangue”. Ed e’ proprio all’ex compagno che il B. di Bettola si rivolge, quasi implorante, per reclamare il “diritto” a formare il prossimo Governo. Comprendo perche’ alcuni saranno sempre vincenti ed altri solo comprimari. Chiarisco.  Bersani reclama il diritto ad ottenere il mandato governativo senza una maggioranza parlamentare precostituita , semplicemente perche’ ha ottenuto piu’ consensi alla Camera dei Deputati,  prerogativa questa, priva di base costituzionale e politicamente senza valore: come puo’ un Presidente della Repubblica, seppur di sinistra, accontentarlo ?
Lo meriterebbe. Meriterebbe di farlo il Premier. Il buon Napolitano sa’ pero’ che lo manderebbe allo sbaraglio, in fondo gli vuole bene, e’ un compagnuccio venuto male, ma buono. Il perfido  D’Alema, invece,  conosce bene i meccanismi, lo lascia fare, sa’  che il Capo alla fine decidera’ diversamente o fara’ in modo che si decida diversamente. E’ veramente auspicabile un intesa con Grillo ? Lo sbranerebbe. Il comico non ha nulla da perdere e dalla sua, ha una platea di elettori molto piu’ incazzata che gli consente tutto, per adesso. Ed allora caro Bersani, non andare ramingo in cerca di alleanza improbabili per nascondere la bruciante realta’  di un insuccesso personale, con la pretesa di ottenere un mandato a tutti i costi per formare un Governo solo perche’ vincente alla Camera, non dimenticare che esiste anche l’altra parte del cielo: il Senato. Nolente o volente dovra’ dialogare con il diavolo di Arcore, forse anche con Monti. Quella di Grillo non e’ politica, e’ protesta. Lei e’ chiamato ad affrontare con gli altri attori istituzionali seri ed affidabili, sfide piu’ nobili ed importanti. Un Governissimo che sia artefice di una nuova legge elettorale e che  metta a posto quelle cose che attualmente ci rendono deboli come nazione,  non e’ una bestemmia, e’ una necessita’ per il Paese, per i suoi equilibri interni ormai saltati, per la sua immagine in un  contesto internazionale, sempre piu’ offuscata. Vedra’ che il suo elettorato capira’, magari riperde le elezioni, questa non e’solo una sua particolare attitudine, ha illustri predecessori ( Occhetto, Veltroni, Rutelli etc.) ma potra’ sempre condividere una sconfitta, piuttosto che giustificarla: serve a poco essere il primo partito, se poi si  perdono le elezioni, in questo si e’ dimostrato insuperabile……

Stigliano 02 febbraio 2013

Ghigno di Tacco