C’era una volta … oggi

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C'era una volta … oggi, raccolta di favole moderne di Antonio Sinisgallo

L’Istituto Humaniter, che dal 1997 opera a Napoli con meritorie iniziative etico-sociali e culturali, offrendo occasioni di aggregazione e promuovendo opere concrete di volontariato attivo, torna in libreria con un volume preparato nell’ultimo corso di scrittura creativa. Si tratta di una bella raccolta di fiabe, “C’era una volta … oggi”, uscita presso la “Homo scrivens” sullo scorcio finale dell’anno appena passato e curata da Antonio Sinisgallo, un docente lucano da molti anni trapiantato a Napoli.
Sono 34 «favole moderne», scritte da 11 autori diversi frequentanti il corso, i cosiddetti «amici del venerdì», fra i quali lo stesso Sinisgallo, e destinate sia ai bambini che agli adulti.
I racconti, dietro il velo trasparente di un linguaggio denso di traslati e di metafore quale appunto si addice alle favole, rappresentano un mondo non meramente fantastico. E’ piuttosto, quello che emerge dalle narrazioni dei diversi autori, un mondo non disancorato dalla realtà e perciò palpitante di vita. Che talvolta rimanda ad esperienze autobiografiche, rievocate con garbo discreto, seppur con legittimo orgoglio, e con accenti di tenera nostalgia.

C'era una volta … oggi, raccolta di favole moderne di Antonio Sinisgallo
C’era una volta … oggi, raccolta di favole moderne di Antonio Sinisgallo

Compaiono, dunque, sulla ribalta del grande immaginifico teatro su cui si compie l’epifania dell’umana esistenza, gioie e dolori, paure e speranze, orrori e bellezze, evocanti le mille contraddizioni della società contemporanea. Fatti e misfatti, insomma, che pur non essendo ambientati in tempi e in luoghi ben definiti e riconoscibili, come sempre accade nelle favole, ogni giorno e in ogni dove ci interpellano, toccando la sensibilità e la coscienza di ciascuno di noi.
Soprattutto di noi cittadini del fantomatico e surreale Eden dell’Occidente. I «Feliciani» della favola, ossia gli «abitanti di Felicia», il paese che non conosce i bombardamenti e la fame e che vive però nel terrore continuo di veder minacciati il suo benessere e la sua felicità per l’arrivo dai tanti Sud del mondo di moltitudini di disperati, che fuggono dalla miseria e dalle guerre.
Più degli stessi Feliciani, gelosi della loro pace e della loro ricchezza, è terrorizzata la gigantessa egoista, una donna enorme e grassa, che governa la città e inorridisce all’idea angosciante che «molti bambini dalla pelle un po’ scura» possano addirittura giocare «con i bambini dalla pelle bianca». E minaccia, perciò, prima del ravvedimento finale, di cacciare tutti quelli che non hanno «la pelle bianca come le nuvole d’estate».
Questa favola prova, emblematicamente, che la bella silloge curata da Sinisgallo non fa balenare davanti allo sguardo del lettore solo principi e principesse, maghi e streghe, elfi che nel castello illuminato di Babbo Natale leggono tutte le mail con le richieste di regali provenienti da ogni parte del mondo. In altri casi, animali astuti o terribili, che interagiscono e interloquiscono con gli umani secondo gli autorevoli modelli di Esopo, Fedro o Jean de La Fontaine.
Essa propone, invece, interessanti narrazioni, le cui vicende offrono insieme con serenanti momenti di evasione e di diletto spunti di utili riflessioni sulle terribili e spesso incomprensibili vicende del nostro tempo. Prima fra tutte questa, che potremmo assumere come morale di “C’era una volta … oggi”: per raggiungere, se non la felicità, almeno la speranza di un mondo migliore, è necessario non alzare muri di diffidenza e di odio, ma lasciare generosamente socchiusa la porta del cuore alla comprensione e alla condivisione.

Angelo Colangelo

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