BOLOGNETTI E IL “CASO BASILICATA”

BOLOGNETTI E IL “CASO BASILICATA”

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E’ in libreria il libro – denuncia dell’esponente radicale. “Un dossier sui veleni lucani” Chiaro, diretto, immediato. Fondamentalmente Radicale. Così è (se vi pare, aggiungerebbe, Pirandello) Maurizio Bolognetti. E questo suo modo di essere lo ha adottato anche per la stesura del suo libro. Che lui stesso definisce “strumento di lotta e di denuncia”. Per i contenuti, “Un dossier sui veleni industriale e politici che stanno uccidendo la Lucania”. Titolo : LA PESTE ITALIANA – IL CASO BASILICATA”. Con dedica “a Marco Pannella e a tutti quelli che credono in ciò che fanno”. Finito di stampare a fine giugno del 2011 per i tipi della Reality Book di Roma, il volume (160 pagg.) “nasce” proprio da una “sollecitazione” – nel 2009 – dell’ottantenne leader Radicale. Ma anche nel tentativo di “far luce su una Lucania che pochi conoscono ma che esiste. Dove il dissesto idrogeologico è figlio del dissesto ideologico”.

Lo si può acquistare facilmente tramite internet, cliccando su www.ibs.it. Normalmente è disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi e con uno sconto del 15% sul prezzo (14 euro ndr) di copertina. Il libro è aperto da una prefazione di Carlo Vulpio e da testi introduttivi di don Marcello Cozzi, Pietro Dommarco, Marco Cappato, e Elisabetta Zamparutti (deputata Radicale, membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati). “In esso trovate una fedele fotografia di tutte le criticità ambientali della Lucania/Basilicata…e l’omertà che l’accompagna” scrive l’autore nella Nota di apertura. Si parla dei motivi per cui la Basilicata è ai primi posti in Italia per decessi da malattie tumorali, la cui incidenza è in costante crescita rispetto al resto del paese. Si parla di “una regione in cui la sovrapposizione tra ente controllore e controllato – certamente in materia ambientale – è una costante”. E la trasparenza, spesso, un optional. “Basti pensare – sottolinea ancora  l’autore –  al silenzio tenuto per almeno un anno dall’Arpab (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ndr) sull’immissione di mercurio e altre sostanze cancerogene nel fiume Ofanto da parte dell’inceneritore Fenice. Che prima, durante e dopo il periodo di omertoso silenzio dell’ente regionale di controllo, nessuno ha provveduto a far fermare”. Ma non è il solo episodio. Tutt’altro. E’ uno dei tanti. Sfogliando il volume è possibile averne maggiore contezza. Consultare per credere. La pubblicazione spazia – infatti – da Fenice alla Trisaia di Rotondella, passando per l’ormai fantasmatica area industriale della Val Basento e per l’enclave petrolifero (la Val d’Agri ndr) della “Basilicata Saudita”. Sotto la lente d’ingrandimento dell’autore anche il “tour della mondezza” e la “Rifiuti Connection” in salsa lucana. Perché come ricorda fra i suoi “Documenti” del volume lo stesso Bolognetti, membro della Direzione nazionale dei Radicali Italiani : “in Italia il sessantennio partitocratrico, attraverso la sistematica violazione della legalità, ha causato le emergenze ambientali di cui la Regione Basilicata è tragica esemplificazione”. Ma “il paradosso, tutto lucano – chiosa amaro Bolognetti – sta nel fatto che chi mette le mani nelle nostre vite dorme in pace, mentre chi denuncia e prova a raccontare il sonno lo perde!”. E non solo quello, purtroppo…

 

02 settembre 2011

Antonio GRASSO

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