Argojazz – Marina Rei in concerto tra il Funky e il Jazz

Argojazz – Marina Rei in concerto tra il Funky e il Jazz

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Argojazz, Marina Rei

Argojazz – L’appuntamento Argojazz giovedì 5 agosto, vede protagonista Marina Rei in concerto tra il funky e il jazz, alle ore 22.30 alla Piazzetta degli Argonauti (il costo del biglietto è di 20 euro al tavolo). Il festival Argojazz ha luogo al Porto degli Argonauti (Lido di Macchia, Marina di Pisticci MT).

Marina Rei cresce con la passione per l’arte e per la musica, abituata fin da piccola dai genitori al jazz, al soul e alla musica classica.
Musa, l’ultimo album di inediti della cantante italiana, è uscito lo scorso anno con l’etichetta OTRlive. Un disco interamente scritto e prodotto da Marina Rei, che si sviluppa intorno a un universo femminile fatto di figure di donne forti nel lavoro, nella famiglia e nella società.
Lo scorso marzo Marina Rei riceve la nomination al Premio Amnesty Italia 2010 per il brano Donna che parla in fretta.

Marina Restuccia (questo il vero nome) inizia a diciotto anni a dedicarsi alla musica dal vivo, esibendosi in alcuni tra i più noti locali romani. Inoltre appare come corista e ballerina di fila nelle coreografie di Gino Landi e Franco Miseria per la Rai e Canale 5.

Successivamente inizia a incidere dischi dance con lo pseudonimo di Jamie Dee. Nel 1991 firma un contratto discografico con la Flying Records e pubblica diversi singoli, quali Burnin’ up, Memories memories, Two time baby e Get ready. Different moods, il suo primo album, esce in Giappone (Special love, il singolo estratto).
Nel 1994 passa alla X Energy e pubblica il singolo Don’t be shy. Contemporaneamente in Giappone esce il secondo album (Don’t be shy), che spazia dalla dance all’acid jazz. Prende parte a progetti e collaborazioni con i Blunero, JFM Project, Mistral, PF Sound.
Nel 1994 la cantante firma per la Virgin Records, continuando la collaborazione col musicista Frank Minoia intrapresa già qualche anno prima.

Nel 1995 esce il brano Sola, inciso con un nuovo pseudonimo: Marina Rei. Anche il genere è nuovo e si discosta dalla precedente produzione, imponendosi subito nelle radio grazie ai ritmi del soul e dell’acid jazz. Nello stesso anno pubblica il primo omonimo album Marina Rei, da lei interamente scritto (autrice dei testi) con Frank Minoia (compositore e arrangiatore delle musiche).
La consacrazione avviene però l’anno successivo al Festival di Sanremo: terza nella sezione giovani col brano Al di là di questi anni, vincendo anche il premio della critica. Si fa notare anche per l’esibizione a piedi nudi, quasi ricalcando Sandie Shaw. L’album d’esordio viene ripubblicato con l’aggiunta del brano sanremese e in poche settimane si aggiudica il disco di platino superando di gran lunga le 130mila copie vendute e confermandosi come l’album d’esordio di maggior successo nel ’96, grazie anche agli altri singoli estratti quali Pazza di te, Odio e amore e I sogni dell’anima. Nello stesso anno si aggiudica il Telegatto d’oro nel concorso musicale Vota la voce nella categoria migliore rivelazione.

Nel 1997 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo col brano Dentro me. Il secondo album Donna mantiene le sonorità black della collaborazione con Frank Minoia e risulta impreziosito da una collaborazione col sassofonista Michael Brecker, totalizzando oltre 200mila copie vendute. Negli innumerevoli concerti dal vivo in tutta Italia, dimostra tutta la sua forza sia come vocalist che come percussionista.
Nel 1998 con l’album Animebelle Marina Rei abbraccia un nuovo team di produzione con Pietro e Paolo Micioni di stampo prettamente soul ma più aperto al pop internazionale. T’innamorerò, il primo singolo estratto, ne è l’esempio più efficace. Al disco partecipano tra gli altri anche Trilok Gurtu e Ashley Ingram.

La partecipazione al Festival di Sanremo 1999 segna uno spartiacque nella carriera di Marina Rei, all’apice della popolarità: Un inverno da baciare lascia sottintendere il nuovo corso musicale intrapreso dall’artista.
Nel 2000 arriva Inaspettatamente, album dalle notevoli sfumature rock, che lascia ampio spazio anche all’elettronica. Le canzoni esprimono, attraverso racconti di rabbia e delusione, tutto il suo vissuto in un momento particolare della sua esistenza che si ripercorre inevitabilmente sulle scelte musicali. L’artista sembra avvicinarsi sempre di più al rock romano e anche il suo modo di cantare è diverso rispetto ai primi successi. Le nuove scelte artistiche vengono però apprezzate più dalla critica che dal pubblico.

Marina lascia la Virgin e approda, nel 2002, alla BMG. La nascita di suo figlio Nico ispira un lavoro ancora più maturo quale è L’incantevole abitudine, prodotto e arrangiato da Daniele Sinigallia. Emerge un nuovo equilibrio, una nuova dimensione artistica e personale che si colloca nella delicatezza di brani come Verrà il tempo e Lasciati guardare.
Nel 2004 Marina partecipa al cd-tributo a Franco Battiato Voli imprevedibili, dove interpreta con la consueta eleganza il brano La stagione dell’amore, e successivamente compare nella colonna sonora del film “Fino a farti male” per il quale scrive il brano And I close my eyes con cui otterrà la nomination al Nastro d’Argento per la miglior canzone originale.

Dal 2005 la cantante gestisce la propria attività da sola, affidandosi alla etichetta indipendente OPM 2000, che non riesce ad assicurarle la visibilità di un tempo.
Successivamente Marina Rei provvede alla realizzazione teatrale di un nuovo progetto live L’Acustico in 7, in cui i brani principali del suo repertorio acquisiscono una nuova veste grazie alle esecuzioni unplugged con ampio utilizzo di archi.
Nel 2007 esce Al di là di questi anni, che racchiude le atmosfere dei suoi ultimi concerti, basati sul contrasto tra strumenti come chitarre elettriche e tastiere e elementi più acustici, come le sue affezionate percussioni. L’album è edito dalla On the Road Music Factory e inciso in presa diretta al Forum Music Village di Roma.
Nel luglio dello stesso anno intraprende un tour denominato Di comune accordo, dove Marina è alle percussioni, Paola Turci alla chitarra e Max Gazzè al basso. Nel 2008 partecipa con Paola Turci al Festival di Sanremo, come ospiti nella serata dei duetti, per l’esecuzione del brano in gara Il solito sesso di Max Gazzé, riproponendo così lo schema del tour in trio.

Il jazz e le arti figurative caratterizzano il cartellone del festival Argojazz, ideato e diretto da Felice Casucci e Marilinda Nettis. La manifestazione è organizzata dall’associazione culturale Note di Mare.

Per informazioni e prenotazioni
T +39 0835 470216 | argojazz@libero.it | www.argojazz.it

Bari, 4 agosto 2010

www.argojazz.it |  www.argonauti.comwww.portodegliargonauti.it/it
Argonauti Resort | Lido di Macchia, Marina di Pisticci MT

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