All’“ANUGA” di Colonia anche la Pasta di Stigliano

All’“ANUGA” di Colonia anche la Pasta di Stigliano

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la Pasta di Stigliano all'Anuga, fiera dell'alimentazione di Colonia

Alla più grande fiera mondiale dell’alimentazione organizzata in ottobre nella capitale economica della Renania, tra gli oltre 7400 espositori venuti da tutto il mondo spiccano alcune aziende lucane. Tra le eccellenze del Made in Italy della ristorazione trova spazio anche la Pasta di Stigliano.

A cura di: Giuseppe Colangelo

Anuga fiera dell'alimentazione

Con oltre settemila espositori la Anuga è la fiera dell’alimentazione e della gastronomia più grande e importante al mondo. Per le centinaia di aziende italiane è una vetrina indispensabile. Forte è l’interesse che l’Oriente sta mostrando per i prodotti alimentari italiani. Tra stand pieni di leccornie, presentate in modo ineccepibile, l’Italia offre una gran quantità di prodotti classici della cucina italiana, olio, pasta, salumi e formaggi tipici. Oltre ai classici di grande qualità, sono molte le aziende italiane che puntano sull’innovazione, portando prodotti che strizzano l’occhio al trend salutista.

 

Anuga, fiera dell'alimentazione“L’Italia, come sempre, è presente all’Anuga in dose massiccia” dice il promoter Fausto Castellini. “Dai principali e più noti marchi alimentari nazionali che già vantano una consolidata presenza e distribuzione all’estero a una miriade di aziende più piccole, tra cui diverse provenienti dal Veneto, che ambiscono ad entrare soprattutto nel mercato tedesco dalla porta principale. Ma in Germania il mercato alimentare, uno dei più interessanti sul piano internazionale, non è un “cliente” facile. Chi pensa che al consumatore tedesco – e a chi acquista e diffonde i prodotti nei canali di distribuzione – vada bene qualsiasi cosa purché sia scritto “Made in Italy”, si sbaglia di grosso. Ai tedeschi, cioè, possiamo dare da mangiare ma non possiamo dargliela a bere. Negli ultimi anni sono infatti diventati un pubblico sempre più esigente, dinamico e selettivo. Un mercato particolarmente attento non solo al prodotto alimentare in sé, ma anche e soprattutto a tutto quello che ci sta dietro: autenticità, tipicità, tradizione, territorio di provenienza. Tutti aspetti che non sono scritti sull’etichetta, e che per questo motivo vanno comunicati. È il principio alla base dell’inedita e innovativa iniziativa di valorizzazione, promozione e distribuzione delle eccellenze alimentari regionali italiane in Germania, presentato e lanciato proprio all’Anuga: il progetto “dialetti preziosi” ideato da Cultgenuss.”

Anuga, fiera dell'alimentazioneDa qui la loro originale immagine, che ha colpito molto a livello di comunicazione, di “dialetti del gusto”. “Ogni prodotto locale tipico e autentico è proprio come un “dialetto”, spiega Fausto Castellini. “È un marchio riconoscibile del territorio di provenienza, con un accento diverso e unico rispetto agli altri: nel terreno che accoglie la sua materia prima, nel clima in cui matura, nel sistema di coltivazione o di allevamento, nella filiera che lo trasforma, nelle sue declinazioni in cucina. Inoltre, nei territori regionali la prima lingua con cui si viene a contatto è il dialetto: un universo di parole della tradizione, tramandate di padre in figlio, che indicano i nomi della natura, dei suoi frutti, dei suoi animali, dei prodotti, delle ricette, dei modi di cucinare.”

Anuga, fiera dell'alimentazioneRiflettori puntati anche sui “Sapori lucani”. Olio extravergine Tenute Zagarella, vini Cantine Cifarelli e pasta trafilata al bronzo de “I Pastai di Matera”, un prodotto quest’ultimo realizzato dalla “Fattincasa” di Stigliano. Espressione della tradizione della città dei Sassi e del suo entroterra. Tutto rigorosamente local, in mezzo a un’offerta generale alimentare che invece è sempre più global e sempre meno specificata.

da sinistra, Francesco Lauria e Fausto Castellini

“Lo scopo della collettiva” ribadisce Francesco Lauria, titolare dell’omonima società di distribuzione di Solingen, ”è portare la territorialità all’interno di un mercato saturo e che ha quindi bisogno di concentrarsi sempre più sulla nicchia e non sul mercato generale italiano e sul prodotto “semplicemente italiano”. Bisogna dare l’opportunità al cliente tedesco di inserirsi anche nella regionalità.”  Un progetto che parte con il piede giusto: l’interesse del pubblico tedesco presente in fiera è palese e lo è anche l’attenzione di giornalisti e opinion maker in campo enogastronomico.

Foto di: Alessandro Tich

Per saperne di più

Video: Wertvolle MundArten – Dialetti Preziosi

Radio: L’Italia all’Anuga. Tradizione e innovazione

 

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