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Al San Carlo la Grazia del bel canto

Dopo diversi anni trascorsi all’estero la Doronzio debutta nello storico teatro partenopeo interpretando Adina ne “L’Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti. Dal coro della Parrocchia Sant’Antonio di Stigliano al palcoscenico della Metropolitan Opera di New York, fino al teatro “San Carlo” di Napoli. Ne ha fatto di strada Grazia Doronzio. Di anni ne ha soli 32 anni, ma è già una voce affermata nel panorama lirico internazionale. Lo dimostra il suo corposo curriculum. Consultare per credere. Nata a Stigliano il 28 giugno del 1981, Grazia segue dapprima gli studi umanistici, diplomandosi presso il Liceo Pedagogico cittadino. Conseguita la maturità, esplode la sua passione per la musica lirica. Da poco diventata maggiorenne, decide di intraprendere l’avventura del “bel canto”. Così, nel 1998 si iscrive al Conservatorio statale “Gesualdo da Venosa” di Potenza. Ma è solo l’inizio. L’anno seguente, infatti, si trasferisce a Pesaro per studiare canto lirico al Conservatorio intitolato a Gioacchino Rossini. Qui si diploma col massimo dei voti (10/10 ndr). E’ il 2005. Nello stesso anno segue il corso di avviamento al debutto teatrale presso il Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto. Mentre prosegue – parallelamente – la sua già intensa attività artistica. Concerti, recital, performance canore si susseguono. Da città a città. Di teatro in teatro. Poi, sul finire del 2007, la svolta nella sua carriera professionale. Ossia la traversata dell’Atlantico. E’ il mese di settembre. Grazia approda negli Stati Uniti d’America. Nella “Grande Mela” frequenta il Lindemann Young Artist Development Program, entrando in contatto con il prestigioso ambiente della Metropolitan Opera. Tiene pubbliche lezioni col maestro James Levine, direttore artistico della stessa Metropolitan. Si esibisce, in concerto, al Bryant Park e – a fine 2008 – negli studi della Rai Corporation di New York. Nel 2010 il rientro nel Vecchio continente e l’avvio di una tournée per i teatri di mezz’Europa. La crescita, a questo punto, è evidente. La carriera, spianata. Seppur lontana da quella terra (la Basilicata) che l’ha vista venire alla luce. Ma che la stessa Grazia – per propria confessione – porta sempre nel cuore. Facendo, per certi versi, tesoro della massima di Kavafis: “in qualunque mare si vada, la tua terra ti segue sempre”. Impossibile staccarsene completamente. E così è anche per la Doronzio che, la scorsa estate, ha ricevuto ben due riconoscimenti in terra lucana: il Premio Heraclea e quello de “La notte delle Stelle”. A poche ore dalla sua esibizione al “San Carlo” gli abbiamo rivolto alcune domande.

Così si prova alla vigilia di un debutto in un teatro storico come il “San Carlo” di Napoli?
L’emozione è grandissima. Sicuramente ogni debutto in un teatro o in un ruolo nuovo ha la sua importanza, ma questo in particolare è molto significativo per me. Dopo qualche anno all’estero è finalmente arrivata questa grande opportunità. Per di più in un teatro così ricco di storia e così vicino alla mia terra. Gran parte dell’emozione è anche dovuta al fatto che la mia famiglia e alcuni carissimi amici potranno essere presenti.

Quale parti interpreti nell’opera?
Sarò Adina, la protagonista. E’ un ruolo un po’ diverso dalle eroine pucciniane o da altri personaggi che ho già interpretato. Adina è capricciosa, spiritosa, con grande senso pratico – ma anche sentimentale, sognatrice e innamorata. Insomma, un po’ come quasi tutte le donne.

Dopo Napoli hai già altri impegni in agenda?
Dopo Napoli sarò ad Amsterdam per cantare Mimì ne “La Boheme”. L’anno prossimo, poi,  debutterò al Teatro Regio di Torino nel ruolo di Susanna de “Le nozze di Figaro” di Mozart. Poi sarò al Grand Theatre di Ginevra, in Svizzera, per la “Medea” di Cherubini e a Losanna per Palmina nel “Flauto Magico”.

Il tuo lavoro ti porta a girare il mondo. Più croce o più delizia?
Penso di essere molto fortunata. E’ un grande privilegio quando ciò che fai è anche la tua più grande passione. Passione ti permette, oltretutto, di vedere e conoscere tanti luoghi, persone e culture diverse. Sicuramente ci sono anche dei momenti  difficili. Non c’è dubbio. Non sempre puoi avere accanto a te le persone care. Bisogna essere forti e sereni per affrontare al meglio ogni

Hai nostalgia della Basilicata?
Questa estate ho trascorso – finalmente – diversi giorni a Stigliano, dopo qualche anno di lontananza. E ho rivisto un po’ tutti: amici, parenti, vicini di casa. Riempie il cuore di gioia ritrovare i propri affetti, avere la sensazione che il tempo non sia mai trascorso. D’altronde, i ricordi legati alla Basilicata sono indelebili. Quando sono ripartita ho promesso a me stessa che tornerò a Stigliano ogni volta che posso. Ne ho tanto bisogno. Ci sono tante cose e tanti luoghi di cui possiamo essere fieri da lucani. Ciò di cui ho maggiore nostalgia, però, è la sincerità e la purezza dell’animo lucano.

Antonio Grasso

da sassiland.com

 

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