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Addio alla Provincia di Matera?

La provincia di Matera risulta destinata alla soppressione e all’unificazione con la provincia di Potenza; la decisione è stata approvata dal Consiglio dei Ministri il 31 ottobre 2012 nell’ambito del riordino degli enti locali e dell’istituzione delle Città metropolitane. Furono ipotizzate come enti amministrativi autonomi gia’ nello Stato sabaudo preunitario e definite con Regio Decreto 3702 del 23 ottobre 1859 (cosiddetto Decreto Rattazzi) che, sul modello francese, aveva stabilito l’organizzazione del territorio in Province, Circondari, Mandamenti e Comuni.
La provincia nasceva così come Ente locale dotato di propria rappresentanza elettiva e di un’amministrazione autonoma: un collegio deliberante (il Consiglio Provinciale) e di un organo esecutivo-amministrativo (la Deputazione Provinciale) presieduta dal Governatore, poi Prefetto, di nomina regia.
Nel 1927 ad effetto del Regio Decreto Legislativo n. 1/1927 del 3 gennaio 1927 “Riordinamento delle circoscrizioni provinciali” si ha l’istituzione di ben 17 province tra cui  Matera.
La provincia di Matera è una provincia italiana della Basilicata di 203.782 abitanti.
Questi organismi amministrativi,  considerati da tempo subalterni all’Ente Regione che seppur ideate dall’Assemblea Costituente del 1947, si costituirono solo nel 1970 con la prima elezione dei Consigli Regionali, sembrano essere divenuti il male peggiore di una nazione che arranca e spreca in tutte le direzioni, ma che individua in queste il punto di partenza di un riordino economico e finanziario della Pubblica Amministrazione. “Si parta dalle periferie per arrivare al cuore del sistema”..: giusto, bene, bravo bis….o no?
Banali, banali questi riformatori crapuloni che non investiti  da un responso elettorale popolare ma da una contingenza istituzionale pavida e cagona,  hanno voluto dare una prova di forza piu’ ceca della loro miopia. Perche’ non hanno il coraggio di provare a smantellare i veri centri del potere e dello spreco? Ricettacoli di individui corrotti e goderecci eletti con sistemi clientelari e scelti  non per le loro qualita’ o capacita’ ma solo per il numero di voti capaci di portare in dote ai vari partiti, non importa come o con quali metodi: il consenso come il denaro non ha odore, e da qualunque parte provenga, legittima. Ma la Banda Monti accorsa al capezzale della Nazione, ha imposto i suoi metodi, pur non essendo stata legittimata, ma chiamata da Re Giorgio I (non e’ inglese, e’ “nu piezz d’omn napulitan” che ha studiato a Mosca) a farci un favore, non si discute: i doni si accettano, anche quelli sgraditi e non richiesti.
Saro’ piu’ esplicito: se proprio avessero avuto a cuore le sorti della Nazione avrebbero dovuto cominciare dalle istituzioni piu’ “nobili e piu’ alte”: Il Parlamento, le Regioni e poi semmai arrivare alle Province ed ai Comuni. Hanno invece cominciato dai deboli: famiglie, Comuni, poi le PROVINCE e per adesso va bene cosi. Ma gli scandali che hanno investito da Nord a Sud molte Regioni non provocano nessun disagio ??? Vuoi vedere che la provincia di Caltanisetta spreca piu’ della Regione Lombardia o della stessa Sicilia. E quei virtuosi della Regione Lazio ? Ed il Molise che non avvicenda il suo Presidente dalla seconda “guerra punica”. E la Calabria ? E….non basterebbero i files di questo computer a contenere l’elenco delle malversazioni e degli sprechi di quello che noi conosciamo come “pubblico” (aziende statali e parastatali, managers, servizi spacciati come pubblici ma ad uso privato).
Le corna pero’ hanno sbattuto ed hanno provocato prurito e di colpo si sono sentiti in dovere di mettere mano ai problemi per dimostrare al mondo intero di essere capaci di tagliare gli sprechi e di saper fare le cose perbene : semmai gli errori li hanno commesso i politici della prima e della seconda Repubblica, dimenticando che essi stessi sono figli (come i vari Patroni Griffi, Fornero, Severino, Passera) di una cultura che li ha allevati  a “pane e nepotismo” e noi dobbiamo ingoiare anche per loro, “ BOCCONI “ amari…caro premier Monti (nominato per l’appunto Senatore a vita in questi giorni….).
Personalmente non mi appassionano le dispute sui campanili, anche perche’ da sempre considero il ns. capoluogo Matera, come un appendice culturale della Murgia in terra di Lucania. Una invenzione politica piu’ che geografica. Una citta’ molta piu’ vicina alle tradizioni altamurane, gravinesi e santeramane che a quelle della Lucania metapontina o della collina che dal Basento sale verso le meravigliose montagne di Accettura, Stigliano Cirigliano e Gorgoglione. Non per questo non ne sono orgoglioso, tutta’altro. Un pezzo importante della mia vita e’ stato vissuto in quei luoghi,  dove sempre piu’ spesso e sempre piu’ numerosi,   si sono stabiliti nel corso degli anni molti abitanti dei comuni della provincia,  “lucanizzando” i Sassi.
Matera oggi e’ piu’ che un “ente inutile” per noi. Non e’ semplicemente  la sigla da incasellare in una risposta di un  cruciverba da 2 lettere: MT. Non e’ solo  il riferimento che facevamo nostro con un pizzico di nostalgia quando incrociavamo su strade lontane da quelle di casa, un auto con la sigla di color bianco su sfondo nero : MT. Non e’ la provincia famosa per il suo “pane” ..che noi Stiglianesi abbiamo sempre guardato con sospetto perche’ abituati a mangiarne una specie molto diversa ed a ns. parere piu’ buono…Non e’ la provincia “delle cionc e vent cionc” /traduco ore: cinque e venticinque. E’ molto di piu’. Quello che ci mortifica e’ l’approssimazione e la superficialita’ con le quali si sono definite metodi e criteri per la sua abolizione,  vale per Matera ma anche per le altre province: non una semplice operazione di “sbianchettamento” ma  una piccola, misera ed inefficace dimostrazione di servilismo a quelle istituzioni che vogliamo salvaguardare ma che dovrebbero essere le prime ad essere riformate…..

ANONIMO…MATERANO

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