Comunicato stampa Comune di Montalbano Jonico

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trivellazioni

Prime prese di posizione in merito alle trivellazioni nel mare Jonio. Si è riunita la conferenza Capigruppo consiliari di Montalbano Jonico per discutere delle iniziative da prendere per le indagini geognostiche che la società “Apennine Energy s.r.l.” intende svolgere nel tratto lucano del Mar Jonio compreso tra la foce del Basento e quella del Sinni.
La società, con sede legale in Roma, ha trasmesso ai comuni interessati ed al comune di Montalbano Jonico, lo studio di Valutazione dell’Impatto Ambientale (V.I.A.).

Da questo studio si evince che si effettueranno prima numerose indagini sismiche intese a verificare il grado di antisismicità del sottofondo del tratto di Mar Jonio interessato.
Questi test verranno effettuati con la tecnica dell’ “air gun” (cannoni d’aria) cioè con l’emissione in profondità di aria a forte compressione e provocando delle onde le cui reazioni, a contatto con gli strati del sottofondo marino, determineranno il grado di sismicità.
Questa tecnica, rispetto all’uso degli esplosivi che si praticava qualche decennio fa, consente di ridurre il danno alla fauna ma non di eliminarlo del tutto poiché si passa da percentuali di morìa del 69,2% a percentuali dell’ordine del 23,3%..
Il massimo della morìa si registra entro i 5 metri dalla sorgente che emette l’aria a pressione.
L’uso del condizionale nella relazione tecnica e nella sintesi non tecnica dello studio comunque non lascia tranquilli.
Si dice per esempio:<< Gli autori che hanno studiato gli effetti ambientali provocati dal metodo “air gun” concordano nell’affermare che  esso sia poco dannoso ai pesci e che sembra improbabile che esso possa causare grossi danni ai mammiferi marini>>.
Le tecniche adottate per limitare i danni sarebbero il “soft start” con un incremento progressivo e graduale delle intensità di lavoro e la presenza a bordo di osservatori per poter avvistare eventuali cetacei e mammiferi.
All’indagine sismica seguirà la perforazione vera e propria sino a 2.500 metri di profondità da eseguire con la tecnica dello “Jack Up”, cioè con una piattaforma autosollevante, capace di operare anche a 90 metri sotto il livello del mare.
Sono previsti degli accorgimenti per prevenire il rilascio di fanghi, di gas e di olio in superficie: la “well site survey” (una ricognizione ben fatta del sito) , dei “blow out preventers” (dei boccali della sonda a chiusura ermetica) infine dei galleggianti per circoscrivere eventuali macchie d’olio evase dall’impianto.
La conferenza dei capigruppo consiliari, presieduta dal sindaco Leonardo Giordano e composta dai consiglieri Pontevolpe, Tauro, Maida e Di Sanzo, ha approvato una proposta di deliberazione da sottoporre al consiglio comunale nei prossimi giorni, nella quale si esprime parere contrario alle indagini al fine di non vanificare le prospettive di sviluppo turistico della costa jonico materana e per meglio tutelare le valenze paesaggistiche ed ambientali di questo tratto di mare.
La proposta di deliberazione dispone anche iniziative per coinvolgere i sindaci e le amministrazioni degli altri comuni interessati.
Il Sindaco Giordano a conclusione ha dichiarato:<< E’ una palese contraddizione che mentre non si dissequestra Marinagri per il timore di esondazioni si vogliano invece consentire queste perforazioni vincendo ogni sorta di timore legato alla tutela delle acque e della fauna e flora marina, presupposto essenziale per qualsiasi attività turistiche degna di riguardo, la cosa strana infine è che nessuno (tranne poche lodevoli eccezioni) parla di questo fatto.
Non ci riteniamo ambientalisti del “sempre no!” ma dopo aver sperimentato ciò che si è ricavato dalle estrazioni petrolifere in Val d’Agri in termini di sviluppo nella nostra regione non ce la sentiamo di svendere alle multinazionali degli idrocarburi anche il nostro mare, quel mare azzurro dalle cui onde, secondo il mito, sarebbe emersa la insuperabile bellezza di Venere e delle sue tre Grazie.>>

UFFICIO – STAMPA Comune di Montalbano Jonico
06/07/09

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